paola de micheli

TRABALLA LA DE MICHELI - CONTE SCARICA SUL MINISTRO DEI TRASPORTI (E SU GUALTIERI) LA ROGNA DI AUTOSTRADE: ORA LA DE MICHELI E’ IN CIMA ALLA LISTA DI CHI LASCERÀ IL GOVERNO NEL PROBABILE RIMPASTO D'AUTUNNO - PER NON ESSERE L’UNICA A METTERE LA FIRMA SULLA REVOCA DELLA CONCESSIONE, CHE POTREBBE COSTARE CAUSE PER ANNI, LA PIDDINA CHIEDE A CONTE IL COINVOLGIMENTO DI TUTTO IL GOVERNO - I CINQUESTELLE PER AVERE I TRASPORTI POTREBBERO RINUNCIARE ALLA GIUSTIZIA, SACRIFICANDO BONAFEDE

Ilario Lombardo per “la Stampa”

 

stati generali de micheli

Da come si concluderà l'infinita trattativa su Autostrade, dipenderà il futuro del governo e dei suoi protagonisti. Dei 5 Stelle che, ingagliarditi dalla sentenza della Corte Costituzionale sfavorevole ai Benetton, sulla ricostruzione del ponte di Genova, rilanciano e chiedono che Atlantia, la holding che ha la maggioranza di Autostrade per l'Italia all'88 per cento, venda tutte le quote e abbandoni la società autostradale. I grillini - Alessandro Di Battista a parte - sanno che la revoca comporterebbe conseguenze insondabili, politicamente ed economicamente.

 

E' l'arma finale, se ogni altra strada dovesse fallire. Ma adesso al M5S sembra comunque non bastare più quanto proposto mesi fa dal viceministro Stefano Buffagni: obbligare Aspi a tagliare le tariffe e ai risarcimenti, infine ridurne l'azionariato sotto il 50 per cento. La tesi è semplice: in caso di acquisto pubblico lo Stato si troverebbe a essere comunque socio dei Benetton, cioè di coloro che il M5S accusa dei crimini peggiori. Questo irrigidimento, però, potrebbe anche essere, come appare al Pd, una tattica negoziale per piegare le ultime resistenze della controllante.

 

PAOLA DE MICHELI ROBERTO GUALTIERI

Ieri i 5 Stelle ne avrebbero dovuto parlare in serata a Palazzo Chigi, in una riunione, poi rinviata, con il capo politico Vito Crimi e il capo delegazione Alfonso Bonafede. Ma a giocarsi il futuro è anche Paola De Micheli, la ministra sconfortata per aver ereditato una delle peggiori rogne di questo governo. Mercoledì pomeriggio, a Madrid, Giuseppe Conte aveva consegnato una data ai cronisti: entro domenica l'incubo della concessione ad Aspi deve avere termine. Il giorno dopo, l'ultimatum è stata trasmesso a De Micheli e al ministro dell'economia Roberto Gualtieri.

 

Con tutta l'irritazione del premier per quello che considera una perdita di tempo provocata dai due titolari del dossier. In più passaggi, durante la sua visita lampo in Spagna, Conte fa cenno ai negoziati condotti dai ministri dei Trasporti e del Tesoro. Fa intendere di non aver partecipato in prima persona ai confronti con Atlantia e di essersi affidato alle interlocuzioni di De Micheli che più volte, per scongiurare la revoca, gli aveva assicurato l'imminenza di una contro-proposta dei Benetton, favorevole anche per lo Stato. Contro-proposta che Conte sostiene di aver atteso invano. Perché quelle arrivate sul tavolo del governo «sono considerate irricevibili».

Gualtieri Conte

 

E così il premier chiama De Micheli e l'avverte che non accetterà altri rinvii: «Ora basta, ho detto a tv e giornali che al massimo aspettiamo fino a domenica». Per dimostrare che questa volta fa sul serio, al vertice con i manager dei Benetton, manda l'uomo di cui si fida di più, il segretario generale di Palazzo Chigi Roberto Chieppa.

 

Il premier vuole vigilare e assicurarsi che non ci siano altri tentennamenti. De Micheli da parte sua gli chiede il coinvolgimento di tutto il governo e ottiene l'ipotesi di un Consiglio dei ministri già lunedì. «Una decisione di questa portata ha bisogno del massimo della collegialità». Non vuole avere solo lei la responsabilità di arrivare alla revoca. Nel Pd c'è chi la racconta con più malizia e dice che la ministra sta indugiando perché, consapevole ormai di essere in cima alla lista di chi lascerà il governo nel probabile rimpasto d'autunno, trova insensato firmare di suo pugno un decreto inter-ministeriale che potrebbe costare cause per anni.

paola de micheli 1

 

Di certo, per i 5 Stelle molto dipenderà dall'esito della trattativa con Autostrade. Nel Movimento c'è anche chi sarebbe disposto a rinunciare alla Giustizia per avere i Trasporti e le Infrastrutture, il ministero dove passerà la gran parte di quella montagna di miliardi che dall'Europa finiranno in cantieri, ferrovie, porte e strade. Un tesoretto di consenso al quale però il Pd, l'ex ministro Graziano Delrio in testa, non intende rinunciare.

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…