giuseppe conte guido alpa

TRABALLA LA CATTEDRA DI CONTE - STASERA ''LE IENE'' RIVELERANNO ALTRI DOCUMENTI SUL RAPPORTO TRA CONTE E GUIDO ALPA, IL DECANO DEL DIRITTO CIVILE ITALIANO CHE È IL SUO ''MAESTRO'', LO HA PROMOSSO PROFESSORE ORDINARIO E (QUESTA È LA BOMBA CHE PUÒ ANNULLARE IN UN COLPO LA SUA CARRIERA ACCADEMICA) LAVORAVA CON LUI PRIMA DEL FATIDICO CONCORSO - IL DISCORSO DI IERI SULLA ''SPREGIUDICATEZZA'' DI SALVINI FA SORRIDERE DAVANTI A QUESTI PASTICCI TIPICI DEL PEGGIORE BARONATO UNIVERSITARIO

 

1. TRABALLA LA CATTEDRA DI CONTE

Maurizio Belpietro per ''la Verità''

 

la prova che giuseppe conte e guido alpa lavoravano insieme prima del concorso

Le Iene azzannano in tv l' avvocato del popolo, che adesso deve difendere sé stesso. La notizia è arrivata alla fine di una giornata in cui era stato Giuseppe Conte ad azzannare.

 

In Parlamento, dove era andato a rispondere sul caso del Fondo salva Stati, il presidente del Consiglio aveva accusato Matteo Salvini di spregiudicatezza e scarsa cultura delle regole, perché il capo della Lega si era azzardato a «insinuare» un tradimento del governo sul Mes, il meccanismo economico di stabilità. Ma prima ancora che arrivasse la replica dell' ex ministro dell' Interno alle bordate, è arrivata una nota della trasmissione tv in onda su Italia 1.

 

Il comunicato della rete Mediaset annunciava che Le Iene avrebbero messo in onda un servizio con documenti inediti sulla carriera del professor Giuseppe Conte. In pratica, una lettera d' incarico dell' Autorità garante della privacy risalente al 2002, un testo che rappresenterebbe la prova del conflitto d' interessi del capo del governo quando salì in cattedra.

guido alpa si oppone all accesso agli atti del garante privacy

 

La storia in parte era già stata raccontata quando Conte fece il suo ingresso a Palazzo Chigi. All' epoca Repubblica tirò fuori la notizia che il premier era stato promosso docente ordinario da una commissione di cui faceva parte Guido Alpa, docente che con Conte divideva lo studio di Roma. Il neo premier replicò sostenendo di non essere mai stato socio del professore e di non aver mai fatto parte del suo studio.

 

Una difesa un po' fragile, ma supportata del formalismo dell' assenza di cointeressi professionali, ossia dalla mancanza di parcelle in comune per attività forensi svolte dai due. A consolidare la tesi giunse poi un parere dell' Anac, l' autorità anticorruzione, che certificò il mancato intreccio professionale fra i due avvocati. Dunque, anche se avevano una stanza nel medesimo edificio, a pochi passi l' uno dall' altro, Alpa e Conte non erano soci e il primo non aveva giudicato l' altro in una situazione di oggettivo conflitto d' interessi.

 

giuseppe conte guido alpa

Fine? No, perché adesso Le Iene hanno trovato la lettera d' incarico della causa già oggetto di dubbi. Il documento risale agli inizi del 2002, cioè sei mesi prima del concorso che consentì a Conte di diventare professore ordinario all' età di 38 anni. Nel testo ritrovato dal programma Mediaset il Garante della privacy chiede ad Alpa e al futuro presidente del Consiglio di patrocinare una causa a difesa dell' Authority. Per le Iene sarebbe la prova che i due avvocati avevano in qualche modo interessi comuni e dunque il più anziano e noto, cioè il professor Alpa, mesi dopo avrebbe giudicato il più giovane, promuovendolo.

 

L' inviato di Italia 1 ha gioco facile nel puntare il dito, perché nonostante sia stato sollecitato a farlo, finora il presidente del Consiglio non ha mostrato la prova che taglierebbe la testa al toro, ovvero la fattura per le prestazioni professionali prestate al Garante. Se fosse intestata solo a lui e non anche al professor Guido Alpa si dimostrerebbe la separazione fra i due, ma senza non si può mostrare nulla, se non i dubbi verso una situazione di fatto che certo appare piuttosto anomala. Sappiamo come vanno - e soprattutto come andavano - certe cose nelle università italiane, dove la scelta dei prof da premiare non sempre risponde al criterio dell' oggettività.

giuseppe conte guido alpa

 

Perciò, nel caso del presidente del Consiglio, appare un po' curioso che nella commissione che lo giudicò idoneo a ricoprire l' incarico di professore ordinario ci fosse Guido Alpa, cioè un coinquilino di studio, anche se un po' più grande e più famoso. Inquilino che poi, dopo l' elevazione di Conte al soglio di Palazzo Chigi, lo gratificherà di un' intervista in cui lo definisce un suo allievo. Solo che gli allievi di regola poi non vengono messi in cattedra dai maestri.

