giuseppe conte con la mascherina

TRANQUILLI, L’ITALIA È IN MUTANDE MA CONTE HA “LA SITUAZIONE SOTTO CONTROLLO” – NEL GIORNO IN CUI L’ISTAT CERTIFICA DATI HORROR SULL’OCCUPAZIONE LO SCHIAVO DI CASALINO SI LODA (E SI IMBRODA) PER LA GESTIONE DELL’EPIDEMIA – COME AL SOLITO TANTE PAROLE E POCA CICCIA: RIVOLUZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, RIFORMA FISCALE, INFRASTRUTTURE, BANDA LARGA E CONTRASTO ALLE DISEGUAGLIANZE: “IL PONTE SULLO STRETTO? NESSUN PREGIUDIZIO” – LA REVOCA A AUTOSTRADE, IL RECOVERY FUND E LA SUPERCAZZOLA SUL MES – VIDEO  

 

 

Michele Di Lollo per www.ilgiornale.it

 

È il giorno che sancisce la riapertura dei confini regionali. Il 3 giugno 2020. Il lockdown, per ora, è finito. Ma è anche il giorno in cui Giuseppe Conte è chiamato a spiegare al Paese le misure che intende mettere in campo per far ripartire l’economia.

 

Un’economia ferita che però vuole riprendere a correre. Le imprese italiane sono in una situazione drammatica che rischia di fare da detonatore a una crisi sociale senza precedenti. A maggio (dati Confindustria) si è registrata una diminuzione della produzione industriale del 33,8% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Un dato leggermente migliore del -44,3% tendenziale registrato ad aprile. Questo calo comporterebbe un contributo negativo di circa 5 punti percentuali alla diminuzione del Pil nel secondo trimestre. Meno consumi e meno produzione preoccupano gli imprenditori.

 

Questa conferenza stampa arriva il giorno dopo le manifestazioni del centrodestra e dei gilet arancioni. E Conte risponde alle piazze che lo hanno contestato. Finita la fase emergenziale, il governo ora è chiamato a dettare l’agenda. In una parola: riforme. È anche il giorno in cui i rumors si susseguono: il premier non sarebbe adatto a lanciare l’Italia verso la ricostruzione. Il suo futuro personale a Palazzo Chigi è minato.

 

"La situazione è sotto controllo", esordisce Conte. "I dati sono incoraggianti. Il trend è in costante diminuzione dalla Lombardia alla Sicilia. La strada è quella giusta". Coglie l'entusiasmo dei cittadini. La socialità ritrovata dà allegria, ma questo è il momento della responsabilità. "Abbiamo scelto di modificare le nostre abitudini di vita per evitare la diffusione del virus e ci stiamo riuscendo. Ma il Covid non è sparito. Ci sono ancora dati, seppur in calo, che dimostrano come il male sia ancora in giro".

 

Adesso più che mai dobbiamo concentrarci per promuovereil brand Italia nel mondo. "La bellezza dell'Italia è ancora in quarantena". Dobbiamo far fronte alla crisi economica. Abbiamo stanziato ingenti cifre per poterci confrontare con l'emergenza. Bonus per autonomi e partite Iva. Ma ci sono delle pecche su cui stiamo lavorando. I ritardi e un apparato che non era pronto a un'emergenza come questa. Queste misure sono solo l'inizio: dobbiamo continuare a intervenire. Il turismo, la manifattura, lo spettacolo. Interi settori del commercio, le piccole aziende. Dobbiamo tornare con misure efficaci.

 

Parla di rinnovare l'Italia dalle fondamenta. Dovrà essere un nuovo inizio. Cita Mattarella: "Dobbiamo agire con la saggezza dei nostri padri e dei nostri nonni". L'Ue è dalla nostra parte, grazie anche al lavoro del governo. Il Recovery fund. "Dobbiamo saper spendere questi soldi. E da qui passa la credibilità del sistema Italia. Dovremo modernizzare il Paese, incrementare la digitalizzazione, combattere l'evasione. Dobbiamo lavorare per sostenere le nostre imprese. Dobbiamo rilanciare gli investimenti pubblici e privati, snellendo la burocrazia. Serve una decisa transizione verso un'economia verde. Dobbiamo sostenere il diritto allo studio: più ricercatori, più studenti ben formati.

 

Poi la giustizia: serve una riforma che riduce i tempi dei processi. Qualcosa che possa attrarre le imprese a venire a investire in Italia. "Bisogna riformare il fisco per pagare tutti e pagare meno". Bisogna contrastare le disuguagianze. "Insomma un programma ampio che dovrà guidarci nei prossimi mesi". Intendo convocare a Palazzo Chigi: menti brillanti, parti sociali. Aprire un tavolo a cui il leader della task force, Vittorio Colao, ha lavorato. Serve una fase di rilancio. "Ma sono consapevole che è un progetto davvero utile: richiede coraggio, lungiumiranza, visione".

 

Infine conclude: "Oggi è partito il primo freccia rossa da Torino a Reggio Calabria. Bisogna lavorare all'alta velocità, dove non esiste. Da Pescara a Lecce, senza dimenticare la Sicilia"

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