luigi di maio cellulare smartphone

TROMBATO E MAZZIATO: CHE FARÀ ORA LUIGI DI MAIO? GIRA VOCE CHE VOGLIA DEDICARSI AL LOBBISMO, ENTRARE ALLA “BAINS”, SOCIETÀ DI CONSULENZA AMERICANA TRA LE PIÙ IMPORTANTI AL MONDO, O FONDARNE UNA SUA, METTENDO A FRUTTO LA RETE DI CONOSCENZE COSTRUITA NEL TEMPO - LA SUA PARABOLA: VOLEVA USCIRE DALL'EURO, CHIESE L'IMPEACHMENT DI MATTARELLA, LE FASCINAZIONI PRIMA RUSSE E POI CINESI, VEDEVA NEL PD UN NEMICO E INCONTRÒ IN FRANCIA I GILET GIALLI, POI ALFIERE DELLA STABILITÀ, DRAGHIANO, ATLANTISTA ED EUROPEISTA... 

wang yi e luigi di maio 1

Federico Capurso per “la Stampa”

 

I ghigni che hanno accompagnato la sua uscita di scena sono destinati a spegnersi e a scivolare via. Perché non riusciranno, congiuntivi fantozziani e soprannomi dileggianti, a descrivere davvero fino in fondo chi è stato Luigi Di Maio per questo Paese. Capace di cavalcare in giacca e cravatta l'antipolitica alla conquista dei Palazzi di Roma, da mosca bianca del Movimento del vaffa, e di finire sconfitto nel momento in cui aveva ogni cosa nelle sue mani.

 

LUIGI DI MAIO NEGLI EMIRATI ARABI

«Il più giovane della storia repubblicana», si è sentito dire spesso, da vicepresidente della Camera, da vicepremier, da ministro degli Esteri. Eppure, è un ragazzo che non è stato ragazzo mai. Entrato nel Movimento 5 stelle a 21 anni e a Montecitorio cinque anni più tardi, nel 2013. Altri cinque anni ed è ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico. L'unico vero miracolo grillino, in cui si è realizzato il sogno e consumato il contrappasso: l'uomo del popolo che diventa élite finché il suo popolo non lo riconosce più.

QUARTO CAPUOZZO ROSA DI MAIO FICO

 

Con lo 0,6 per cento incassato alle ultime elezioni, il passaggio di consegne alla Farnesina e le dimissioni dalla guida di Impegno civico, a 36 anni Di Maio chiude il primo capitolo della sua storia politica. E ora che tutto finalmente si posa, guardando indietro a questi dieci anni bruciati in fretta, tra mille acrobazie, come un fuoco d'artificio impazzito, si fa ancora una tremenda fatica a capire chi sia davvero Luigi Di Maio.

 

luigi di maio enrico letta

Il sacrificio per il potere, si dirà. Eppure, non può essere solo questo. Il senso di rivalsa, forse, che arriva da una provincia dimenticata del Sud, come è Pomigliano d'Arco, e che lo porta a esultare dal balcone di palazzo Chigi per aver sconfitto la povertà. E insieme l'abilità, persino il talento, di essere tutto e il contrario di tutto.

 

luigi di maio alla festa per l indipendenza ambasciata americana

L'uomo che voleva uscire dall'Euro e che chiese l'impeachment di Sergio Mattarella, che si lasciò cullare dalle fascinazioni prima russe e poi cinesi, che vedeva nel Pd un nemico e che incontrò in Francia i gilet gialli, oggi è alfiere della stabilità, uomo di fiducia di Mario Draghi e amico del Pd, atlantista ed europeista convinto. Il giustizialista che per primo, senza imbarazzi, ha chiesto scusa per il suo giustizialismo: «Scurdammoce 'o passat'».

 

Gira voce che ora voglia dedicarsi al lobbismo. Entrare alla Bains, società di consulenza americana tra le più importanti al mondo, o magari fondarne una sua, mettendo a frutto la rete di conoscenze costruita nel tempo, fin dal primo giorno in cui ha imparato ad annodare la cravatta.

 

luigi di maio con la fidanzata virginia saba (17)

Mentre i grillini sbraitavano contro i poteri forti, lui ci andava a cena insieme. E se poteva, piazzava i suoi amici, compagni di scuola e di avventura politica, su poltrone e poltroncine, come ha fatto chiunque abbia amministrato il potere in Italia prima di lui. «Giggino core d'oro», lo chiamavano i suoi detrattori.

 

Ma è la capacità di ascolto e di dialogo, di costruire un rapporto plasmando la propria identità su quella del suo interlocutore, senza mai scontentare nessuno, ad avergli permesso di superare scivoloni ed errori politici. Da ultimo, la scissione dal Movimento, progettata e orchestrata per dare maggiore stabilità politica al governo Draghi e per assestare un colpo mortale a Giuseppe Conte, finita invece per terremotare palazzo Chigi e ridare forza all'identità dei Cinque stelle in campagna elettorale.

 

LUIGI DI MAIO - ALESSANDRO DI BATTISTA

Nessuno si ricorderà di Impegno civico. «Un cartello elettorale», così l'ha infilzato a morte Bruno Tabacci, unico eletto sotto quell'insegna. Ma Di Maio, a 36 anni, ha ancora cinque o sei vite di fronte a sé. L'unica vera domanda da porgli, oggi, è se abbia voglia di rallentare, prendere fiato, e decidere una volta per tutte, magari, chi è davvero Luigi Di Maio.

LUIGI DI MAIO CON I VERTICI ISPIgiuseppe conte luigi di maio 1luigi di maio foto di baccoluigi di maio e l'inglese 7luigi di maio subacqueopaolo romani luigi di maio

Ultimi Dagoreport

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...