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VANNACCI HA GIÀ UN PIANO DETTAGLIATO PER DARE L’ASSALTO ALLA LEGA – PARLA MARCO BELVISO, COORDINATORE PER IL NORDEST DELL’ASSOCIAZIONE “IL MONDO AL CONTRARIO”, CHE STA PER DIVENTARE MOVIMENTO POLITICO: “ASPETTIAMO I CONGRESSI DELLA LEGA E SCOMMETTIAMO SULLA ROTTURA CON LA VECCHIA GUARDIA, ZAIA E FEDRIGA”. A QUEL PUNTO POTREBBE PARTIRE L'OPA DEL MILITARE: “È IL NOSTRO ASSO PIGLIATUTTO. MA PIÙ CHE PRENDERSI LA LEGA LO IMMAGINO COME LEADER DI UN POLO, UN CARTELLO CON SALVINI” – IL CAPITONE È NERVOSO E HA FATTO UNA SERIE DI TELEFONATE INCROCIATE PER CAPIRE LE INTENZIONI DEL GENERALE…

1. GELO VANNACCI

Estratto dell’articolo di Francesca Del Vecchio per “La Stampa”

 

roberto vannacci al parlamento europeo 2

Dissimulare, dissimulare, dissimulare: sembra questo l'ordine di scuderia impartito da via Bellerio ai suoi. La Lega, infatti, nega che ci sia fastidio o preoccupazione per l'ipotesi – sempre più concreta – che il generale Roberto Vannacci possa dare vita a un soggetto politico autonomo dopo l'elezione a eurodeputato nelle file del Carroccio con oltre 500 mila preferenze.

 

Una possibilità che però negli ultimi giorni si è fatta sempre più tangibile, come ha spiegato ieri in una intervista a questo giornale il colonnello Fabio Filomeni, braccio destro di Vannacci: «Il movimento culturale "Il mondo al contrario", ispirato al libro del generale diventa un movimento politico», ha precisato prendendo platealmente le distanze dal Carroccio con cui «non abbiamo niente a che fare. E neanche con la Lega del passato».

 

roberto vannacci a pontida

Il disappunto, però, si legge nelle frasi dei militanti e di qualche dirigente locale al Nord – che vuole rimanere anonimo – quando dicono che andare via «sbattendo la porta dopo la ribalta politica che gli abbiamo offerto sarebbe uno sgarbo a Salvini ma prima di tutto al partito che lo ha accolto». Qualcuno si lascia sfuggire che «la Lega non è un taxi per Bruxelles».

 

[…]  «Staremo a guardare quello che succederà», dice il segretario provinciale di Bergamo Fabrizio Sala. E le sue parole sembrano riprendere quelle di un altro leghista della prima ora come Gian Marco Centinaio che ha tagliato corto dicendo che «starà alla finestra a guardare».

 

ROBERTO VANNACCI MATTEO SALVINI

Non sono in molti, comunque, quelli che si strappano i capelli – come si dice – all'idea che il generale fondi un suo partito e tolga il disturbo da via Bellerio («lui che non ha mai preso la tessera neanche da simpatizzante», precisa qualcuno). «E quella è la prima categoria di leghisti», riferisce una fonte vicina al Carroccio. «Non vedono l'ora di poter dire a Salvini "te l'avevo detto"». […]

 

Preoccupazione, però, ce n'è. E lo testimoniano alcuni movimenti di Salvini che nei giorni scorsi avrebbe scambiato diversi messaggi con Umberto Fusco, da due anni fuori dalla Lega, che ora segue il generale nell'organizzazione della sua festa a Viterbo. Il segretario federale si sarebbe informato sulle intenzioni della sua "punta di diamante" dopo i rumors sulla fondazione del partito.

 

roberto vannacci matteo salvini comizio a piazza santi apostoli roma

Non soddisfatto dalle informazioni- o forse preoccupato per le notizie ricevute – avrebbe fatto partire una serie di telefonate incrociate da via Bellerio per sondare l'effettiva fattibilità dell'operazione. Un atteggiamento «sintomatico di nervosismo» lo definisce una fonte vicina alla Lega.

