gabriella capparelli gian marco chiocci

TELE-MELONI VS USIGRAI: NUOVO ROUND – IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI, AVREBBE RIMOSSO ALL’IMPROVVISO LA GIORNALISTA GABRIELLA CAPPARELLI, ISCRITTA AL SINDACATO “ROSSO” DI VIALE MAZZINI, DALLA CONDUZIONE DELLO SPECIALONE SULL’ATTENTATO A TRUMP. L’ACCUSA DELL’USIGRAI: “DIFFICILE PENSARE CHE SI TRATTI DI COINCIDENZE, NON VI SONO MOTIVI CHE POSSANO GIUSTIFICARE DECISIONI CHE MORTIFICANO LA QUALITÀ PROFESSIONALE DELLA COLLEGA” – LA DIFESA DELL’AZIENDA: “COME GIÀ ACCADUTO IN PASSATO, LA SCELTA È CADUTA SULLA REDAZIONE DI COMPETENZA”

1. CHIOCCI TOGLIE DALLA CONDUZIONE DELLO SPECIALE TG1 SULL’ATTENTATO A TRUMP UNA SINDACALISTA USIGRAI

Estratto dell’articolo di Matteo Pucciarelli per www.repubblica.it

 

GABRIELLA CAPPARELLI

L'accusa di Usigrai è grave, ma netta e in chiaro: una componente dell'esecutivo del sindacato interno alla Rai punita sul piano professionale a causa del suo ruolo. Rimossa all'improvviso e senza spiegazione dalla conduzione dello speciale del Tg1 sugli spari a Donald Trump, nonostante fosse di turno, 'confinata' a condurre il tg obbligatorio in Lis di 3 minuti. L'autore della scelta è il direttore Gian Marco Chiocci, fedelissimo di Giorgia Meloni e già in passato duramente contestato da Usigrai per le proprie scelte; la giornalista estromessa è Gabriella Capparelli, volto noto ed esperto del telegiornale.

 

gianmarco chiocci

Secondo Usigrai la decisione potrebbe rappresentare una specie di ritorsione, o strascico, di uno scontro sindacale culminato con un ricorso al tribunale del Lavoro promosso da Stampa romana. "Se il metodo è quello della resa dei conti, con il sindacato non funziona. Ma è la logica dei tempi che corrono in Rai dopo la presa dell'azienda da parte di una dirigenza che usa il potere acquisito contro chiunque la pensi in modo diverso da loro", mette nero su bianco l'esecutivo del sindacato.

 

Il 6 maggio, giorno dello sciopero in Rai indetto dal sindacato maggioritario e motivato (anche) dalle pesanti intromissioni del governo sulla linea editoriale della tv pubblica, Chiocci organizzò in fretta e furia uno speciale per la strage di Casteldaccia, dove morirono 5 operai.

 

GABRIELLA CAPPARELLI 1

Il sospetto di Usigrai è che fu una scelta editoriale utile ad aggirare lo sciopero. Il comportamento di Chiocci non è stato considerato anti-sindacale dal giudice, a differenza di quello di Paolo Petrecca, direttore di Rai News 24 e anche lui organico a Fratelli d'Italia, ma si sa che quel 6 maggio Chiocci esultò per aver "sconfitto" il "sindacato rosso", che pure aveva registrato il 75 per cento di adesioni alla protesta.

 

"Difficile pensare che si tratti di coincidenze - scrive Usigrai sul caso Capparelli - se, come chiaramente appare, non vi sono motivi che possano giustificare decisioni che di fatto mortificano la qualità professionale della collega, lanciano un messaggio obliquo a chi fa attività sindacale e segnalano una modalità di gestione delle testate Rai di carattere arbitrario che danneggia l’azienda e il sindacato.

 

La nostra è la denuncia di un clima che si rintraccia ormai quotidianamente nella gestione dell'azienda. […]".

gian marco chiocci foto di bacco

 

Anche il Comitato di redazione del Tg1 […] ha stigmatizzato il fatto: “Non si può revocare ad inizio turno, all’alba, un affidamento di incarico non temporaneo senza una motivazione adeguata da parte del Direttore. L’articolo 6 non può essere mero esercizio del potere e al Cdr è dovuta, alla luce dell’articolo 34 del Contratto, ogni spiegazione adeguata che finora è arrivata in maniera per noi troppo generica e, pertanto, non sufficiente”.

 

Ma per dire il clima che si respira in Rai, ecco un altro direttore di testata […] in questo caso del Tgr, cioè Alessandro Casarin, area Lega, che coglie l’occasione dell’attentato a Trump e dell’edizione straordinaria per irridere l’opposizione: “Quattro ore di diretta. Attese paginate su quotidiani e comunicati e interrogazioni in Vigilanza”. Il riferimento è al clamoroso buco di Rai News 24 che invece di seguire in diretta i risultati delle elezioni francesi preferì mandare in onda un festival culturale della destra, col direttore Petrecca seduto in prima fila.

 

gianmarco chiocci ricevimento quirinale 2 giugno 2024

2. RAI: AZIENDA, 'NO RITORSIONI, PER CONDUZIONE SPECIALE SCELTA REDAZIONE DI COMPETENZA'

 (Adnkronos) - "La notizia dell’attentato all’ex presidente Trump è arrivata dopo la mezzanotte e ha tenuto impegnata per tutta la notte parte della direzione del Tg1, a cominciare dal direttore, tre vicedirettori, il capo redattore degli Esteri, Oliviero Bergamini, già corrispondente della sede Rai di New York.

 

L’organizzazione di uno speciale di tre ore e mezza, a partire dalle ore 7 del mattino, ha visto impegnati tutta la redazione Esteri e parte della redazione Cronaca. I collegamenti con ospiti e corrispondenti dalle sedi Rai all’estero sono stati organizzati sui temi di politica internazionale. Come già altre volte accaduto in passato, anche con altre direzioni, la scelta della conduzione di uno Speciale improntato esclusivamente su temi di politica internazionale - nel rispetto dell’autonomia decisionale del direttore sancita dall’articolo 6 del contratto nazionale del lavoro giornalistico - è caduta sulla redazione di competenza". Lo sottolinea la Rai in una nota.

 

GABRIELLA CAPPARELLI 2

"La collega Capparelli, stimata e apprezzata, ha condotto regolarmente il TgLis, spazio di informazione che non poteva essere inglobato nello Speciale (che è cosa diversa dal Tg) - prosegue viale Mazzini - L’Usigrai parla di ritorsione, un’accusa infondata e da respingere con forza in ragione del fatto che la scelta della conduzione dello Speciale di 3 ore e mezza è caduta su un capo redattore (Olivero Bergamini) e su un capo servizio-conduttrice della redazione Esteri (Perla di Poppa) già inviata negli Stati Uniti in occasione delle elezioni americane e come sostituzione a copertura della sede di corrispondenza di New York. L’Azienda coglie l’occasione per ringraziare la direzione del Tg1 e la testata tutta per il grande lavoro svolto questa mattina dalle ore 7 alle ore 10.30, a poche ore dall’attentato avvenuto negli Usa".

GIAN MARCO CHIOCCIGIAMPAOLO ROSSI - PAOLO CORSINI - ANGELO MELLONE - GIAN MARCO CHIOCCI

Ultimi Dagoreport

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...