george soros

SOROS COLATO – LA FONDAZIONE “OPEN SOCIETY” DI GEORGE SOROS IN QUESTI ANNI IN ITALIA NON HA FINANZIATO RICCAMENTE SOLO +EUROPA (A CUI AVREBBE DATO SOLO NEL 2022 1,5 MILIONI, STANDO A CALENDA), MA HA VERSATO SOLDI A PIOGGIA A FONDAZIONI E ASSOCIAZIONI – NEL 2020 HA SOVVENZIONATO ANCHE CON 150 MILA DOLLARI IL “CENTRO SOCIALE DI CASERTA”, I CUI MEMBRI DEL COMITATO DIRETTIVO SONO SOTTO INCHIESTA PER ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE FINALIZZATA ALLA TRUFFA AGGRAVATA NELLA GESTIONE DI FONDI PER GLI IMMIGRATI…

Giacomo Amadori per “La Verità”

 

george soros

In vista delle ultime elezioni politiche avevano già ingaggiato il parlamentare più munifico d'Italia, il facoltoso imprenditore Gianfranco Librandi, famoso per aver versato 800.000 euro alla fondazione Open di Matteo Renzi. Ma nelle ultime ore si è scoperto, grazie a Bruno Vespa, che +Europa può contare sulle attenzioni di un finanziere ancora più ricco del già danaroso Librandi, ovvero l'imprenditore, filantropo e banchiere ungherese George Soros.

 

Secondo il leader di Azione Carlo Calenda avrebbe finanziato la campagna elettorale del partito fondato da Emma Bonino con 1,5 milioni di euro. Una cifra che sarebbe stata versata affinché Bonino & C. si compattassero con il centro-sinistra in un «listone antifascista». Una notizia confermata in parte dal segretario di +Europa Benedetto Della Vedova. Quest'ultimo ha ammesso l'erogazione a favore di alcuni candidati per le spese della campagna elettorale, ma ha negato che quei contributi fossero vincolati alla nascita di un fronte anti Meloni.

 

CARLO CALENDA E EMMA BONINO

Resta poco chiaro, visti i limiti di legge, come siano arrivate in Italia e come siano state rendicontate le generose donazioni. Generose assai se si pensa che sul sito della fondazione Open society di Soros nel 2020 risultavano destinati all'Italia «solo» 1,8 milioni di dollari in totale, sui 92,9 destinati all'Europa, poco più del 2 per cento per un Paese che rappresenta circa l'8 per cento della popolazione continentale.

 

Ma adesso scopriamo che nel 2022 una cifra analoga sarebbe andata a un unico partito. Sarà per questo che ieri +Europa ha rivendicato quel prezioso sostegno con un messaggio social corredato di foto: «Grazie George. Rivendichiamo il suo sostegno a +Europa per le nostre battaglie sui diritti umani, civili, la democrazia e lo stato di diritto». Concetto anticipato da Della Vedova, il quale ha dichiarato: «Il filantropo di origini ungheresi da tempo condivide e sostiene i nostri valori europeisti e le nostre battaglie per i diritti umani e lo stato di diritto. Siamo orgogliosi che alcuni nostri candidati abbiano chiesto e ricevuto il suo sostegno, certamente disinteressato».

 

GEORGE SOROS EMMA BONINO

Dal suo sito apprendiamo che Open society è «una delle più grandi fondazioni private al mondo che supportano gruppi per i diritti umani, con un budget annuale di oltre 1.000 milioni di dollari» e che poco meno del 10 percento dei fondi va all'Europa. Il loro lavoro in Italia è iniziato nel 2008 supportando «le battaglie legali contro la concentrazione della proprietà dei media da parte di Berlusconi».

 

Sugli 1,8 milioni di dollari del 2020 il 34 per cento è stato destinato a una non meglio precisata «pratica democratica», altrettanto per progetti aventi come obiettivo «uguaglianza e antidiscriminazione», il 29 a «movimenti e istituzioni per i diritti umani», il 3 per «istruzione e prima infanzia».

 

GEORGE SOROS EMMA BONINO

La Open society ha collaborato con le fondazioni Nando Peretti e Charlemagne, con la Fondazione con il Sud, con la Compagnia di San Paolo e con il Comune di Ventimiglia per il restauro di un parco pubblico frequentato dai migranti di passaggio. Nel 2017-18 Open society ha finanziato 70 progetti impegnando 8,5 milioni di dollari. Secondo l'Adnkronos 298.550 dollari andarono ai Radicali per «promuovere un'ampia riforma delle leggi italiane sull'immigrazione»; 385.715 dollari sono stati assegnati all'Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione; 170.144 dollari all'Associazione 21, una onlus che si occupa di diritti umani. Il sito della fondazione, a proposito del 2020, non ci rivela, però, la notizia più interessante: il sostegno a un centro sociale con gran parte del comitato direttivo sotto inchiesta per associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata.

 

MANIFESTAZIONE CENTRO SOCIALE CASERTA

Infatti l'Open society institute (vecchia denominazione della fondazione) il 10 novembre 2020 ha inviato un bonifico da 100.937 euro e il 30 agosto 2021 uno da 48.324, aventi entrambi nella causale una «sigla alfanumerica», al Comitato per il Centro sociale di Caserta. L'informazione è contenuta in una segnalazione di operazione sospetta inviata cinque mesi fa all'Antiriciclaggio a proposito di alcuni movimenti effettuati sul conto dell'associazione tra il gennaio 2020 e il maggio 2022, con riferimento in particolare a pagamenti per circa 15.000 euro.