 

[…]

 

Chi, fuori dalla Lega, comunque, guarda con interesse al progetto di Vannacci è Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, da tempo alla ricerca di una "casa politica". «Vannacci può essere un aggregatore per la destra sovranista. Ma prima di altre mosse dovrà chiarirsi con Salvini», aveva detto. Concordano in molti tra i leghisti: «È lui che è venuto da noi, non il contrario. Quindi è a noi che deve rendere conto».

 

2. ECCO IL "PIANO DEL GENERALE" OPA SOVRANISTA E ADDIO VECCHIA LEGA

Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per “La Stampa”

 

Marco Belviso roberto vannacci

Sembra tutto così scritto. Un generale, un libro fondativo di un movimento, tesi forti, scandalose, il salto in politica, un partito preso a prestito e infine l'approdo al culto personale. Sembra tutto così già visto. Un gruppo di reduci, veterani, che neanche troppo velatamente evocano il modello di piazza San Sepolcro dove nacquero i Fasci di combattimento, sulle parole d'ordine dell'uomo forte Benito Mussolini. […]

 

La nascita del partito del generale segue un disegno preciso, che La Stampa è in grado di ricostruire con fonti dirette e dichiarazioni ufficiali. C'è un piano, un percorso, un obiettivo, protagonisti, punti fermi, e diverse variabili che i collaboratori di Vannaci non vogliono sottovalutare.

 

LOGO GLI AMICI DEL NORDEST PER VANNACCI

Il movimento prende forma e coraggio, guardando già alla prossima tappa che sono i congressi regionali e poi il congresso federale della Lega, il partito guidato e dominato da Matteo Salvini nelle cui fila Vannacci è stato eletto eurodeputato da indipendente, ma dentro il quale in pochi scommettono resterà a lungo.

 

Ieri, su questo giornale, annunciando la nascita del movimento politico, il tenente colonnello Fabio Filomeni ha detto chiaramente che «al momento non c'è alcun rapporto» tra la Lega e "Il mondo al contrario", l'organizzazione ispirata dal libro del generale. Il passaggio chiave della risposta è l'indicazione temporale - «al momento» - che dà l'idea di una cautela e di un lavoro di attesa paziente.

 

La stessa espressione viene utilizzata dal braccio destro di Vannacci poco prima, quando tiene a precisare che il militare, che è stato suo superiore in divisa in tanti teatri di guerra, «al momento non è il nostro capo». A spiegarci meglio quale siano le intenzioni e l'orizzonte che si sono dati il generale e i suoi uomini è Marco Belviso. Giornalista, fondatore di due testate attive in Friuli Venezia Giulia – Il perbenista e Il Corsaro della Sera – che danno grande spazio a autori sovranisti, di destra e di sinistra, Belviso è il coordinatore per il Nord Est de "Il mondo al contrario".

 

ROBERTO VANNACCI - FABIO FILOMENI

«Abbiamo diviso l'Italia in sei aree, corrispondenti alle circoscrizioni per le Europee. Ognuno ha il proprio coordinatore territoriale». Contemporaneamente sono nati altri comitati. Uno di questi è "Noi con Vannacci", plasmato sui comitati che cinque anni fa, sul modello degli Amici di Beppe Grillo, hanno fatto crescere il consenso nazionale di Salvini. È stato fondato dall'ex senatore leghista Umberto Fusco, anche lui un militare, e a settembre sarà battezzato a Viterbo con una festa in onore dell'ex capo della Folgore.

 

Ci sarà anche il gruppo di Filomeni, perché, la causa è comune e il partito del futuro avrà spazio per tutti. Creato come affiliazione locale, è spuntato pure "Gli amici del Nord Est X Vannacci" (anche questo esplicitamente ispirato ai primi esperimenti grillini) con nel simbolo l'evidente e spregiudicato richiamo alla Decima Mas. Di nuovo, l'animatore è Belviso.

