SILERI CREA IMBARAZZI PURE ALL'ESTERO! - ''BORIS DISSE A GIUSEPPE CONTE CHE AVREBBE PUNTATO ALL'IMMUNITÀ DI GREGGE''. LE DICHIARAZIONI DEL VICEMINISTRO ALLA SALUTE VANNO IN ONDA SU UN DOCUMENTARIO DI CHANNEL 4 E FANNO INFURIARE IL GOVERNO INGLESE. ''ERA IL 13 MARZO, IN QUELLA SETTIMANA SCOPRII DI AVERE IL COVID. IL PREMIER CONTE AVEVA PARLATO AL TELEFONO CON JOHNSON E GLI DISSE…''

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'JOHNSON DISSE A CONTE,GB PUNTA A IMMUNITÀ DI GREGGE'

GIUSEPPE CONTE BORIS JOHNSON GIUSEPPE CONTE BORIS JOHNSON

 (ANSA) - Sarebbe in una telefonata a Giuseppe Conte la prova dell'illusione coltivata sino a metà marzo anche da Boris Johnson, oltre che da alcuni suoi consulenti scientifici, di poter diluire la diffusione del coronavirus nel Regno Unito sperando che il contagio progressivo della maggioranza della popolazione producesse una qualche forma spontanea d'immunità collettiva: o "immunità di gregge".

 

A sostenerlo è il viceministro italiano della Sanità, Pierpaolo Sileri, in una intervista concessa alla tv britannica Channel 4 - e anticipata in parte dal Mail - per un documentario in onda stasera che rilancia le accuse sui ritardi imputati al governo Tory nella gestione iniziale dell'emergenza Covid-19. Emergenza poi dilagata anche Oltremanica fino a un totale ormai stimato fra 40 e 50.000 morti, record europeo attuale e secondo peggior bilancio al mondo in cifra assoluta dopo gli Usa.

justin trudeau, giuseppe conte e boris johnson justin trudeau, giuseppe conte e boris johnson

 

"Era il 13 marzo - le parole attribuite a Sileri - lo ricordo perfettamente essendo la stessa settimana in cui ho scoperto di avere il Covid. Parlai con il presidente del Consiglio per dirgli che ero risultato positivo al test e Conte mi disse che aveva parlato al telefono con Johnson... Ricordo che Conte disse: 'Mi ha detto che vuole l'immunità di gregge'. Allora io replicai: 'Guarda, sono a letto, con la febbre e questa non è un'influenza normale, è qualcosa di più grave'. E dopo pensai: speriamo che Johnson proceda col lockdown".

PIERPAOLO SILERI GIUSEPPE CONTE ROBERTO SPERANZA PIERPAOLO SILERI GIUSEPPE CONTE ROBERTO SPERANZA

 

Se esatto, questo racconto metterebbe in discussione la tesi ufficiale del governo britannico di non avere mai sposato in realtà la strategia dell'immunità di gregge, pur evocata lo stesso 13 marzo in un'intervista dal professor Patrick Vallance, consigliere scientifico capo del premier. Tesi peraltro ribadita in queste ore da un portavoce di Downing Street, con una secca smentita del "frettoloso documentario" di Channel 4.

 

Sia come sia, resta vero il fatto che Johnson solo dal 16 marzo decise la svolta verso il lockdown, poi decretato il 23, spinto dalla pressione di uno studio da incubo dell'Imperial College, firmato dall'equipe dell'epidemiologo Neil Ferguson, stando ai cui modelli di previsione il Regno avrebbe rischiato in assenza di restrizioni sociali fra 250.000 e mezzo milione di morti.

 

giuseppe conte al telefono giuseppe conte al telefono

Modelli che peraltro secondo un'altra fonte citata dalla tv - il professor Graham Medley, della London School of Hygiene and Tropical Medice, membro del comitato di esperti chiamato a consigliare l'esecutivo (Sage) - il premier e i suoi ministri avrebbero avuto sul loro tavolo già da metà febbraio.

neil ferguson neil ferguson neil ferguson neil ferguson boris johnson al telefono boris johnson al telefono

 

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