alberto cirio luigi icardi regione piemonte

IL VIRUS DELLA POLITICA – IN PIEMONTE LA GESTIONE DISASTROSA DELLA PANDEMIA HA SCATENATO UN CASINO NELLA GIUNTA REGIONALE: CIRIO HA DI FATTO COMMISSARIATO L’ASSESSORE ALLA SANITÀLUIGI ICARDI, CHE A SUA VOLTA SI DICE PRONTO AD “ANDARE IN GALERA A TESTA ALTA” E ATTACCA – IL TUTTO MENTRE I CONTAGI INIZIANO FINALMENTE A CALARE, DOPO CHE PER UN MESE LA SITUAZIONE NELLA REGIONE ERA PEGGIORE CHE IN LOMBARDIA…

 

 

 

Andrea Rossi per “la Stampa”

ALBERTO CIRIO CON LA MASCHERINA

 

Nella Regione che anche secondo l' Imperial College - dopo aver paurosamente vacillato nella gestione dell' epidemia - è la più esposta alle possibili ripercussioni di una ripresa del contagio, c' è un presidente di Regione che ha nei fatti commissariato il suo assessore alla Sanità, affidando le scelte più delicate a un gruppo di esperti, un assessore alla Sanità che si dice pronto «ad andare in galera a testa alta» ma al tempo stesso si defila («non decido io, c' è un commissario») e attacca i consulenti nominati dal suo governatore.

 

luigi icardi con salvini

C' è un presidente espressione di Forza Italia, ma a capo di una giunta egemonizzata dalla Lega (sette assessori su undici), ai ferri corti con almeno un paio di suoi collaboratori, che difficilmente potrà sostituire perché blindati dall' azionista di maggioranza della coalizione.

luigi icardi

 

E c' è un partito, la Lega, i cui esponenti sono bersagliati da accuse e critiche, che mostra segnali di insofferenza verso un governatore che, dopo una gestione "domestica" della prima fase dell' emergenza, fiutato il baratro, ha cambiato schema e interlocutori.

Accade questo in Piemonte, ora che la forza del virus sembra perdere vigore. Dalla fine della scorsa settimana i numeri preoccupano di meno: 27.939 casi (165 in più di martedì), ma anche quasi 7 mila guariti, 150 pazienti dimessi ieri dagli ospedali e 300 usciti dall' isolamento domiciliare.

luigi icardi 2

 

La soglia di attenzione resta alta, non fosse altro perché nella seconda metà di aprile i casi totali accertati sono aumentati di un terzo, e nessuna regione è stata così in difficoltà. I test sierologici sono appena partiti mentre in altre regioni i medici di base li possono già prescrivere agli assistiti, i dispositivi mancano (ieri la Regione ha bocciato una partita di 18 mila tute arrivata lunedì da Roma perché non idonee a uso medico), i medici sono furibondi.

 

ALBERTO CIRIO CON LA MASCHERINA

In questo contesto è iniziata la resa dei conti, come se l' emergenza fosse finita. L' ultimo cortocircuito l' ha innescato Luigi Icardi, ex sindaco di Santo Stefano Belbo, paese natale di Cesare Pavese: aspirava a fare l' assessore all' Agricoltura, gli è toccata la Sanità e la più grande emergenza dal dopoguerra a oggi. È il bersaglio prediletto degli ultimi due mesi: sindaci, medici, infermieri, gestori di Rsa.

 

CHIARA APPENDINO

Martedì si è sfogato: contro i sindacati, che esistono «solo se protestano», contro gli assembramenti a Torino. Tre giorni fa aveva litigato platealmente con il sindaco di Asti Rasero, sponda centrodestra, sulle Rsa. Ieri la sindaca di Torino Appendino ha perso la pazienza: se la Regione crede che ci siano troppe persone in giro intervenga e chiuda i parchi; piuttosto, si occupi di contenere i contagi facendo test sui luoghi di lavoro.

 

luigi icardi

Ma soprattutto, senza mai citarlo, Icardi ce l' aveva con Alberto Cirio, il suo presidente, che nei giorni più bui l' ha relegato in un angolo affidandosi a tre esperti: l' ex ministro Ferruccio Fazio, il virologo Giovanni Di Perri e l' epidemiologo Paolo Vineis. Fazio ha criticato la gestione della Fase 1, Di Perri con Icardi si era scontrato sulla gestione dei tamponi a inizio marzo (sosteneva bisognasse farne molti di più), per Vineis le morti dentro le Rsa si potevano evitare. Un trittico durissimo. Icardi ha reagito: «Sono sciocchezze». Ieri ha corretto il tiro ma non troppo.

 

Il suo vero obiettivo era Cirio, con cui è ai ferri corti, così come l' altra grande accusata, l' assessore al Welfare Chiara Caucino, le cui deleghe abbracciano anche le Rsa.

Il presidente ieri era furibondo, la Lega nervosa. Con 23 consiglieri di maggioranza su 32 e sette assessori su undici ci sono pochi dubbi sui rapporti di forza. Cirio, però, con le task force si è conquistato uno spazio di autonomia, che comincia a dare fastidio al suo potente alleato.

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”