del giudice mughini

LA VERSIONE DI MUGHINI - "DANIELE DEL GIUDICE È STATO IL MIGLIORE SCRITTORE ITALIANO DELLA SUA GENERAZIONE. FU MIO AMICO E COLLEGA AL QUOTIDIANO “PAESE SERA”. QUELLO CHE PIÙ DI TUTTO CI AFFRATELLAVA ERA CHE NÉ IO NÉ LUI FACEVAMO PARTE DELLA SCHIERA DI GIORNALISTI COMUNISTI. DOPO ESSERMENE ANDATO DA 'PAESE SERA', NON L’HO MAI PIÙ SENTITO. NATURALMENTE SAPEVO DI LUI, OLTRE CHE LEGGERE QUASI TUTTI I SUOI LIBRI. SEPPI SUBITO DELLA MALATTIA CHE…"

Giampiero Mughini per Dagospia

 

giampiero mughini foto di bacco

Caro Dago, sarà stato il 1975 o il 1976 quando Daniele Del Giudice, che era mio amico e collega al quotidiano paracomunista romano “Paese Sera”, ruppe il rapporto con sua moglie, uscì di casa e per un paio di mesi rimase ospite a casa mia. Alla sera lui che cucinava benissimo si apprestava ai fornelli, io mettevo in tavola.

 

Una volta che venne a cena un giornalista esperto di cinema, mi accorsi che guardava con sospetto alla “strana coppia” che io e Daniele costituivamo. Quello che più di tutto ci affratellava al giornale era che né io né lui facevamo parte della schiera di giornalisti comunisti o comunistizzabili che costituivano il 95 per cento del giornale.

 

Daniele non era comunista né anticomunista né acomunista, era “altrove” con tutto sé stesso e innanzitutto con la sua maniera (già allora molto creativa) di intendere la scrittura su un giornale di carta. Quanto a me ero già notevolmente anticomunista, tanto che facevo parte di quella redazione di “Mondoperaio” (la rivista mensile del Psi ai tempi di Bettino Craxi) che stava lanciando un’offensiva culturale contro l’egemonia del Pci a sinistra.

daniele del giudice

 

Quando alla direzione del “Paese Sera” arrivò Aniello Coppola, un giornalista intensamente comunista ma immensamente leale sul piano intellettuale, proprio noi due ebbe in simpatia. E ci affidò un lavoro che dividevano al modo di una mezzadria. Curavamo entrambi la terza pagina del giornale, nel senso che una settimana io e una settimana lui la impaginavamo, editavamo i pezzi, li titolavamo.

 

Una settimana io e una settimana lui scrivevamo pezzi da terza pagina, pezzi ampi e dunque fra i più “liberi” del giornale. Io mettevo in pagina i suoi pezzi, lui metteva in pagina i miei. Una volta gli tagliai un capoverso di una decina di righe per impaginare meglio il tutto; Daniele se ne risentì.

mughini

 

Non ce la facevo proprio a lavorare per un giornale così compattamente filocomunista. I dettagli non contano, a fine settembre del 1978 rassegnai le dimissioni. Non mi pare che Daniele nell’occasione mi mandasse un saluto o un augurio, probabilmente giocava negativamente tra noi due quell’avere io amputato un suo testo di una decina di righe, che lui aveva tutto il diritto di reputare sacre.

 

daniele del giudice

Daniele rimase ancora un paio d’anni al “Paese Sera”, solo che lui era davvero “altrove”. Stava covando il mestiere che era irresistibilmente il suo - il mestiere di scrittore, che in lui era una seconda pelle o forse la prima pelle - e dov’era dieci anni avanti rispetto a tanti di noi. Lessi con ammirato sbalordimento quel suo esordio fulminante, ”Lo stadio di Wimbledon”, dove lui così magistralmente rievocava il destino del massimo non-scrittore italiano del Novecento, un Bobi Bazlen di cui io nel 1982 non sapevo quasi nulla.

 

daniele del giudice

Eccome se c’era un mistero attorno a Bazlen. Eccome se c’era un mistero attorno a Daniele, di cui non so dire che cosa fosse divenuto negli anni Ottanta e Novanta e a parte essere il migliore scrittore italiano della sua generazione. Non l’ho mai più sentito dopo essermene andato dal “Paese Sera”. Naturalmente sapevo di lui, oltre che leggere quasi tutti i suoi libri. Seppi subito della malattia che precocissimamente lo rubò a se stesso e che adesso gli ha tolto la vita. Addio, Daniele

giampiero mughini foto di bacco

 

 

 

GIAMPIERO MUGHINI

daniele del giudice coverpaolini del giudice

Ultimi Dagoreport

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...