rousseau di maio diciotti

SOTTO LA BASE, NIENTE - SOLO 1 ISCRITTO SU 6 DICE DI SÌ A DI MAIO SULLA RIDICOLA RIFORMA DEL ''MANDATO ZERO'', E TRAI BIG GRILLINI SI APRE LA CORSA AL DOPO-GIGGINO - IERI RECORD NEGATIVO DI PARTECIPAZIONE SULLA PIATTAFORMA ROUSSEAU - I QUESITI PIÙ DISCUSSI, CHE ABOLISCONO IL TETTO DEI DUE MANDATI, SONO PASSATI CON PERCENTUALI TUTT'ALTRO CHE BULGARE, (60-68%) - LA PARTITA AUTONOMA DI CONTE E LE MOSSE DI FICO E DI BATTISTA

Emanuele Lauria per ''la Repubblica''

 

 

Il "salto nel futuro" annunciato da Luigi Di Maio si è già trasformato in una picchiata. Quella del numero dei votanti sulla piattaforma Rousseau, che ieri ha segnato un record negativo, almeno nella storia delle consultazioni più importanti: solo 25 mila iscritti hanno preso parte al referendum sulla riorganizzazione del movimento. Malgrado il tentativo dello staff di camuffare l' esito sommando le preferenze date dagli stessi attivisti ai singoli quesiti (che ha portato il Blog delle stelle a parlare di "grande partecipazione"), il dato dell' affluenza telematica è modesto e ha fatto scattare l' allarme ai vertici di 5 Stelle.

rousseau il sistema operativo

 

È impossibile reperire sul sito la cifra complessiva degli iscritti a Rousseau ma lo stesso Di Maio, qualche giorno fa, l' ha stimata in 100 mila: ciò significa che la consultazione che si è chiusa ieri - peraltro per la prima volta svolta in due giornate - ha visto protagonista solo un elettore su 4. Cinque mesi fa, al quesito sul caso Diciotti, i clic erano stati più del doppio. E decisamente più alta, nel maggio del 2018, era stata anche la partecipazione alla consultazione sull' accordo di governo con la Lega: quasi 45 mila iscritti.

 

Di Battista Di Maio Fico

I risultati di ieri, alla fine, premiano le proposte del capo politico ma è indicativo il fatto che i quesiti più discussi, quelli che nei fatti aboliscono il tetto dei due mandati per i consiglieri comunali, sono passati con percentuali tutt' altro che bulgare, dal 60 al 68 per cento. Tenendo sempre conto della platea degli iscritti a Rousseau, la controversa riforma di Di Maio - criticata ieri anche da Virginia Raggi (Ci ho messo un po' a capirlo...) - va avanti con il consenso di un elettore su sei. Più netta la vittoria del "sì" nei quesiti sulla riorganizzazione del movimento sul piano nazionale e regionale, con l' avvento dei "facilitatori" che dovrebbero coordinare l' attività sul territorio, e soprattutto sull' apertura all' alleanza con liste civiche, che abbatte un altro baluardo grillino: la non "contaminazione" con le altre forze politiche.

fico di maio

 

Non è casuale che, in casa M5S, in pochi ieri abbiamo avuto voglia di commentare l' ultimo referendum interno. In realtà, come raccontano fonti del Movimento, si è fatto sentire e in modo forte il malumore della base che ha visto nel "mandato zero" un tradimento dei principi originari ma anche un oggettivo stop alla possibilità di ricambio degli eletti nei consigli comunali.

 

FICO GRILLO DI MAIO

Ma quel che viene fuori, dall' ultima magra performance di Rousseau, è un segnale preoccupante per Di Maio, leader che solo due mesi fa era stato benedetto dal Blog amico ma che ora si trova schiacciato dalla trappola del "contratto" con Salvini (che ha contribuito a portare M5S al 17 per cento negli ultimi sondaggi) e dalla presenza incombente di altre figure: il premier Giuseppe Conte sempre più "autonomo" e in aumento di popolarità, il presidente della Camera Roberto Fico e il redivivo Alessandro Di Battista, che dopo il viaggio in Sudamerica non ha mancato di battibeccare con Di Maio e che nelle ultime ore, raccontano, è tornato a criticarlo per la gestione del caso- Tav.

La corsa alla successione a "Giggino", nel momento più difficile per il movimento, è di fatto cominciata.

