giuseppe conte marco travaglio il fatto quotidiano

TRAVAGLIO APPARECCHIA LA CONT-EXIT! –  IL DIRETTORE DEL "FATTO QUOTIDIANO", CONSIDERATO IL VERO IDEOLOGO DEL M5S,  INFIOCINA PEPPINIELLO: “PRECIPITATO ALLA PERCENTUALE LIDL DEL 9,99, CONTE È IL PRIMO GRANDE SCONFITTO. IL MOVIMENTO DEVE DECIDERE SE SCIOGLIERSI E FARLA FINITA O SE HA SPERANZE. PRIMA O POI MORIRÀ” – CON CHI SI COORDINA MARCOLINO? È UNA STRATEGIA CONDIVISA DIRETTAMENTE CON PEPPINIELLO APPULO O C’È DI MEZZO QUALCHE NEMICO INTERNO DELL’EX PREMIER? SEMBRA CHE L’EX MINISTRO STEFANO PATUANELLI, IN PRIVATO, “SUGGERISCA” LE DIMISSIONI DI “GIUSEPPI” - LA POSSIBILE MOSSA DI CONTE: ABOLIRE IL LIMITE DEI DUE MANDATI PER RIABILITARE I BIG DEL PARTITO (MA CANCELLANDO L'ULTIMO TABÙ DI GRILLO) VIDEO

 

 

 

1. EUROPEE, TRAVAGLIO A LA7: “CONTE È IL PRIMO GRANDE SCONFITTO. ORA IL M5S DEVE DECIDERE SE SCIOGLIERSI OPPURE SE HA SPERANZE PER IL FUTURO”

Estratto da www.ilfattoquotidiano.it

 

marco travaglio a otto e mezzo 5

“Conte è il primo grande sconfitto di queste elezioni, ma credo che l’ultimo dei suoi problemi sia il rapporto con Elly Schlein , anche perché più il M5s si avvicina a Schlein, più perdono voti: primum vivere oppure decidere se morire. Quante volte abbiamo parlato della morte dei 5 Stelle? Ma prima o poi succederà, Grillo lo aveva definito un movimento biodegradabile”.

 

Così a Otto e mezzo (La7) il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio risponde alla conduttrice Lilli Gruber, che gli chiede cosa farà adesso il leader del M5s, Giuseppe Conte, alla luce del deludente risultato raggiunto dal Movimento alle elezioni europee […].

 

PRIMA PAGINA IL FATTO QUOTIDIANO 11 GIUGNO 2024

“Non sto dando affatto per morti i 5 Stelle – precisa Travaglio – ma dico che sulla base delle loro analisi devono decidere loro se è venuto il momento di sciogliersi e di farla finita con una eutanasia oppure se hanno speranze per il futuro. È una partita aperta […]“.

 

E aggiunge: “Certamente non li ha aiutati l’astensionismo, certamente le loro regole troppo rigide li costringono a presentare continuamente liste di sconosciuti. Un’altra regola che io difendo ha imposto a Conte di non candidarsi: evidentemente ora staremmo raccontando un risultato diverso se le liste fossero state sormontate da Conte. Credo che alla sua lista avrebbe portato forse più voti di quelli che ha portato la Meloni, perché in questo momento […]  il Movimento si identifica in Conte. Ricordo che il M5s era morto […].  […]”.

 

“E quindi cosa deve fare Conte?”, chiede Gruber. “Adesso i 5 Stelle devono decidere se esistere – ribadisce il direttore del Fatto – se il leader continuerà a essere Conte, cioè se Conte avrà ancora voglia di fare tanti sforzi per raccogliere così pochi risultati o se sarà un altro, se devono cambiare le regole e quali. Credo che dovranno avviare una grossa riflessione interna e non penso che faranno finta di niente“.

 

2. VINCITORI ,VINTI E FINTI

"Estratto dell’articolo di Marco Travaglio per “il Fatto quotidiano"

grillo travaglio felici

 

[…] 5 Stelle. Precipitati alla percentuale Lidl del 9,99, sono i veri sconfitti. Le cause sono arcinote e, altro paradosso, figlie più dei loro meriti che dei loro difetti. Hanno fatto un sacco di cose buone nei governi Conte-1 e Conte-2, tant'è che Draghi (col loro consenso, o sindrome di Stoccolma) e Meloni hanno passato il tempo a demolirle, seminando frustrazione e rassegnazione fra i loro elettori. E sono prigionieri di regole rigide ben oltre l’autolesionismo, come la scelta di gran parte dei candidati affidata agli iscritti e il limite di due mandati.

 

GIUSEPPE CONTE MARCO TRAVAGLIO

Gli sconosciuti scelti dagli iscritti, appena cominciano a farsi conoscere, scadono e devono sparire. Ma le liste di sconosciuti (tranne Tridico e pochi altri, che infatti vanno bene) non attirano voti e non smuovono astenuti, specie se gli unici elettori interessati sono quelli di opinione che non vendono o scambiano il voto. Se poi l'unico valore aggiunto rimasto, cioè Conte, non può e non vuole candidarsi per finta mentre gli altri lo fanno senza pagare pegno, anzi guadagnandoci, è dura restare a galla.

 

stefano patuanelli giuseppe conte

Tanto più se il 51% degli elettori italiani ( il 57al Sud e il 63 nelle isole), quelli non cammellati, restano a casa.  II resto l'ha fatto la bipolarizzazione fittizia Meloni-Schlein imposta dai media filo-governativi (Giorgia, come competitor, preferisce mille volte Elly) e quelli filo-Pd: cioè tutti.

