recep tayyip erdogan mario draghi

LA VENDETTA DI ANKARA - DOPO LE PAROLE DI DRAGHI SU ERDOGAN (“UN DITTATORE”), INIZIA LA RITORSIONE TURCA VERSO L’ITALIA: SALTA LA VENDITA DI ELICOTTERI LEONARDO PER LA SCUOLA DI VOLO MILITARE - E’ IL PRIMO AVVERTIMENTO AD ALTRE AZIENDE, TRA CUI ANSALDO ENERGIA CHE E’ PROPRIETARIA DEL 40 PER CENTO DI UN GRUPPO CHE DA UN ANNO STA NEGOZIANDO CON BANCHE E AUTORITÀ TURCHE LA GESTIONE DEI DEBITI PER CENTINAIA DI MILIONI ACCUMULATI DALLA CENTRALE ELETTRICA DI GEBZE, NELLA ZONA INDUSTRIALE DI ISTANBUL…

Gianluca Di Feo per “la Repubblica”

MARIO DRAGHI

 

La crisi non è affatto chiusa. Ad Ankara le parole di Mario Draghi, che ha definito «un dittatore» il presidente Erdogan, continuano a provocare dichiarazioni infuocate di ministri e leader politici. Il governo turco pretende scuse ufficiali e non sembra disposto ad accontentarsi di un chiarimento attraverso i canali diplomatici.

 

E poiché da Roma non arrivano risposte, le autorità turche hanno cominciato a lanciare segnali minacciosi, marchiando la disponibilità di alzare il livello del confronto. Una pressione nell' ombra, destinata a pesare senza però ricorrere ad atti formali. Con un obiettivo chiaro: far capire che il prezzo del braccio di ferro potrebbe pagarlo l' economia italiana.

erdogan 2

 

La prima a finire nel mirino è stata Leonardo, la holding tecnologica a controllo statale. Dopo due anni di trattative, proprio in questi giorni era prevista la firma del contratto per l'acquisto di dieci elicotteri d' addestramento AW169. Una commessa del valore di oltre 70 milioni di euro, che doveva essere la prima trance di un accordo per sostituire i vecchi Agusta-Bell 206 della scuola delle forze armate turche: l'importo complessivo per l' azienda italiana potrebbe superare i 150 milioni.

 

mario draghi

A fine marzo Ismail Demir, il presidente delle Industrie della Difesa ossia l' ente governativo che gestisce le commesse, aveva annunciato l' accordo con Leonardo. Ma dopo le parole di Draghi i turchi hanno fatto sapere che "al momento" l' operazione è sospesa.

 

Avvisi simili sono stati recapitati anche ad altre compagnie nazionali attive in Anatolia. Tra loro ci almeno due società private e Ansaldo Energia, proprietaria del 40 per cento di un gruppo che da un anno sta negoziando con banche e autorità turche la gestione dei debiti per centinaia di milioni accumulati dalla centrale elettrica di Gebze, nella zona industriale di Istanbul.

 

ERDOGAN CIRCONDATO DALLE TRIBU' OTTOMANE

È chiaro che Ankara intende far valere la rilevanza delle relazioni economiche tra i due Paesi. Prima del Covid, l' interscambio era arrivato a toccare 17 miliardi l' anno con quasi 1500 società italiane impegnate in Turchia: una delle più importanti è Ferrero, che produce lì una parte consistente delle nocciole con un business da centinaia di milioni l' anno.

Fonti di Palazzo Chigi minimizzano la situazione, sostenendo che la nostra diplomazia è all' opera per rasserenare le relazioni. E finora il presidente Erdogan ha scelto di non affrontare il tema.

 

ELICOTTERO AW149 - LEONARDO

Ma uno dietro l' altro i suoi ministri hanno preso posizione, condannando Draghi. Quello dell' industria Mustafa Varank ha dichiarato: «Non esistono lezioni di democrazia che la Turchia può ricevere dal primo ministro "incaricato" dell' Italia, che ha inventato il fascismo». Poi ha detto che i governanti italiani lasciano morire i richiedenti asilo e devono prendere lezioni di umanità dalla Turchia, invitandoli ad ammirare il presidente. Non a caso, quasi tutti gli interventi fanno leva sul tema dell' immigrazione.

 

ansaldo energia

Il portavoce dell' Akp, il partito di Ergogan, ha usato parole durissime: «Hanno chiamato il nostro presidente "dittatore" e poi hanno aggiunto che devono collaborare con noi sull' immigrazione - ha scandito Omer Celik - . È il massimo dell' ipocrisia. Queste persone che trattano i migranti in maniera dittatoriale e immorale, pensano di doverci dare lezione di democrazia. Per prima cosa portate la vostra democrazia fuori dalle acque del Mediterraneo, poi parlate».

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