eurogruppo

SIAMO NOI, SIAMO NOI, I CAMPIONI DELL'EUROGRUPPO SIAMO NOI - PERSINO DURANTE LA RIUNIONE DI BRUXELLES CON I MINISTRI FINANZIARI DELL'UE È SCATTATO IL TIFO DA STADIO: QUANDO HA PRESO LA PAROLA IL TITOLARE DEL TESORO DANIELE FRANCO (CHE POI È INCAPPATO NELLA GAFFE SUI MANESKIN CHIAMATI "MOLESKINE") SI SONO ALZATI TUTTI IN PIEDI AD APPLAUDIRE COME IN CURVA - IL TRIBUTO ERA PER LA VITTORIA ITALIANA CHE SA DI RIVALSA SULLA BREXIT E SULL'ARROGANZA INGLESE, MA NON SOLO... - VIDEO

 

Estratto di un articolo di Claudio Tito per “la Repubblica

 

EUROGRUPPO

Per capire quanto la vittoria della Nazionale italiana agli Europei di calcio contro l'Inghilterra abbia assunto un significato che va ben oltre il valore sportivo della Coppa, bisogna descrivere la scena che ieri si è materializzata a Bruxelles.

 

Palazzo Justus Lipsius. Riunione dell'Eurogruppo. Con tutti i ministri finanziari dell'Unione, ospite la segretaria americana al Tesoro, Janet Yellen. Dopo una serie di interventi, la parola passa al titolare italiano dell'Economia, Daniele Franco.

 

JANET YELLEN JOE BIDEN

Ma quella parola non riesce a prenderla. Il discorso nemmeno parte. I partecipanti all'incontro, solitamente molto ordinato e per certi versi burocratico, si alzano in piedi come in una curva da stadio. Scatta un applauso lungo più di un minuto. E, ovviamente, non è rivolto a Franco, ma all'Italia campione d'Europa.

 

Congratulazioni, braccia alzate. Un episodio che raramente capita nelle sedi ovattate dell'Ue. Dove ogni gesto segue un protocollo preciso. Tanto che lo stesso ministro italiano per qualche momento non sa cosa fare. Sorpreso da quell'applauso e in una certa misura impreparato a gestire una situazione più emotiva che "tecnica".

 

MARIO DRAGHI DANIELE FRANCO

Del resto, per tutto il giorno e in tutti gli uffici delle tre principali istituzioni comunitarie non si è parlato d'altro. Dai commessi ai commissari, dai ministri agli autisti dei ministri. Come se, appunto, non si trattasse semplicemente di una partita. O almeno non solo di una partita di "football", come direbbero gli inglesi.

 

daniele franco

E in effetti non era solo un confronto calcistico. Perché dietro la vittoria tricolore a Wembley sono emersi almeno due fattori, entrambi extracalcistici ed entrambi appartenenti alla geopolitica degli ultimi anni.

 

Il primo riguarda la Brexit. I governi dell'Unione hanno sofferto l'uscita britannica. La trattativa condotta da Boris Johnson è stata lunga ed estenuante. Ha lasciato un segno. E tutti - dalla Francia alla Germania, dalla Spagna al Belgio - davanti ad una finale con l'Inghilterra non aspettavano altro che assestare una bella sberla all'arroganza del Regno Unito.

 

il ministro del tesoro daniele franco

Arroganza politica e nell'ultima settimana arroganza sportiva. Bastava legge il titolo dell'Irish Times per comprendere quanto la rivalsa nei confronti dei "Brexiteer" avesse avvolto il podio londinese sul quale sono stati premiati i calciatori di Mancini.

 

DANIELE FRANCO MARIO DRAGHI

È stata dunque vissuta come una rivincita. Esplosa, appunto, al vertice dell'Eurogruppo. Con l'americana Yellen, l'unica che forse non coglieva fino in fondo il senso di quel che stesse davvero accadendo.

 

daniele franco g20

Il secondo fattore. Riguarda direttamente il nostro Paese. La sensazione vissuta ai vertici dell'Ue è che il campionato europeo abbia di fatto intercettato e suggellato una sorta di «rinascita nazionale». Il New York Times l'ha definita proprio così. Si tratta di quella miscela spesso inspiegabile che forma un'aura.

 

L'autorevole giornale statunitense fa il paragone con la crisi pandemica vissuta negli ultimi diciotto mesi e la riconquista di un ruolo con l'insediamento del governo Draghi, «il cui elevato status internazionale ha contribuito a trasformare l'Italia da piccolo attore sulla scena europea a forza trainante».

 

leonardo bonucci in italia inghilterra 1

Il punto è che il trionfo azzurro a Londra sembra quasi aver allungato i suoi effetti sulla politica. Ha trasferito carisma. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e quello del Consiglio, Mario Draghi, diventano così i volti istituzionali di una vittoria sportiva. Non è la prima volta.

 

Spesso è anche capitato il contrario. Come accadde nel 2010 in Sudafrica e in una certa misura Silvio Berlusconi ne subì il peso. Soprattutto per il confronto con la vittoria di quattro anni prima quando a palazzo Chigi sedeva Romano Prodi.

 

Leggi l'articolo completo su:

https://www.repubblica.it/politica/2021/07/13/news/europei_azzurri_eurogruppo_ue-310108350/

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…