mieli galli della loggia de bortoli

SMEMORANDA - COLPITI DA ALZHEIMER (INTELLETTUALE), I CHIERICI DEL GIORNALISMO ITALIANO RIMUOVONO GLI “ANNI DI PIOMBO”, TANGENTOPOLI E SEPPELLISCONO IL FU CAPITALISMO DEI POTERI MARCI (DE BORTOLI) – TRAGHETTATI DA PAOLO MIELI DALLA POVERA PUBBLICISTICA DI PARTITO AI RICCHI GIORNALONI TARGATI FIAT, I VARI (E AVARIATI) GALLI DELLA LOGGIA, PIGI BATTISTA E GAD LERNER SBIANCHETTANO TRENT’ANNI DI STORIA ITALIANA PER SALVARE LE LORO FACCE DI BRONZO E QUELLE DEI LORO AMICI

DAGONOTA

paolo mieli ernesto galli della loggia angelo panebianco massimo teodori

Nonostante i bassi indici di ascolto non chiuderà Rai Storia lì sul piccolo schermo dove, quotidianamente, sale in cattedra lo storico (senza storia), Paolino Mieli. A buona ragione l’ex direttore del Corriere della Sera può essere considerato l’erede naturale del simpatico tuttologo professor Alessandro Cutolo che con il suo spiccato accento napoletano a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta furoreggiò nella televisione in bianco e nero con la sua rubrica “Una risposta per voi”. 

 

Paolo Mieli

Con la sua faccia a salvadanaio da Pierrot triste, Mieli fa rimpiangere l’arguzia bonaria del prof. Cutolo e la sua onestà intellettuale nell’imbrogliare le carte del suo sapere. Non c’è personaggio della storia antica, moderna e contemporanea che non venga affrontato da Mieli (da Giulio Cesare a Giuseppe Garibaldi) nel suo spazio in tv dove ospita i suoi tanti discepoli arruolati a suo tempo sulle colonne della Stampa o del Corriere. 

 

E forse è a lui, il Mieli traghettatore dalla povera pubblicistica di partito alla ricca corte degli Agnelli&Romiti, che dovrebbe rivolgersi Ernesto Galli Della Loggia. O, forse, a se stesso, protagonista di una lunga stagione politica, economica e intellettuale lasciata nell’oblio. 

 

De Bortoli Paolo Mieli

Ma non si tratta di “traditori” o “voltagabbana”: chi fa certe scelte diverse simili anche ai salti mortali dovrebbe però spiegarne le ragioni. Nel 1957 lo scrittore Italo Calvino che si stava allontanando dal Pci invitava all’autobiografismo “dell’uomo della società vecchia e di uno dell’uomo della società nuova”. 

 

Per l’autore di Palomar “la lettura del comunismo, che ha puntato sulla carta del romanzo” non basta a ricordare un’epoca. Non romanzi, appunto, “ma soprattutto opere autobiografiche…”. 

 

Agnelli Ghidella Romiti

A sorpresa, l’altro giorno sulle pagine del Corriere della Sera, Ernestino è tornato a chiedersi le ragioni della rimozione degli “anni di piombo” senza mostrarci la sua carta d’identità politico e intellettuale. 

 

Già, in quest’ultimo trentennio (e passa) è stata “rimossa” pure la stagione di Tangentopoli, cavalcata dall’ex corazzata di via Solferino allora pilotata da Mieli nella speranza di salvare dal carcere i suoi padroni (la Fiat). 

 

paolo mieli. -corriere-della-sera-

Della Loggia, ovviamente, si guarda bene dal fare il nome degli “smemorati” del ceto intellettuale che, con rare eccezioni (Giampiero Mughini), una volta smesso il ruolo di “banditori di violenza” si sono disinvoltamente riaccasati nelle file della borghesia imprenditoriale. 

 

Con chi ce l’ha Ernestino? Con il suo amico Paolo Mieli, ex Potere Operaio e redattore capo dell’Espresso, un settimanale quasi confinante col nascente terrorismo di sinistra? 

 

claudio martelli e bettino craxi

Con i socialisti craxiani che nel tentativo di salvare la vita di Moro trattavano sottobanco con alcuni esponenti contigui alle Brigate Rosse? 

 

Forse allude al suo sodale e compagno di banco a “Mondo operaio”, Claudio Martelli, impegnato alla conferenza di Rimini a tessere un “filo rosso” tra gli ex di Lotta continua e il Psi fino a realizzare con lui il giornale “Reporter”? 

adriano sofri

 

E il nostro ha dimenticato pure la grancassa mediatica e politica del delfino di Craxi (esistono le registrazioni telefoniche) nel difendere il leader di Lotta continua dall’accusa di aver comunque partecipato all’uccisione del commissario Luigi Calabresi? 

 

IL CORPO DI LUIGI CALABRESI

O nel suo personale indice d’indignazione, il Della Loggia intende includere l’ex lottacontinuotto, Gad Lerner, “il comunista con il Rolex” amico di Carlo De Benedetti, che nel suo ultimo libro “L’Infedele” (Feltrinelli), a differenza di Ernestino, cerca almeno di mettere ordine (morale e religioso) nel suo passaggio dai ribelli ai padroni del vapore.

 

Ma non è soltanto Galli Della Loggia a rimuovere il passato usando il bianchetto omertoso dell’autoassoluzione urbi et orbi. 

massimo d'alema gad lerner sergio mattarella

 

cesare romiti gianfranco ravasi ferruccio de bortoli e franco frattini

Se la memoria “è la colla che lega la nostra vita mentale, che racchiude la nostra storia personale” (Squire e Kandel), il morbo di Alzheimer (intellettuale) deve aver colpito anche Flebuccio de Bortoli al momento di dare alle stampe il volume “Le cose che non ci diciamo (fino in fondo)” (Garzanti). 

 

Ora se un lettore non sapesse che Flebuccio è stato due volte direttore del Corriere della Sera(gestione Agnelli&Romiti) e una volta del Sole 24 Ore(quotidiano della Confindustria), avrà l’impressione di trovarsi a sfogliare un saggio di un oscuro studioso dei poteri marci e di una classe politica (e dirigente) che ha messo in ginocchio il Bel Paese, vissuto negli ultimi trent’anni in qualche università straniera. 

paolo mieli foto di bacco

 

Il negare la continuità (e contiguità) tra la sua esperienza (e responsabilità) professionale non fa onore a de Bortoli. Del resto bastava cambiare il titolo del libro con “Le cose che non vi ho detto (fino in fondo)” per salvare almeno la faccia.

il pool di mani pulite

 

Ps.

Tra gli smemorati di via Solferino nei titoli di coda merita un posto anche Pierluigi Battista, devoto anche lui a Paolino Mieli. Prima sul Corriere della Serae poi con un’intervista a il Riformistasi butta penna in resta contro certo giornalismo giudiziario di oggi, “colla e incolla” delle veline della procura, che sputtanano politici e imprenditori ancora in attesa di giudizio. 

pierluigi battista claudio martelli marida lombardo pijola foto di bacco (2)

 

La perversa inclinazione di Pigi verso il suo mentore Paolino, lo porta a dimenticare che i processi a mezzo stampa, la cosiddetta “gogna mediatica”, ha conosciuto il suo massimo splendore ai tempi di Mani pulite e ai tempi della prima direzione di Paolo Mieli. Moralisti a lacarte.

 

 

 

Ultimi Dagoreport

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!