 

Al momento non è nota la reazione di Conte, anche se sull' argomento il premier ritiene di aver già detto tutto, giudicando chiuso il caso. La lettera però oggettivamente lo riapre, perché anche se le formalità sono rispettate e non si può sostenere l' esistenza di un' associazione professionale che impedisse la presenza di Alpa in quella commissione, l' inopportunità resta. I due si conoscevano, dividevano lo stesso ufficio e, anche se ciascuno operava per conto proprio, sei mesi prima di quel concorso furono entrambi incaricati dallo stesso cliente e per di più con la stessa lettera. L' avvocato dirà che la legge è rispettata e le insinuazioni provvederà a perseguirle quando non sarà più a capo del governo.

giuseppe conte antonino monteleone

 

Ma a chi lamenta spregiudicatezza e scarsa cultura delle regole agli altri, è richiesto un supplemento di cautela, perché la forma sarà anche rispettata, ma la sostanza rimane. Le stanze quelle sono. Così come i dubbi.

 

 

2. ITALIA 1 INCALZA GIUSEPPI: «MENTÌ SUL CONCORSO ALL'UNIVERSITÀ?»

Alessandro Rico per ''La Verità''

 

Dopo la clamorosa smentita della tesi di Giuseppe Conte, che s' era detto non al corrente di essere un papabile premier quando firmò il parere per Fiber 4.0 (la sera prima di consegnarlo era a un vertice con Matteo Salvini e Luigi Di Maio), si prospetta un' altra grana per la reputazione del presidente del Consiglio. Stavolta, non nelle sue vesti di avvocato del popolo, ma di avvocato privato, per clienti di prestigio, come l' Autorità garante per la protezione dei dati personali.

guido alpa antonino monteleone

 

La vicenda rischia di proiettare ombre inquietanti sul rapporto di Conte con il suo mentore Guido Alpa e sulla legittimità del concorso da professore ordinario, che il premier vinse nel 2002 e nella cui commissione figurava proprio il giurista piemontese.

 

La storia la racconteranno Antonino Monteleone e Marco Occhipinti questa sera, alle Iene, su Italia 1, alle ore 21.15. E ovviamente andranno a raccogliere anche la versione di Conte. I due già l' anno scorso avevano messo sotto la lente d' ingrandimento la relazione professionale del presidente del Consiglio con il professore, titolare di una cattedra di diritto civile alla Sapienza.

GUIDO ALPA E GIUSEPPE CONTE DIVIDEVANO LO STUDIO

 

Le iene avevano indagato sullo studio legale che lo stesso Giuseppi, nel proprio curriculum, dichiarava di aver aperto con Alpa a Roma, in via Cairoli, zona Esquilino. Secondo le spiegazioni fornite dal premier in una lettera a Repubblica dell' 8 ottobre 2018, si trattava in realtà di un appartamento in cui gli inquilini condividevano solamente numero di telefono e segretaria, pagando però due affitti diversi e soprattutto fatturando ciascuno per conto proprio. Alpa era al piano di sotto, Conte al piano di sopra, ma i professionisti lavoravano separatamente.

 

Sullo sfondo, c' era il concorso del 2002 da professore ordinario per l' università casertana Luigi Vanvitelli, con cui Conte ottenne l' abilitazione e nella cui commissione sedeva anche Alpa. Chiaramente, se fosse provato che i due avvocati erano effettivamente associati, ne deriverebbe che quel concorso era viziato.

 

Le Iene ritengono di aver raccolto un nuovo indizio che farebbe sospettare che il premier abbia mentito sulla vicenda. Il 29 gennaio del 2002, ovvero sei mesi prima che si concludesse il concorso a Caserta, l' Autorità garante per la protezione dei dati personali invia una lettera d' incarico per la propria difesa nell' ambito di una controversia con la Rai e l' Agenzia delle entrate, aperta al tribunale civile di Roma.

 

La missiva, rilevano Monteleone e Occhipinti, «ha un unico numero di protocollo, è inviata a un unico studio legale, presso un unico indirizzo»: via Sardegna 38, Roma. Destinatari, proprio Guido Alpa e Giuseppe Conte.

antonino monteleone guido alpa le iene

 

Ma allora, se i due avvocati lavoravano e fatturavano indipendentemente, che senso aveva spedire un' unica lettera a entrambi? E soprattutto, perché nel suo curriculum Giuseppi alludeva a uno studio in via Cairoli, se questa lettera d' incarico mostrerebbe che Conte era domiciliato presso lo studio Alpa in via Sardegna, a due passi da via Veneto, a mezz' ora di camminata dall' Esquilino?

 

D' altra parte, la redazione delle Iene ricorda di aver presentato due richieste di accesso agli atti per verificare che le dichiarazioni del presidente del Consiglio fossero vere. L' Autorità, però, le ha respinte entrambe. E Conte non ha mai mostrato la fattura di questa prestazione legale: se fosse intestata solo a lui, il premier fugherebbe ogni dubbio su un eventuale rapporto professionale con Alpa e, conseguentemente, sulla sua carriera accademica.

guido alpa

L' avvocato del popolo si avvarrà ancora della facoltà di non rispondere al popolo?

guido alpa

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani pier silvio berlusconi marina

DAGOREPORT – A VOLTE NON DIRE NULLA È LA MIGLIORE RISPOSTA. GIORGIA MELONI NON S’È FILATO DI PEZZA SALVINI, RELEGATO SULLO SFONDO DELLA CONFERENZA STAMPA, LIMITANDOSI A MOLLARE UN PAIO DI SILURI XMAS NEL FONDOSCHIENA DEL VICE SEGRETARIO DEL CARROCCIO, ROBERTINO VANNACCI – MA NEL SUO ATTUALE CORSO ACCELERATO DI DEMOCRISTIANERIA APPLICATO ALLA REALPOLITIK, LA DUCETTA HA FATTO UN MONUMENTO DI SALIVA A QUEL ‘’MIRACOLO’’ BIPEDE DI ANTONIO TAJANI – UN MESSAGGIO DIRETTO ALLA FAMIGLIA BERLUSCONI CHE, UN GIORNO SÌ E L’ALTRO PURE, ANNUNCIA IL “LARGO AI GIOVANI”: CARA MARINA, DOLCE PIER SILVIO SU, FATE I CARINI, NON MI FATE FUORI L’UNICO SEGRETARIO DI PARTITO ORGOGLIOSO DI ENTRARE A PALAZZO CHIGI CON IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO… MA DOVE LO TROVO UN ALTRO MAGGIORDOMO COSÌ? GIÀ HO TRA I PIEDI QUEL ROMPICOJONI NON-STOP DI SALVINI…”

funerali crans montana

DAGOREPORT - ANCHE NOI, COME TUTTI, CI STRINGIAMO AL DOLORE PER I RAGAZZI ITALIANI MORTI A CRANS-MONTANA. LO STATO SI È IMMEDESIMATO NEL RUOLO DI MADRE E DI PADRE, CON SINCERA VICINANZA, MA O SI IMMEDESIMA PER TUTTI E SEMPRE (OGNI TRE GIORNI CI SONO DUE MORTI SUL LAVORO) O È MEGLIO CHE RESTI IL GARANTE DELLE REGOLE. NON ERANO SOLDATI DI VENT’ANNI CADUTI NELLA DIFESA DELLA PATRIA PER I QUALI È OBBLIGO MORALE CHINARSI SULLA BARA E I FUNERALI DI STATO…SONO STATI DEI RAGAZZINI DANNATAMENTE SFORTUNATI, COSÌ COME QUELLI SVIZZERI E FRANCESI, LE CUI SALME SONO RIMASTE O RIENTRATE IN SILENZIO - IN QUESTA TRAGEDIA LA COMPASSIONE PER IMMEDESIMAZIONE È RISULTATA PLASTICA NELLE NOSTRE DUE POLITICHE PIÙ NOTE: MELONI, CHE SI È PRESENTATA SULLA SCENA POLITICA AL GRIDO DI “SONO UNA MADRE” SI È COMPORTATA DA MADRE, MA È PRIMO MINISTRO. ELLY SCHLEIN, NON MADRE E DI PASSAPORTO SVIZZERO, SI È COMPORTATA DA SVIZZERA, IN SILENZIO SULLE REGOLE DI QUESTO SUO ALTRO PAESE. TROPPO MAMMA E TROPPI PASSAPORTI PER TROPPO DOLORE?

khamenei damad iran proteste

DAGOREPORT – È FINALMENTE SCOCCATA L’ORA DI UNA NUOVA RIVOLUZIONE IN IRAN? GLI OTTIMISTI LO SPERANO, IL REGIME TEOCRATICO LO TEME: AL DODICESIMO GIORNO DI PROTESTA, LE VIOLENZE SI MOLTIPLICANO E IL POTERE DI KHAMENEI È SEMPRE PIÙ FRAGILE – LA PRESA DELLA DITTATURA REPRESSIVA SI STA INDEBOLENDO AL PUNTO CHE SI INIZIA A PARLARE DI TRANSIZIONE, E CRESCONO LE QUOTAZIONI DELL’AYATOLLAH MOSTAFA MOHAGHEGH DAMAD, CHE IN UN DISCORSO RECENTE HA ATTACCATO NIENTEPOPODIMENO CHE LA GUIDA SUPREMA – IL FALLIMENTO DEL REGIME È TOTALE: DALL’ECONOMIA ALLA POLITICA ESTERA. ESSERSI LEGATO MANI E PIEDI A RUSSIA E CINA HA ELIMINATO POSSIBILI ACCORDI ECONOMICI CON L’OCCIDENTE, E I TERRORISTI FORAGGIATI PER ANNI (HAMAS, HEZBOLLAH, HOUTHI) SONO STATI SPAZZATI VIA FACILMENTE DA ISRAELE…

