luigi di maio

TI PIACE VINCERE FACILE — LUIGINO CHIEDERÀ AGLI ISCRITTI DI ROUSSEAU SE DEVE DIMETTERSI O MENO DA CAPO POLITICO DEL MOVIMENTO 5 STELLE: “VOGLIO SENTIRE LA VOCE DEI CITTADINI CHE MI HANNO ELETTO, A VOI LA PAROLA” – LE VOTAZIONI SARANNO APERTE SULLA PIATTAFORMA DI CASALEGGIO DOMANI DALLE 10 ALLE 20: GLI ISCRITTI FINORA HANNO SEMPRE VOTATO COME VOLEVANO LE DIRETTIVE DEL MOVIMENTO. ABBANDONERANNO L’EX BIBITARO NEL MOMENTO DEL BISOGNO?

M5S, DI MAIO: "AL VOTO SU ROUSSEAU IL MIO RUOLO DI CAPO POLITICO"

Da www.repubblica.it

 

luigi di maio

È ufficiale: Luigi Di Maio, dopo la disfatta elettorale alle europee, ha deciso che si sottoporrà sulla piattaforma Rousseau al voto degli iscritti. Che dovranno decretare se riconoscono ancora in lui o meno il capo politico del M5s. L'annuncio è sul Blog delle Stelle.  "Prima di ogni altra decisione, oggi però ho anche io il diritto di sapere cosa ne pensate voi del mio operato. Voglio sentire la voce dei cittadini che mi hanno eletto capo politico qualche anno fa. Quindi a voi la parola", scrive Di Maio.

 

"Chiedo di mettere al voto degli iscritti su Rousseau il mio ruolo di capo politico- aggiunge- perché è giusto che siate voi ad esprimervi. Gli unici a cui devo rendere conto del mio operato. Sarà tutto il movimento 5 stelle a scegliere. Se il movimento rinnoverà la fiducia in me allora ci metteremo al lavoro per cambiare tante cose che non vanno. Io personalmente con ancora più impegno e dedizione".

"La domanda a cui rispondere spiega è: confermi Luigi Di Maio come capo politico del movimento 5 stelle? Le votazioni saranno aperte dalle 10 alle 20 di domani 30 maggio".

 

Il passaggio del testimone Il vicepremier vuole un voto di conferma E spunta l' opzione dell' addio alla Lega

Emanuele Buzzi per il “Corriere della Sera”

 

di maio di battista

Una riunione che con il passare delle ore sembra assumere i tratti di una resa dei conti nel Movimento. E un bivio che per il leader Cinque Stelle appare inevitabile. Luigi Di Maio si prepara ad affrontare i ribelli all' assemblea di deputati e senatori in programma oggi. L' esito del voto ha lasciato pesanti strascichi.

 

Ai dissidenti si sono unite nuove voci critiche. Pretendono chiarimenti e c' è chi è pronto a chiedere un voto su Rousseau sulla testa del leader (si parla anche di un documento scritto e firmato da diversi parlamentari). Lui, il vicepremier, dopo una riunione in mattinata al Quirinale per fare il punto sui prossimi Cavalieri del lavoro, si chiude nel riserbo. E convoca al Mise i ministri Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede e i due capigruppo, Francesco D' Uva e Stefano Patuanelli.

Ore di riflessione per scegliere come affrontare la riunione congiunta. Dopo la conferenza stampa post voto e il vertice con i suoi fedelissimi di lunedì, il capo politico del Movimento ha subito una escalation di attacchi e di richieste più o meno velate di cambiamenti.

rousseau voto sul processo a salvini 4

 

Di Maio è davanti a tre nodi: la fiducia sul suo operato, l' organizzazione del Movimento (e i ruoli di alcuni big) e il rapporto con la Lega. Nodi che il vicepremier potrà sciogliere solo dopo aver risolto la prima questione, quella personale. L' idea che serpeggia è quella di anticipare i detrattori. E la via è duplice: o tirare dritto annunciando le novità e le prossime «trasformazioni» dei Cinque Stelle o - come pare più probabile - cercare una conferma del gradimento da parte del gruppo parlamentare. Un modo anche per arrivare a un confronto netto, faccia a faccia. Ciò che è certo è che il vicepremier darà battaglia. I suoi luogotenenti sono pronti a difenderlo. «Che scopo hanno queste richieste? C' è chi è al primo mandato e forse vuole spazio», dice un fedelissimo.

Grillo Di Maio Di Battista

 

E proprio il tema della nuova struttura riprende quota. Il dilemma tra direttorio bis o segreteria «allargata a dieci-dodici» continua a serpeggiare. C' è chi come Nicola Morra sposa l' idea di un nuovo vertice a cinque, ma soprattutto i parlamentari chiedono di essere coinvolti nelle scelte. Di Maio vuole risolvere la questione in tempi brevi, poche settimane al massimo, e concentrarsi sul rapporto con i territori e sull' alleanza di governo. Ma anche quest' ultimo punto ha destato qualche perplessità. «Che cosa dite?», avrebbe domandato un esponente di peso di fronte all' idea di proseguire nell' esperienza di governo. Ipotesi e voci al momento in secondo piano.

 

BEPPE GRILLO CON BONAFEDE IN CAMPIDOGLIO

Di Maio ha intenzione di affrontare con la Lega il nodo relativo a richieste e ministeri. Parlare di rimpasto, forse, è eccessivo. I Cinque Stelle sottolineano come ci debba essere «una attribuzione di competenze» compatibile con i programmi: ossia alla Lega il Mef e, forse, anche le deleghe agli Affari europei. Ipotesi però che suonano molto lontane. Nei prossimi giorni potrebbe scoppiare un nuovo caso Rixi, con i pentastellati pronti a chiedere un passo indietro in caso di condanna e la Lega a fare muro.

 

luigi di maio davide casaleggio

Ora, però, lo scoglio è l' assemblea. E a Roma oggi potrebbe arrivare anche Davide Casaleggio. Il presidente di Rousseau, al momento, si è tenuto defilato dal confronto interno anche se non sono mancate telefonate e messaggi di molti esponenti. Chi lo conosce bene sa che l' imprenditore non ama le decisioni prese a caldo e che, in situazioni analoghe, ha sempre chiesto «soluzioni dopo una attenta analisi». Un atteggiamento che, in questo caso, potrebbe rallentare i piani di una svolta organizzativa in tempi brevi. Beppe Grillo, invece, è ancora nel de profundis post voto. Intanto, ci sono altre risposte che attendono il Movimento, come la collocazione dei suoi eletti a Bruxelles nei gruppi Ue.

 

luigi di maio luigi di maio matteo salvini giuseppe conteluigi di maio nicola zingarettiluigi di maiomatteo salvini luigi di maio luigi di maioluigi di maio matteo salvini

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?