salvini draghi

SI SALVINI CHI PUÒ – IL LEADER DELLA LEGA PENSA DI ESSERE ANCORA AI BEI TEMPI (PER LUI) DEL PRIMO GOVERNO CONTE: NON PASSA GIORNO CHE NON SGANCI QUALCHE BOMBETTA SCARICA CONTRO “IL PARTITO DEL TERRORE”. SU FACEBOOK ATTACCA: “SE DOPO PASQUA LA SITUAZIONE SANITARIA SARÀ TORNATA TRANQUILLA E SOTTO CONTROLLO, È GIUSTO RIAPRIRE TUTTE LE ATTIVITÀ CHE POSSONO RIPARTIRE IN SICUREZZA” – MA È SOLO UN MODO PER TENERE VIVA LA BASE PER COPRIRSI A DESTRA, DOVE LA MELONI LO TALLONA

Adalberto Signore per “il Giornale”

 

matteo salvini 3

Rilancia Matteo Salvini. Ma lo fa senza alzare il termometro dello scontro e con toni piuttosto pacati. Nel tentativo di riuscire a muoversi con destrezza su un filo sempre più sottile, dove non è affatto facile restare in equilibrio a lungo.

 

Tenere insieme istanze così diverse e contrastanti, infatti, è un lavoro rischioso e di paziente cesello, a cui - peraltro - l'ex ministro dell'Interno non è particolarmente incline. Eppure, per il momento, il leader della Lega riesce a giocare nel doppio ruolo di «responsabile governista» e «polemico aperturista».

ROBERTO SPERANZA E MARIO DRAGHI

 

La sua Lega sostiene l'esecutivo guidato da Mario Draghi, eppure è sempre la sua Lega a puntare il dito contro un eventuale prolungamento delle chiusure (tema sul quale un pezzo importante dell'elettorato leghista del Nord è molto sensibile). Lo aveva fatto venerdì, con tanto di replica pubblica del premier. E si è ripetuto ieri, a conferma che sul punto l'intenzione è non retrocedere di un millimetro.

 

GIANCARLO GIORGETTI E MATTEO SALVINI

«Se dopo Pasqua la situazione sanitaria sarà tornata tranquilla e sotto controllo, è giusto riaprire bar, ristoranti, scuole, palestre, teatri, centri sportivi e tutte le attività che possono ripartire in sicurezza», ripete il concetto Salvini. Certo, lo fa guardandosi bene dal dare adito a polemiche. Senza chiamare in causa Draghi, ma nemmeno il ministro della Sanità Roberto Speranza, a suo avviso uno dei principali colpevoli degli «eccessi della linea rigorista».

 

mario draghi

Tutto questo, è infatti il senso dei ragionamenti che il leader della Lega fa spesso in privato, è frutto del «partito del terrore Speranza-Franceschini», che «puntano a risolvere il problema contagi in modo semplicistico», cioè «tenendo tutto chiuso». Insomma, a pochi giorni dal Consiglio dei ministri che dovrebbe occuparsi proprio di chiusure e riaperture - è in agenda per martedì o mercoledì - Salvini spinge sull'acceleratore.

 

ROBERTO SPERANZA E MARIASTELLA GELMINI

E strizza l'occhio a quel corposo pezzo del suo elettorato che chiede di riaprire al più presto. Non è un caso che un leghista di osservanza salviniana come il viceministro per le Infrastrutture Alessandro Morelli abbia avuto parole molto critiche verso il premier nel corso di alcuni incontri pubblici in Lombardia. D'altra parte, il parallelo tra Draghi e il suo predecessore Giuseppe Conte ritorna spesso nella delusa base del Carroccio in questi ultimi giorni. E Salvini non può non tenerne conto.

 

alessandro morelli 1

Di qui la sua insistenza, seppure con un approccio molto più soft di quello avuto con il governo precedente. Anzi, sembra che i rapporti tra il leader della Lega e il premier siano assolutamente cordiali e che ci sia anche una certa frequenza nei contatti diretti tra i due (l'ultima volta venerdì).

 

D'altra parte, l'ex presidente della Bce è tutto fuorché poco avvezzo alle cose della politica, come sta dimostrando in questi ultimi giorni. È consapevole, dunque, della difficoltà in cui si muove Salvini e non ha intenzione di aprire un caso sul tema riaperture. Come ha già detto, si muoverà in modo «pragmatico».

 

matteo salvini a palermo

E le decisioni riguardo a quanto accadrà dopo Pasqua e nel ponte del Primo maggio saranno prese solo ed esclusivamente in base ai numeri dei contagi (circostanza ieri ribadita da Speranza). Ipotesi di un eventuale Aventino dei ministri leghisti, invece, al momento non sembrano affatto preoccupare Palazzo Chigi.

 

matteo salvini alla protesta dei ristoratori al pantheon 4

Perché, è il ragionamento, è vero che Salvini deve marcare il territorio sul fronte aperture, ma certo non è in condizione di disconoscere quello che è a tutti gli effetti un governo di unità nazionale. Peraltro, con Forza Italia che si è attesta su una linea molto più prudenziale, visto che il ministro Mariastella Gelmini si è concentrata soprattutto sulla questione ristori («facciamo in modo che siano contestuali alle chiusure»).

 

CLAUDIO DURIGON MATTEO SALVINI

L'uscita del leader della Lega, però, per quanto a bassa intensità accende il centrosinistra. Critico l'ex ministro Francesco Boccia, ma soprattutto Enrico Letta. «Vedo la Lega in difficoltà, ma soprattutto - attacca - gli atteggiamenti di Salvini sono quelli di chi non sa come prendere questa situazione». La conferma che il neosegretario del Pd ha intenzione di marcare quanto più possibile le spinte identitarie dei dem, ovviamente lontanissimi dalla linea del Carroccio.

Ultimi Dagoreport

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?