guido bertolaso matteo salvini antonio tajani giorgia meloni gabriele albertini

IL TOTO-NOMI DEL CENTRODESTRA – DOPO IL NO DI ALBERTINI E BERTOLASO, IL CENTRODESTRA È DI NUOVO A CACCIA DI NOMI: IN CORSA C'È IL CENTRISTA LUPI MA, CON L'HANDICAP DI ESSERE UN POLITICO, LEGA E FI FRENANO. RICICCIANO RICCARDO RUGGIERO, FIGLIO DELL'EX MINISTRO DEL GOVERNO BERLUSCONI E IL DOCENTE DELLA BOCCONI MAURIZIO DALLOCCHIO – MA CON I NOMI DELLA SOCIETÀ CIVILE CHE LATITANO, L'IPOTESI CHE SI VADA SU UN POLITICO È ANCORA IN PIEDI. E INFATTI TAJANI HA PROPOSTO GASPARRI PER ROMA…

Emilio Pucci per “Il Messaggero”

 

matteo salvini con gabriele albertini

In un giorno solo arrivano due no per il centrodestra. Per ragioni personali rifiuta la candidatura a Milano, dopo venti giorni di tira e molla, Gabriele Albertini. E per ragioni personali c'è il no definitivo anche di Guido Bertolaso a Roma. In realtà, a differenza dell'ex sindaco del capoluogo lombardo, quest' ultimo non ha mai aperto veramente. A marzo spiegò di non essere disponibile e ora ha fatto sapere che il suo nome va sgombrato dal campo delle ipotesi. «Rispettate la mia scelta il messaggio dell'ex numero uno della Protezione civile -. Basta tirarmi ancora in ballo. Ringrazio chi insiste ma non torno indietro».

 

bertolaso meloni

Bertolaso fino a fine luglio sarà impegnato nella campagna vaccinale in Lombardia, poi vestirà i panni del nonno o magari tornerà in Africa a fare il medico. Ha ribadito ai suoi interlocutori di aver sacrificato la sua famiglia per troppo tempo, non farà più lo stesso errore. Il centrodestra dunque si ritrova senza candidati in entrambi le città dove si deciderà il futuro delle amministrative.

gabriele albertini

 

Albertini ha promesso che farà una lista civica, «ma non posso accettare la generosa opportunità offertami»: a Milano ha spiegato l'ex sindaco - «il candidato o la candidata deve essere giovane (il 15 maggio 1997 avevo 46 anni), rappresentare le categorie produttive in vista della imminente ripresa, e conoscere tutte le realtà di questa multiforme ed articolata città». Dispensa consigli («la squadra dovrà essere attentamente scelta, bilanciata tra i generi, le risorse eccezionali che Milano riceverà devono essere gestite da una amministrazione eccezionale») ma cede il passo.

 

MATTEO SALVINI GIORGIA MELONI

E' disponibile a fare il vicesindaco e ha lanciato, si apprende, la candidatura del manager Fabio Minoli, direttore Comunicazione e Affari Istituzionali di Bayer Italia. Ne ha parlato con gli alleati ma non è arrivato ancora alcun via libera. In corsa poi c'è il centrista Lupi, stimato dagli altri partiti della coalizione ma che ha l'handicap di essere un politico. Ed infatti Lega e Fratelli d'Italia frenano. Si ritorna a parlare anche di Riccardo Ruggiero, il figlio dell'ex ministro del governo Berlusconi, del docente della Bocconi Maurizio Dallocchio, del rettore del Politecnico Ferruccio Resta.

Ma c'è pure una carta coperta che Lega e Fratelli d'Italia metteranno sul tavolo alla prossima riunione del centrodestra.

 

bertolaso

Insomma partita complicata, come quella per la corsa al Campidoglio. Per la Capitale l'identikit che viene ribadito nel centrodestra è quello di una persona che si è distinta nell'ambito professionale o nelle istituzioni, non per forza un imprenditore. Per ora la caccia, così come a Milano, è a un esponente della società civile. Le prime scelte erano Albertini e Bertolaso, ora andranno trovate in fretta delle alternative, soprattutto se prevarrà la tesi per ora non gradita da Lega e FI di optare per una figura meno nota dei due e di compensare quella mancanza di notorietà con un sostegno pieno dei leader della coalizione in campagna elettorale.

 

antonio tajani

FATTORE POLITICO L'ipotesi che alla fine si vada su un politico è ancora in piedi. Ieri Tajani ha proposto Gasparri, due giorni fa era stato quest' ultimo a lanciare proprio il coordinatore azzurro. Spetterebbe a Fratelli d'Italia indicare un nome (nel caso potrebbe essere Rampelli) ma il piano B non è ancora sul tavolo. Fratelli d'Italia non esclude che si chieda se ci sia da parte degli alleati una disponibilità per un politico ma il nome dovrebbe trovare un'ampia convergenza perché l'obiettivo è non dividersi.

 

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani a catania 1

«Abbiamo ritrovato l'unità mentre il Pd e M5S litigano tra di loro, la sinistra è più indietro di noi, non più avanti», osserva La Russa. In FdI continua intanto a circolare il nome dell'avvocato Michetti «ma spiega un big del partito occorrerebbe puntarci ora su una figura del genere, basta lacerarci alla ricerca di un fenomeno che al momento non c'è». Il nome di chi sfiderà Raggi, Gualtieri e Calenda potrebbe arrivare già tra mercoledì e giovedì quando dovrebbero riunirsi i leader.

salvini meloniguido berolaso 2maurizio gasparri foto di bacco (2)bertolaso meloni 11guido bertolaso 1ANTONIO TAJANI antonio tajani foto di bacco (2)gabriele albertini in mutande

Ultimi Dagoreport

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?