 

Sono emersi così anche i bonifici provenienti dalla Svizzera che sarebbero stati utilizzati per sostenere un progetto per le vaccinazioni anti Covid19 per gli immigrati di Castelvolturno. I risk manager della banca hanno rimarcato un'«operatività anomala e non adeguatamente giustificata in capo a ente che si occupa di assistenza sociale, in particolare a favore degli immigrati per la loro inclusione, che ha indicato di ricevere finanziamenti da parte di sostenitori e associazioni». Il centro sociale, nell'aprile scorso, avrebbe ricevuto anche un bonifico da 50.000 euro dalla Fondazione Haiku di Lugano, nata nel 2014 e che persegue «esclusivamente finalità di solidarietà sociale».

 

GEORGE SOROS E LA OPEN SOCIETY

Nella segnalazione viene evidenziato come nel 2019 la Procura di Santa Maria Capua Vetere nell'ambito di un procedimento penale abbia chiesto informazioni alla banca sul Comitato per il Centro sociale e su due dirigenti, Vincenzo Fiano e Fabio Basile. Si tratta di un'indagine, puntualizzano i risk manager, «per associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata nella gestione dei finanziamenti del progetto Sprar (Sistema di protezione e accoglienza per richiedenti a silo e rifugiati)».

 

I conti sotto osservazione, secondo i funzionari, «sono caratterizzati da bonifici per emolumenti disposti a favore dei titolari effettivi e soggetti a loro collegati». Una donna, è precisato nella segnalazione, avrebbe ricevuto un bonifico da 400 euro di Fiano attraverso «un altro intermediario» con causale «mutuo». Fiano con noi cade dalle nuvole: «Non mi risulta e, comunque, non con i soldi dell'associazione».

 

Centro Sociale ex Canapificio Caserta

 «Bonifici per emolumenti e pagamento di fatture» proverrebbero anche dal conto aperto in una seconda banca e riceverebbe contributi anche il Comitato Città viva, promosso dall'ex Canapificio all'interno del quartiere Acquaviva di Caserta, insieme ad altre associazioni e cittadini della zona. Il Comitato Città viva ha lo stesso indirizzo e contatto telefonico di Fiano. «Perché abito lì e non abbiamo una sede» spiega lui.

 

A fine aprile 2022 il Comitato per il Centro sociale ha inviato un bonifico da 10.000 euro con causale «prestito» a favore del Comitato Città viva. Ma Fiano non sa spiegarne il motivo: «Non mi occupo dei conti». Rappresentanti legali e titolari effettivi dell'ex Canapificio varierebbero spesso. Nel febbraio 2019 sette degli operatori del centro sociale hanno ricevuto un avviso di garanzia, come detto, con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata.

COMITATO CENTRO SOCIALE DI CASERTA

 

Nell'inchiesta erano inizialmente indagati oltre a Basile e Fiano anche Giovanni Paolo Mosca, Massimo Cocciardo, Virginia Anna e Federica Maria Crovella e Immacolata D'Amico, tutti soci volontari e operatori dell'ex Canapificio. L'indagine ruota intorno alla gestione da parte del Centro sociale dei fondi erogati nell'ambito di un bando triennale relativo al progetto Sprar. Sette milioni e mezzo di euro destinati a coprire i costi dell'alloggio (venti appartamenti), del vitto e dei programmi di istruzione, formazione e integrazione per gli immigrati. Soldi che, secondo la Procura potrebbero non essere stati usati in modo corretto.

 

Le investigazioni sono partite su denuncia di un ex operatore, il trentottenne ghanese Malik Donkor, già inserito nel progetto Sprar. Ma le sue motivazioni non sarebbero particolarmente nobili: dopo le perquisizioni i dirigenti del centro denunciarono di essere stati «colpiti per vendetta» da Donkor, il quale era stato «sorpreso a rubare» e per questo segnalato all'autorità giudiziaria. L'ex volontario è stato rinviato a giudizio per appropriazione indebita.

 

GEORGE SOROS A DAVOS

Alla prima udienza del processo è stata ammessa la costituzione di parte civile di alcuni migranti e dell'associazione, il cui legale rappresentante ha confermato le accuse contro Donkor, che avrebbe creato «un clima di nonnismo» nei confronti degli extracomunitari. L'uomo si sarebbe appropriato di parte della loro spesa settimanale e dei soldi destinati al vestiario. Nonostante l'inchiesta per truffa che coinvolge i dirigenti del Centro sociale sia partita su denuncia di un soggetto a sua volta denunciato, non c'è stata ancora nessuna archiviazione.

 

george soros

 Forse perché i fatti segnalati da Donkor, che era inserito all'interno del sistema, potrebbero aver trovato qualche riscontro. Dopo circa quattro anni le indagini dirette dalla pm Anna Ida Capone, sarebbero «alle battute finali», come ci spiega il procuratore facente funzioni Carmine Renzulli. Sempre nel 2019 la sede dell'ex Canapificio e dello Sprar di Caserta era stata sequestrata perché i capannoni risultavano «fatiscenti» e, secondo i consulenti della Procura, c'era «un concreto pericolo di crollo». «La pacchia è finita!» esultò Matteo Salvini al termine dell'operazione dei carabinieri che avevano posto i sigilli. Il vicepremier aveva lanciato per primo allarme definendo «abusivo» e «da sgomberare» il centro sociale. La giunta guidata dal sindaco pd Carlo Marino nel 2021 ha concesso al gruppo e a un'altra trentina di associazioni una nuova sede, l'immobile che ospitava l'Onmi di Caserta. Ma forse il Comune era all'oscuro dei robusti finanziamenti di Soros.

GEORGE SOROS A DAVOSgeorge soros 2GEORGE SOROS

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…