La campagna del Nord Est è quella considerata cruciale da Vannacci e dai suoi incursori.

 

roberto vannacci a pontida

Da lì passa la vittoria per l'egemonia sui sovranisti. «Quasi tutto dipenderà dai congressi della Lega» spiega Belviso: «Se, come prevedibile, vince la linea di Salvini, noi scommettiamo sulla rottura con la vecchia guardia, quella più legata al sogno federalista di Umberto Bossi, quella dei governatori del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, Luca Zaia e Massimiliano Fedriga».

 

Vannacci farà da spettatore interessato a una scissione. Da mesi, nel Nord Est i leghisti fedeli a Zaia e a Fedriga sono ferocemente impegnati a contrastare il generale, criticando la scelta che ne ha fatto il segretario: «Per Salvini candidarlo è stata una mossa della disperazione. Non poteva fare altro.

roberto vannacci con le frisk al parlamento europeo

Senza Vannacci, senza i suoi 500 mila voti, ora la sua Lega è data al 6%. Se si spacca e c'è una scissione, può crollare al 3-4%».

 

A quel punto potrebbe partire l'opa del militare. «È il nostro asso pigliatutto. Ma più che prendersi la Lega lo immagino come leader di un polo, un cartello con Salvini. Non credo che quest'ultimo molli la segreteria». Sono i Patrioti italiani, l'"Europa sovrana" che è il nome temporaneo immaginato per il futuro partito (anche se non convince tutti).

 

In quest'ottica «la polarizzazione con Zaia, che è diventato il paladino dei diritti Lgbt e dei nuovi italiani ci aiuta», perché sposta verso Vannacci chi ne sposa le tesi che solleticano omofobia e xenofobia.

 

Quando la popolarità e il consenso saranno a buon livello, solo a quel punto, Vannacci vestirà i panni del capo. «È una calcolatore e uno stratega» ci racconta una fonte dell'Esercito che lo conosce bene e che per ragioni di divisa non può parlare contro un eurodeputato.

 

Marco Belviso

Il ministero della Difesa è un osservatore inquieto di questo fenomeno che a qualcuno ricorda la comicità di Vogliamo i colonnelli di Mario Monicelli, mentre ad altri rievoca il tintinnar di sciabole del "piano Solo". Lo scontro con il ministro Guido Crosetto ha contribuito a far crescere il mito anti-sistema di Vannacci. Ieri è stata letta con attenzione dai vertici politici e militari della Difesa quella battuta di Filomeni: «Tranquilli non stiamo preparando un golpe».

 

E altre due fonti hanno esposto a La Stampa dubbi e timori sui potenziali pericoli dell'operazione Vannacci. Che – ci spiegano – è organizzata da ex ufficiali e ex militari di grado, ma risulta molto attrattiva per tanti sottufficiali in carriera.

 

Due sono i motivi. Primo, le critiche alla Nato e le richieste pressanti di rafforzare la difesa nazionale ed europea, autonoma dagli Usa, aumentando il budget e gli armamenti. Secondo, l'uranio impoverito.

 

LA DECIMA COSA BELLA - IL GIORNALONE - LA STAMPA

Per fine settembre Filomeni e Belviso hanno organizzato un convegno a Udine: «Ci sarà l'ex ministra Elisabetta Trenta, scienziati e il colonnello Carlo Calcagni, che più volte ha chiesto, inascoltato, un intervento di Crosetto. Abbiamo invitato anche Giorgia Meloni e il presidente Sergio Mattarella».

 

Una provocazione, perché Filomeni accusa il Capo dello Stato di aver nascosto, quando era ministro della Difesa, l'uso dei proiettili all'uranio impoverito a Sarajevo, anche se gli atti parlamentari riportano come fu proprio Mattarella a volere la Commissione d'inchiesta Mandelli che indagò su quei fatti, risalenti alla guerra in Jugoslavia. […]

ROBERTO VANNACCI - FABIO FILOMENI

matteo salvini e roberto vannacci. presentazione del libro controvento

 

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