adinolfi cane

URNE CINERARIE - DA MARIONE ADINOLFI CHE NON E’ STATO VOTATO NEANCHE DAL SUO CANE A "LADY NO EURO" FRANCESCA DONATO CHE INSIEME ALL’EX PM INGROIA HANNO CONVINTO IL 3% DEI PALERMITANI: TUTTI I FLOP DELLE ELEZIONI – PEGGIO DI TUTTI E’ ANDATA AL SIGNOR DE SANTIS GUGLIELMO, CANDIDATO SINDACO UNICO DI CASTELGUIDONE (PROVINCIA DI CHIETI): UN SOLO VOTANTE, SCHEDA BIANCA, ELEZIONI NULLE. LA SUA CACCIA AL FRANCO TIRATORE È INIZIATA DALLO SPECCHIO DI CASA. POI PASSERÀ AI PARENTI…

Tommaso Labate per il Corriere della Sera

 

adinolfi cane

«Ho detto a Francesco di ripartire dalle piccole cose». Ecco, tutto si può dire a Gianluigi Paragone meno che il suo battagliero popolo di Italexit, dal più alto dei colonnelli all'ultimo dei soldati che animano le manifestazioni no euro e no green pass, non lo stia a sentire. E così, prendendo spunto dall'indicazione che in campagna elettorale a Como il leader aveva consegnato al candidato sindaco Francesco Matrale, quest' ultimo l'ha presa alla lettera, forse anche troppo, riportando a casa per l'appunto una piccola cosa: il risultato. Che sono 272 voti, 0,91%.

 

MARIO ADINOLFI FA IL BAGNO NUDO IN PISCINA

L'avvertenza «non succede ma se succede» - propugnata in vista del voto amministrativo da tutte quelle forze no guerra, no vax, no Draghi - s' è risolta a scrutinio ultimato nel più amaro del «non è successo».

 

«Questa politica è feudalesimo che tiene distante il popolo, che considera il voto niente più che un televoto, tipo "chi fate uscire dalla casa (del Grande Fratello , ndr )?"», tuonava in una diretta Facebook l'indomito Juan Carlos Cid Esposito, candidato a sindaco di Cuneo del Movimento 3V (Vaccini-vogliamo-verità), formazione di riferimento dei no vax. Risultato? A casa è rimasto lui: 121 voti, pari allo 0,51%, ultimo classificato del primo turno cuneese. La sua compagna di movimento Anna Sautto, in corsa a Verona, di voti ne ha presi 644, pari allo 0,6%.

francesca donato a strasburgo

 

Sceglie la via dell'autoironia Mario Adinolfi, leader del Popolo della famiglia, che dalle Comunali di Ventotene porta a casa la cifra record di zero voti. L'ex deputato del Pd decide di autoimmortalarsi su Instagram insieme al cane. «Niente, a Ventotene non mi ha votato neanche un cane».

 

Sull'isola in cui Altiero Spinelli aveva scritto il manifesto dell'Europa unita, Adinolfi riesce nell'impresa di perdere la sfida col Partito Gay Lgbt+, che di voti ne ha portati a casa uno solo. Finisce 1-0 per questi ultimi, come una partita di calcio giocata in difesa da entrambe le squadre e risolta in extremis con un gol di testa da calcio d'angolo.

 

Il miracolo di mescolare due ingredienti semplicissimi per dar vita a qualcosa di epocale, riuscito con acqua e caffè al medico statunitense John Stith Pemberton, che a fine Ottocento aveva inventato la Coca-Cola, non viene replicato a Palermo da Francesca Donato e Antonio Ingroia.

 

antonio ingroia 4

L'eurodeputata aveva messo il messaggio no euro, l'ex pm aveva aggiunto il suo giustizialismo d'assalto, due ingredienti semplici semplici: insieme hanno convinto appena il 3% dei palermitani.

 

Un mese fa si era tanto favoleggiato a proposito di Rieti ConTe, presente sulla scheda del capoluogo laziale tra le liste a sostegno del candidato del centrosinistra Simone Petrangeli. In assenza delle insegne del M5S, anche a Roma ci si era chiesti: è Giuseppe Conte che prova a vedere «l'effetto che fa»? L'effetto che ha fatto, Conte o non Conte, non è stato dei migliori: 351 preferenze, ultima classificata del blocco (sconfitto) del centrosinistra, 1,49%.

 

guglielmo de santis

È andata peggio al signor De Santis Guglielmo, candidato sindaco unico di Castelguidone (provincia di Chieti), presentatosi all'appuntamento con la fascia tricolore alla testa di una federazione con quattro simboli: L'altra Italia, Destra Italiana, Movimento per l'Italia sociale e Mda. Gli è andata male: un solo votante, scheda bianca, elezioni nulle. La sua caccia al franco tiratore è iniziata dallo specchio di casa. Poi passerà ai parenti.

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)