matteo salvini giorgia meloni donald trump

IN QUESTI TEMPI SPIETATI, C’È SEMPRE UNA CERTEZZA: MELONI DA UNA PARTE, SALVINI DALL’ALTRA. L'UNO CONTRO L'ALTRO ARMATI, PRONTI A GIRARE NELLE SALE DI PALAZZO CHIGI, "LA SORA CECIONI CONTRO MACISTE" - PER AVERE UN’IDEA DI QUANTO STIANO GIRANDO I MELONI AL SEGRETARIO DELLA LEGA, BASTA DARE UNA SBIRCIATINA AL VIDEO POSTATO DURANTE LE SUE VACANZE A NEW YORK. MANCO MEZZA PAROLA SULLO SCONCIO BLITZ DI TRUMP A CARACAS. ALTRIMENTI, SAREBBE STATA UNA PAROLACCIA: DURANTE IL SOGGIORNO NEWYORKESE, IL POVERINO LE AVREBBE PROVATE TUTTE PUR DI AVERE INCONTRI CON QUALCHE TIRAPIEDI DELL’ENTOURAGE DELLA CASA BIANCA, INUTILMENTE - AL DI LÀ DELLA GEOPOLITICA, IL PIÙ BOMBASTICO CAMPO DI BATTAGLIA SARÀ LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE. E QUI LO SFRENATISSIMO SALVINI POTREBBE FINIRE DI NUOVO SOTTO L'INFLUSSO DEL "PIANETA PAPEETE" SFANCULANDO L'ARMATA BRANCA-MELONI (PER INFORMAZIONI, CHIEDERE A GIUSEPPE CONTE)

trump putin macron starmer

DAGOREPORT – I BOMBARDAMENTI FRANCO-BRITANNICI IN SIRIA, PIÙ CHE A COLPIRE L’ISIS, SERVIVANO A MANDARE UN MESSAGGIO A TRUMP E PUTIN: GUARDATECI, CI SIAMO ANCHE NOI. LONDRA E PARIGI, UNICHE POTENZE NUCLEARI EUROPEE E MEMBRI DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL’ONU, MA SONO STATI BEN ATTENTI A NON CONDANNARE IL BLITZ AMERICANO IN VENEZUELA. IL MOTIVO? ABBIAMO TROPPO BISOGNO DI TRUMP SULL’UCRAINA PER SFANCULARLO. IL TOYBOY DELL'ELISEO CI HA RIPENSATO SOLO QUANDO QUELLO L'HA PRESO PER IL CULO IMITANDOLO MENTRE LO PREGA DI NON FARGLI TROPPO MALE CON I DAZI – LA SIRIA A UN PASSO DALLA NORMALIZZAZIONE CON ISRAELE: MA AL JOLANI PREPARA LA RESA DEI CONTI CON I CURDI…

marco rubio donald trump jd vance

DAGOREPORT – DONALD TRUMP STA “IMPEACHATO” PER LE MIDTERM: RISCHIA UNA BATOSTA CLAMOROSA ALLE ELEZIONI DI METÀ MANDATO E PER FOMENTARE LA BASE PROVA A INCITARE I DEPUTATI USANDO LO SPAURACCHIO DELL’IMPEACHMENT. DELLA SERIE: SE MI METTONO SOTTO ACCUSA, FINITE SENZA POLTRONA ANCHE VOI – L’ISOLAMENTO DI VANCE È UN CONTENTINO ALLA BASE DEL “VECCHIO” PARTITO REPUBBLICANO, CHE PUNTA TUTTO SU QUEL VOLPONE DI MARCO RUBIO. MA ANCHE IL SEGRETARIO DI STATO HA UNA GROSSA MACCHIA SUL CURRICULUM: DA FIGLIO DI ESULI CUBANI, PER FARE CARRIERA SI ERA INVENTATO CHE IL PADRE ERA FUGGITO DALL’ISOLA PERCHÉ ANTI-CASTRISTA (ERA UNA BALLA) – LA LOTTA PER LA CANDIDATURA NEL 2028 E I PRECEDENTI: SOLO DUE VOLTE NEGLI ULTIMI TRENT’ANNI IL PARTITO DEL PRESIDENTE HA GUADAGNATO SEGGI ALLE MIDTERM…