italia bancarotta

LA VERITÀ CHE NON VOGLIAMO AMMETTERE - HA RAGIONE IL CANCELLIERE AUSTRIACO KURZ QUANDO DICE CHE L'ITALIA “NON SAREBBE IN GRADO DI GESTIRE LA SITUAZIONE DEL SUO DEBITO PUBBLICO SENZA L'AIUTO DELL'UE” - SENZA GLI ACQUISTI DEI NOSTRI TITOLI PUBBLICI DA PARTE DELLA BCE DI DRAGHI E POI LAGARDE, SENZA LA POSSIBILITÀ DI ACCEDERE AI PRESTITI DEL MES, SENZA I CREDITI AGEVOLATI DELLA BEI E SENZA LA PROSPETTIVA DI UN RECOVERY FUND EUROPEO PER AIUTARCI A RILANCIARE L'ECONOMIA, OGGI L'ITALIA SAREBBE IN BANCAROTTA

Andrea Bonanni per la Repubblica

 

RUTTE KURZ MERKEL

Quando il cancelliere austriaco Kurz dice che l' Italia «non sarebbe in grado di gestire la situazione del suo debito pubblico senza l' aiuto dell' Ue» ( Bloomberg ), illustra una verità molto scomoda ma innegabile. Oggi l' Italia non si reggerebbe senza i numerosi salvagente che ci sono stati lanciati dall' Europa. È una realtà che, per motivi diversi, il mondo politico italiano non riesce ad accettare.

 

GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI

La destra anti europea di Salvini e Meloni ha bisogno di continuare a dipingere un' Europa ostile, avara e ingiusta: ammettere che il nostro Paese e le sue speranze di ripresa si reggono sugli aiuti europei equivarrebbe a un suicidio politico.

 

in prima fila roberto speranza nicola zingaretti luigi di maio giuseppe conte 3

Il M5S è come sempre indeciso e si dilania sul ridicolo interrogativo se accettare o meno i prestiti del Mes, che ci farebbero risparmiare 7 miliardi di interessi. Perfino il Pd, per malriposto orgoglio di Patria e di governo, esita ad ammettere che senza l' Europa oggi l' Italia sarebbe in bancarotta a causa del Covid.

 

lagarde draghi mattarella

Eppure questa è la fredda realtà dei fatti. Senza il Quantitative easing di Draghi e il programma straordinario di acquisti asimmetrici di Lagarde, senza la possibilità di accedere ai prestiti del Mes, senza i crediti agevolati della Bei e senza la prospettiva di un Recovery fund europeo per aiutarci a rilanciare l' economia, il nostro debito pubblico non sarebbe sostenibile solo dai mercati, o lo sarebbe a un prezzo inaccettabile. Questo non è soltanto un dato economico, ma anche un dato politico che è controproducente continuare a ignorare.

christine lagarde mario draghi

 

I nuovi Gattopardi che monotonamente chiedono "un piano Marshall" a favore dell' Italia, per poi lamentare l' assenza dell' Europa, non vogliono vedere che il piano Marshall è già stato lanciato e che «senza l' aiuto della Ue», come dice Kurz, Italia e Spagna sarebbero probabilmente avviate al default.

GIULIO ANDREOTTI E ALCIDE DE GASPERI

 

Ma dovrebbero anche ricordarsi che il piano Marshall lanciato dagli Stati Uniti nel '47 disegnò i nuovi equilibri politici dell' Europa e dell' Italia ponendo le basi di quell' Occidente che ha garantito la democrazia e il benessere per oltre settant' anni.

 

Non solo la mappa dei Paesi che beneficiarono dei finanziamenti americani finì per ricalcare la divisione dell' Europa da parte della "cortina di ferro" sovietica, con i satelliti di Mosca costretti a rifiutare l' aiuto finanziario.

alcide de gasperi va a votare nel 1946 con la moglie francesca romani

 

Anche in Italia la consapevolezza popolare della solidarietà dimostrata dagli americani contribuì in modo determinante all' esito delle elezioni del '48, che ancorarono per sempre l' Italia all' Occidente. Se De Gasperi si fosse vergognato di quegli aiuti e non ne avesse fatto invece un motivo di orgoglio, l' esito di quel voto cruciale avrebbe potuto essere diverso.

TRUMAN DE GASPERI

 

Oggi, naturalmente, non ci sono le stesse condizioni del Dopoguerra. Non c' è una potenza vincitrice di un conflitto, non c' è un Paese in macerie e non c' è una responsabilità oggettiva dell' Italia nella catastrofe del Covid.

 

A parte la brutalità di Kurz, gli altri governi europei evitano per amicizia e buona educazione di ricordare in pubblico in modo esplicito quanto sia essenziale per noi l' aiuto dell' Europa. Ma proprio per questo dovremmo essere noi i primi a rendercene conto e a ricordarlo.

 

angela merkel incazzata

Anche se i soldi europei stanno arrivando e continueranno ad arri vare senza condizioni esplicite, non possiamo far finta di ignorare il salvagente che ci tiene a galla ed evitare di trarne le conseguenze politiche.

 

Rispondendo davanti al Bundestag sulla sentenza anti Bce della Corte costituzionale tedesca, Angela Merkel ha citato Delors quando disse che «l' Unione monetaria non basta, dobbiamo arrivare all' Unione politica».

 

L' aiuto europeo che sta tenendo a galla l' Italia e la Spagna si inserisce in questo processo, come il Piano Marshall mise le basi per la creazione della Nato e della Cee. La politica italiana dovrebbe capirlo e cogliere questa opportunità al volo, come fece allora Alcide De Gasperi. Se solo oggi ce ne fosse uno.

 

 

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)