giorgia meloni matteo salvini giuseppe conte enrico letta

TUTTI SUL CARRO DI GIORGIA - FRATELLI D'ITALIA SFIORA IL 30% E IL SUO CONSENSO PERSONALE VOLA AL 40,6% - PER UN ELETTORE SU TRE IL GOVERNO DURERÀ L'INTERA LEGISLATURA MA BERLUSCONI È CONSIDERATO UNA MINACCIA ALLA STABILITÀ DELL'ESECUTIVO - IL M5S (17%) SUPERA IL PD (16,5%) E DIVENTA LA PRIMA FORZA DI OPPOSIZIONE - LEGA 9,0%, FORZA ITALIA 6,5% E NOI MODERATI 1,0%...

berlusconi meloni salvini alle consultazioni

Alessandra Ghisleri per “la Stampa”

 

Giorgia Meloni è stata in Europa per la sua prima volta da Presidente del Consiglio accompagnata dal calore dei suoi elettori che la promuovono sia nell'indice di fiducia personale al 40,6% (+0,9% in dieci giorni) sia nel consenso verso il suo partito Fratelli d'Italia 28,7% (+2,7%) rispetto alle elezioni del 25 settembre.

 

CONTE LETTA

In questi primi giorni si è speso abbastanza tempo sui luoghi comuni e sui fronti delle ideologie che la riguardano, tuttavia è un momento magico per lei che pone il nostro Capo del Governo ancora in piena luna di miele con una rilevante parte del Paese. Al netto degli "astenuti" (34,0%), il centro destra raggiunge la soglia del 45,2% (Lega 9,0%, Forza Italia 6,5% e Noi Moderati 1,0%), mentre le opposizioni navigano sparse, non solo nel Parlamento, ma anche nell'intero Paese.

meloni berlusconi salvini al quirinale

 

Il Movimento Cinque Stelle (17,0%) è in vantaggio sul Partito Democratico (16,5%) e insieme alle altre forze politiche vicine al centro sinistra sono in cerca di una nuova unità che, più che derivare dai loro progetti comuni o dalla loro comune visione della società, potrebbe essere sostenuta dall'unico intento di porsi "contro" le scelte della maggioranza.

 

Il 26,9% dei cittadini è oggi convinto che il Governo Meloni potrà durare tutta la legislatura e tra questi spiccano, ovviamente, gli elettori del centrodestra, in netto contrasto con le opposizioni che si pongono, forse più con il desiderio che con il convincimento, in posizioni più pessimiste.

 

letta conte calenda

Le indicazioni fino ad ora rilevate portano a pensare che questo Esecutivo è consapevole che gli scenari che si potrebbero profilare - anche a breve - potrebbero essere molto complicati a causa di una serie di difficoltà sociali che si potrebbero trasformare in situazioni difficili. E forse, proprio per questo, i meccanismi che muovono le prime decisioni della maggioranza offrono uno spaccato più identitario per marcare i confini dell'azione in attesa di governare quelle emergenze economiche che sono state da sfondo per tutta la campagna elettorale e che compromettono, ancora oggi, il sonno delle famiglie.

 

SILVIO BERLUSCONI E GIORGIA MELONI NEL 2011

Tra le tante variabili che potrebbero minacciare la stabilità dell'esecutivo nei prossimi sei mesi, gli italiani indicano il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi (20,4%) e le divisioni interne ai partiti della maggioranza (17,0%). Il dato che sorprende - anche se non troppo- è quel 27,1% degli elettori di Fratelli d'Italia (FdI) che non trova nel leader azzurro un fidato compagno di viaggio.

 

Al momento il 68,2% degli elettori individua nel supporto di Forza Italia a Giorgia Meloni il vero «tallone di Achille» del nuovo Governo. Gli stessi elettori di Fratelli d'Italia lo giudicano «instabile» (61,7%) ponendo a loro volta un grande punto di domanda sul significato di coesione dell'attuale alleanza di centrodestra.

silvio berlusconi matteo salvini giorgia meloni al quirinale

 

Altra evidenza interessante è che gli stessi elettori delle opposizioni non individuano nei loro partiti (Partito democratico, Movimento Cinque Stelle, Azione+Italia Viva, ) un fattore importante di rivincita in grado di delegittimare politicamente le iniziative di questo Governo. Possiamo dire che, a distanza di quaranta giorni dalla data del voto, Giorgia Meloni gode ancora della luna di miele con il suo «popolo» in cui il suo successo cattura anche le attenzioni degli elettori dei suoi alleati. Tuttavia, l'Italia oggi è in una fase di attesa in cui ancora si cerca di comprendere come il passaggio da Mario Draghi a Giorgia Meloni potrà modificare - nel bene e nel male- la nostra quotidianità.

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…