 

Conte, come filtra da ambienti a lui vicini, non ha alcuna intenzione di ricoprire un ruolo politico ma punta a una riconferma a Palazzo Chigi. Diverso il discorso per Fico e Di Battista, i nomi più accreditati per un dopo- Di Maio che, in ogni caso, segnerà anche il superamento dell' attuale linea politica e dell' alleanza con la Lega. All' orizzonte una nuova fase, per i 5S, che dovrà tenere conto delle aperture che arrivano dal Pd, soprattutto nella prospettiva di elezioni anticipate. Basti pensare alle parole del sindaco di Milano Giuseppe Sala, che ieri a Repubblica ha escluso collaborazioni con i 5 Stelle ma «con la guida politica attuale», ha precisato. E se Dario Franceschini, nei giorni scorsi, aveva rimarcato le differenze fra M5S e Lega, un suo fedelissimo come il deputato Alberto Losacco ha poi detto no a «muri insormontabili » tra Pd e grillini, sottolineando di «guardare con attenzione a personalità quali Conte e Fico».

rousseau

 

Ora, Fico è più vicino a Grillo e Di Battista a Davide Casaleggio, il primo piace maggiormente alla sinistra e il secondo ha un seguito più consistente nel movimento. Senza dimenticare una figura amata come Chiara Appendino, che le regole del "mandato zero" escludono in quanto sindaca da una ricandidatura a Torino ma che lo stesso Di Maio ha difeso nei giorni scorsi. Tutti si stagliano ora come ombre inquietanti sul cammino del capo politico. Ormai contestato anche dai numeri di Rousseau.

Ultimi Dagoreport

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…

fabrizio corona pier silvio berlusconi giampaolo rossi

FLASH – TENETEVI FORTE: ORA INIZIA UNA VERA GUERRA TRA MEDIASET E RAI! – NON SOLO GLI UFFICI LEGALI DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI STANNO RIVEDENDO, FOTOGRAMMA PER FOTOGRAMMA, L’OSPITATA DI FABRIZIO CORONA A “LO STATO DELLE COSE”, ORA PIER SILVIO BERLUSCONI HA DECISO CHE LA RAI LA PAGHERA’ DURAMENTE PER TUTTO LO SPAZIO CONCESSO AI DELIRI DI “FURBIZIO” (CHE E’ STATO ACCOLTO IN PASSATO A “BELVE”, A “CIAO MASCHIO”, A “DOMENICA IN” E PIU’ RECENTEMENTE DA GILETTI ED E’ STATO VIDEOCHIAMATA DA FIORELLO A “LA PENNICANZA”) – LA VENDETTA DI “PIER DUDI” SI CONSUMERA’ NELLA SETTIMANA DI SANREMO, VERA CASSAFORTE DELLE CASSE RAI: CONTROPROGRAMMAZIONE AGGRESSIVA DA PARTE DI MEDIASET E, NEL SABATO DEL FESTIVAL, POTREBBE ANDARE IN ONDA MARIA DE FILIPPI - DALLA RAI SI CERCA UN ACCOMODAMENTO: LA SETTIMANA PROSSIMA, MASSIMO GILETTI DOVREBBE ANDARE IN ONDA CON UNA PUNTATA "RIPARATRICE" DOPO AVER DATO SPAZIO ALLE ESONDAZIONI DI CORONA...

john elkann andrea agnelli ardoino devasini juventus

FLASH – VOCI DA TORINO: JOHN ELKANN POTREBBE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI VENDERE LA JUVENTUS PER UNA CIFRA VICINA AI 2 MILIARDI DI EURO (DEVASINI E ARDOINO, I DUE PAPERONI A CAPO DI TETHER, IL COLOSSO DELLE STABLECOIN, AVEVANO OFFERTO 1 MILIARDO) - NEL CASO IN CUI L’AFFARE ANDASSE IN PORTO E I DUE CRIPTO-RICCONI RIUSCISSERO A PAPPARSI LA SOCIETA’, ANDREA AGNELLI POTREBBE ENTRARE NEL CAPITALE CON UNA PICCOLA QUOTA E AIUTARE NELLA GESTIONE DELLA SQUADRA: SAREBBE IL LINK CON LA FAMIGLIA AGNELLI E CON IL PASSATO "GOBBO”…

matteo salvini tedofori milano cortina

A PROPOSITO DI… SALVINI – IL CAPOSTAZIONE DELLA LEGA È ARRIVATO PUNTUALE NEL DIRE LA SUA SUI TEDOFORI DI MILANO CORTINA. UN CASO CHE HA PRESO “A CUORE” - PER LA CARNEVALATA ORGANIZZATA DA MALAGÒ, LO SPONSOR HA REALIZZATO ALTRETTANTE TUTE TERMICHE, BEN PRESTO FINITE IN VENDITA PER MIGLIAIA DI EURO NEI SITI DI “SECONDA MANO”. SE LA MORALE SPESSO NON URTASSE LE COSCIENZE, VERREBBE DA CHIEDERE AL MINISTRO SALVINI CON IL “CUORE IN MANO” SE QUELLE TUTE TERMICHE DATE AI TEDOFORI NON AVREBBERO POTUTO SALVARE LA VITA DEL VIGILANTE MORTO DAL FREDDO IN UN CANTIERE OLIMPICO A CORTINA…

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO