roger ailes di fox news

VENTICINQUE ANNI DI SPARATE POLITICAMENTE SCORRETTE - NEL 1996 NACQUE L’AMERICANA FOX NEWS, IL CANALE CHE TENDE A DESTRA E OGGI HA QUATTRO VOLTE IL PUBBLICO DELLA CNN - GLI INGREDIENTI DEL SUCCESSO: PIÙ COMMENTI CHE NOTIZIE, PIÙ DIBATTITI E APPROFONDIMENTI POLITICI CHE REPORTAGE E ANALISI INTERNAZIONALI, SENZA NASCONDERE IL PROPRIO PUNTO DI VISTA - PRIMA DEL CICLONE TRUMP, TUTTO CAMBIÒ COL CASO MONICA LEWINSKY: IL MIX DI SESSO E POTERE CHE DIEDE IL VIA ALL’ERA DELL’INFOTAINMENT…

Angelo Allegri per “il Giornale

 

ANDREW CUOMO E IL SOTTOPANCIA DI FOX NEWS

Le celebrazioni, nel mese di ottobre, sono state quasi modeste: qualche speciale, interviste e servizi durante talk show e notiziari. «Nessuno pensava che potessimo avere questo successo», è stata la frase più ripetuta.

 

La nascita di Fox News, venticinque anni fa, hanno ricordato molti commentatori della rete, fu accolta dallo scetticismo generale: in molti pensavano che il mercato delle televisioni all-news aperto dalla Cnn nel 1980 fosse più che adeguatamente presidiato.

 

roger ailes e la nascita di fox news

Roger Ailes, ex consulente strategico dei presidenti Nixon e Reagan Il, produttore televisivo, non era della stessa idea. Quando ricevette da Rupert Murdoch l'incarico di progettare il nuovo canale (Murdoch, dicono i suoi biografi, è e resta un uomo più di giornali che di tv) si inventò uno slogan: «Fair and balanced». Vogliamo fare un'informazione «corretta ed equilibrata».

 

Sul fatto che sia stata davvero questa la strada seguita non tutti metterebbero le mani sul fuoco. Ma certo, Ailes aveva un progetto chiaro: offrire una fonte informativa ai milioni di cittadini che non si riconoscevano nell'informazione che oggi si direbbe «mainstream». Quella che, a torto o ragione, per l'America profonda si porta dietro l'etichetta di «liberal», se non un marchio di infamia poco ci manca.

 

VIVA E VITALE

donald trump intervistato da fox news

A cinque lustri di distanza Fox News è più in salute che mai. Ovvio, in America ancora più che altrove la tv è assediata da Internet e dai social, ma da anni ormai Fox è il più popolare canale di news. Nel prime time, con 2,3 milioni di ascoltatori medi, ha quattro volte il pubblico della rivale di sempre Cnn.

 

FOX NEWS

È sopravvissuta all'addio traumatico del padre-padrone Ailes (travolto nel 2016 da uno scandalo di molestie sessuali e morto nel 2017). Ha superato più o meno senza danni anche la presidenza Trump, che prima ne ha fatto una sorta di canale ufficioso della Casa Bianca, e poi ha rischiato di mandarla fuori giri, tra recriminazioni per il voto rubato e assalti al Campidoglio.

 

roger ailes

Negli ultimi mesi il suo modello sembra aver fatto scuola anche in una Europa a prima vista così lontana dall'esempio americano. In Gran Bretagna è lo stesso Murdoch che sta progettando un canale rivolto all'opinione pubblica conservatrice, la stessa area a cui cerca di parlare una tv, appena nata, GB News, che schiera tra i volti più noti il brexiter Nigel Farage.

 

In Francia, invece è il finanziere Vincent Bolloré a orientare la sua CNews sulle orme della grande sorella americana. Con il suo commentatore principe Eric Zemmour, campione del politicamente scorretto, ora punta addirittura all'Eliseo (dei due Paesi si occupano gli altri articoli in queste pagine).

 

le giornaliste di fox news

La situazione è in movimento anche in Spagna: un mese fa ha aperto i battenti sul digitale terrestre 7NN, emittente del movimento Vox (il partito alleato dei Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni), e della Fondazione Francisco Franco, custode delle memorie del caudillo.

 

Un gruppo di industriali ha invece raccolto un tesoretto di 150 milioni di euro per il via a una nuova tv, conservatrice e cattolica, il cui lancio è previsto nei primi mesi del 2022.

FOX NEWS CONTRO OBAMA

 

Tutte le iniziative citate, quelle già avviate e quelle in partenza, fanno tesoro del modello Fox News: più commenti che notizie, più dibattiti e approfondimenti politici che reportage e analisi internazionali. Il tutto senza nascondere e, anzi, sottolineando, il proprio punto di vista.

 

GLI INGREDIENTI

La formula non è poi cambiata molto da quella originale del 1996. Per le televisioni americane, e in particolare per le news televisive, era una specie di età dell'oro. Il caso O.J. Simpson, la fuga in diretta, le indagini, il processo (manco a dirlo «del secolo»), si trasformarono in una potente iniezione di ascolti. Fox News, fece in tempo a cogliere solo l'ultima coda della vicenda. Ma per lei era già pronto un altro regalo: Monica Lewinsky.

 

monica lewinsky

La storia della stagista protagonista di una liaison con il presidente Bill Clinton aveva tutte le caratteristiche per contribuire all'ascesa di un canale di destra: la malafede del nemico democratico, l'ipocrisia del potere, la pruriginosità del tema.

 

Monica Lewinsky e Bill Clinton

Gli storici della tv Usa considerano quel momento l'inizio ufficiale del cosiddetto infotainment, l'informazione che si fa intrattenimento. E i commentatori di Fox News sguazzarono a piacimento nell'incrocio tra sesso e politica.

 

Vennero poi le Torri gemelle e gli anni del patriottismo. Nell'America ferita di inizio millennio non era l'informazione controllata e riflessiva in cima ai desideri del pubblico televisivo.

 

Rupert Murdoch

Molto meglio gli ultrà dell'eccezionalismo Usa riuniti di fronte alle telecamere di Fox. Nel 2003, con l'invasione dell'Irak, a differenza dell'Afghanistan perfettamente messa in scena per la televisione, i suoi ascolti aumentarono del 300%. Il resto, si potrebbe dire, è quasi cronaca.

 

Dopo l'elezione di Obama nel 2008 la scelta di Murdoch e di Ailes, o forse semplicemente di Ailes, è quella di trasformare il canale tv nell'ultimo bastione della resistenza repubblicana, dando voce e contribuendo ad alimentare il movimento dei Tea Party.

RUPERT MURDOCH DA GIOVANE

 

Fino a quando, nel 2011, fa il suo ingresso in campo Donald Trump. Dagli studi di Fox lancia la campagna dei cosiddetti «birther»: Obama non mostra i suoi documenti di nascita perché è nato in Kenia e non alle Hawaii, per la Costituzione non ha il diritto di stare alla Casa Bianca.

 

L'ECO SU INTERNET

Alla fine l'atto di nascita salta fuori e il movimento si affloscia. Ma Trump è ormai posizionato strategicamente perla caccia alla candidatura repubblicana. E anche per questo la Columbia Journalism Review ha scritto che il trumpismo non sarebbe «mai stato possibile senza Fox and Friends», il talk show mattutino del canale di Murdoch di cui l'immobiliarista diventato politico è stato a lungo ospite quasi fisso.

 

trump murdoch

Un'opinione diffusa, anche se in molti preferiscono parlare di un ecosistema informativo fatto soprattutto di siti (Breitbart innanzitutto) e reti social, in cui certo anche i programmi di Fox hanno ruolo e posizioni importanti. Allo stesso modo è ancora in discussione il tema se il successo di Fox abbia contribuito o sia una conseguenza della sempre maggiore tribalizzazione della politica americana.

 

Secondo un'indagine molto citata negli Usa e condotta da un politologo dell'Università del Wisconsin, Charles Franklin, nel 2020 l'ideologia politica dichiarata ha pesato per il 57% del voto, contro il 46% del 2016 e il 20% di 30 anni fa.

 

donald trump intervistato da fox news dopo il caos afghano

Ma il punto conteso è uno: fino a che punto sulla polarizzazione delle scelte elettorali pesa la tv e fino a che punto invece le cosiddette «camere dell'eco» dei social in cui informazioni, idee e opinioni individuali si amplificano e si rafforzano per effetto degli algoritmi.

 

RAPPORTO DI COPPIA

Comunque lo si guardi il matrimonio tra Fox e Trump si rivela alla svelta qualcosa di unico. Superate le incertezze iniziali, ai tempi delle primarie repubblicane, l'adesione dei commentatori della Rete alla presidenza diventa subito totale. Così come l'attenzione del presidente al suo canale preferito.

 

l abbraccio di donald trump e rupert murdoch

Sono almeno una dozzina gli uomini di Fox che prestano servizio alla Casa Bianca. Uno degli ultimi è Scott Atlas, nominato capo della taskforce antipandemia. Atlas è in realtà un radiologo, ma le sue idee sul virus presentate e illustrate nelle trasmissioni di Fox conquistano il presidente. Del resto, si sa, Donald passa lunghe ore guardando le tv, e quasi sempre la tv è una sola.

 

Secondo i calcoli certosini degli specialisti, nel corso della sua presidenza Trump ha messo in Rete 1200 tweet di argomento televisivo, la larga maggioranza riguardava Fox News e ben 355 erano in diretta risposta a qualche cosa che il presidente aveva visto sul canale di Murdoch.

 

capitol hill

La corrispondenza di idee è stretta anche a proposito di pandemia. Commentatori come Sean Hannity e Tucker Carlson si fanno sostenitori di idrossiclorochina ed invermectina ed entrano in polemica volentieri contro Anthony Fauci, il virologo che rappresenta l'ortodossia vaccinale.

 

Lo stesso accade per il duello elettorale con Joe Biden. Al momento dell'assalto al Campidoglio l'imbarazzo è palpabile e non manca chi si interroga sul ruolo del presidente. Ma anche Fox News, come il partito repubblicano, è sotto certi aspetti prigioniera di Donald e dei suoi elettori.

 

assalto a capitol hill 4

La denuncia incessante da parte dell'ex presidente della frode elettorale compiuta a suo danno rischia di rivelarsi un boomerang per le future ambizioni in politica, visto che allontana gli elettori indipendenti.

 

Resta però un richiamo potente per la base dei repubblicani, i più fedeli ascoltatori della tv: due su tre pensano che il voto sia stato rubato. Ed è questa la posizione anche di Fox, che si trascina un paio di cause miliardarie, promosse dalle società produttrici macchine conta -voti, accusate di essere complici nella frode.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)