 

Ciò detto, può darsi che un movimento "biodegradabile" come lo definì Grillo, che a biodegradarlo contribuì da par suo conficcandolo nel governo Draghi, sia vicino all'estinzione. Ma può anche darsi che il suo peso nazionale, con un'affluenza da elezioni Politiche, sia ancora il 15 dei sondaggi di sabato.

 

meme travaglio conte

E anche se fosse quello di terzo partito al 10, il secondo fra i giovani, meriterebbe un rilancio, non una resa, con nuove regole diverse da quelle pensate quando nella loro utopia Grillo e Casaleggio gli davano dieci anni di vita. La tentazione di Conte di passare la mano è comprensibile: sbattersi tanto per raccogliere cosi poco è frustrante e restare dopo tale batosta può sembrare avvitarsi alla poltrona. Ma, senza di lui, il M5S sarebbe morto già con la cura Draghi e ora si sognerebbe pure il 9.99%. […]

 

3. M5S, PROCESSO A CONTE. LUI RILANCIA: “VIA IL LIMITE DEI DUE MANDATI E LE PARLAMENTARIE”. E SENTE SCHLEIN

Estratto dell’articolo di Gabriella Cerami per “la Repubblica”

 

Prima gli elettori, ora i compagni di partito: Giuseppe Conte viene messo nell’angolo. Il popolo M5S si è ridotto al 10% dei votanti, diminuendo in neanche due anni di cinque punti percentuali e disperdendo oltre due milioni di consensi […].

ELLY SCHLEIN - GIUSEPPE CONTE - MEME BY EDOARDO BARALDI

 

[…]  La batosta presa in queste elezioni europee è destinata a rimettere in discussione l’intero assetto del partito. Gli ex parlamentari e il direttivo chiedono al presidente un cambio radicale di questa gestione rivelatasi fallimentare e lui non può che dare un segnale in un momento in cui il suo ruolo è in bilico più che mai.

 

[…] L’ex premier, malgrado i toni da campagna elettorale utilizzati fino alla scorsa settimana, non intende quindi abbandonare il Campo progressista. Sul fronte interno […] occorre una rivoluzione. L’idea è di abolire il limite dei due mandati ma anche la regola secondo cui i candidati devono essere scelti attraverso la selezione online.

 

travaglio conte

Chi sarebbe voluto essere protagonista di queste elezioni europee non riesce ad accettare la sconfitta. «Dovevamo candidarci tutti», viene ripetuto come un mantra dagli ex parlamentari che hanno già ricoperto i due mandati a disposizione. Loro, i volti storici e conosciuti del Movimento, rivendicano di aver «iniziato dai meet up» e di aver «portato Conte sul tetto del mondo», e accusano l’ex premier di aver condotto una campagna elettorale in solitaria con candidati che non sono riusciti a intercettare i voti sperati. Anzi, il maggior contributo alla fine è stato dato dalle persone indicate da Beppe Grillo come Sabrina Pignedoli.

 

[…] Il grande freddo con Beppe Grillo, sparito non a caso dai palchi della campagna elettorale, non lo fa stare tranquillo e l’unica soluzione è dimostrare di non aver perso il controllo degli eletti.

 

ALESSANDRO DI BATTISTA VIRGINIA RAGGI PH LAPRESSE

«Ma se fosse questa l’occasione buona per un cambio al vertice?», si chiedono in tanti e non è un mistero che il fondatore M5S immagini, ormai da tempo, una leader donna. Quindi si parla di Virginia Raggi, che avrebbe voluto correre alle europee ma le è stato impedito perché anche lei ha terminato i mandati a disposizione. Ma viene indicata anche Chiara Appendino, la deputata ex sindaca di Torino, sempre apprezzata e stimata dal fondatore.

 

C’è anche chi immagina un ritorno di Alessandro Di Battista, che per adesso si sta dedicando all’associazione Schierarsi e non è sfuggito che l’ex sindaca di Roma domenica ha partecipato, con tanto di foto sui social, a uno dei loro banchetti. Immagine che suona un po’ come una provocazione ma anche come la volontà di voler riavvicinare quel mondo, che era la base grillina, ora andata perduta.

 

travaglio conte

La nostalgia è canaglia in M5S e nei momenti difficoltà, come quello che si sta vivendo adesso, lo è ancora di più. Ne è la prova l’ex ministro dei Trasporti e attuale probiviro, Danilo Toninelli: «M5S non è più un partito rivoluzionario. Grillo faceva sognare, Conte è un tecnico, bisogna avere il coraggio di dire che è una brava persona ma i tecnici non hanno capacità di emozionare». Non chiede ancora le dimissioni, ma non sembra essere così lontano. Mentre vorrebbe un passo indietro Davide Casaleggio, il figlio dell’altro co-fondatore: «Dovrebbe mettere a disposizione il proprio ruolo». Conte non vuole lasciare, ma per restare saldo al suo posto deve avviare un vero restyling. E senza perdere troppo tempo perché Grillo è in agguato e aspetta solo di vedere quali saranno le prossime mosse.

elly schlein e giuseppe conte - meme by usbergobeppe grillo luigi di maio alessandro di battista virginia raggi alessandro di battista virginia raggi 1

marco travaglio a otto e mezzo 3IL TWEET DI ELLY SCHLEIN CONTRO MARCO TRAVAGLIOmarco travaglio a otto e mezzo 2marco travaglio lilli gruber otto e mezzo

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO