donald trump impeachment soleimani bill clinton iraq

IL VIZIETTO DEI PRESIDENTI USA: BOMBARDARE PRIMA DELLE ELEZIONI – TRUMP, CHE AVEVA PROMESSO IL DISIMPEGNO AMERICANO, ORA PUNTA SUL PATRIOTTISMO PER RICOMPATTARE L’ELETTORATO CONSERVATORE E ANDARE SICURO VERSO LA RIELEZIONE. ANCHE PERCHÉ I SUOI AVVERSARI FANNO I PACIFISTI MANCO SOLEIMANI FOSSE UN SINCERO DEMOCRATICO - IL PRECEDENTE: NEL 1998 BILL CLINTON FECE PIOVERE BOMBE CONTRO L’IRAQ DI SADDAM HUSSEIN PRIMA DEL DIBATTITO SULL’IMPEACHMENT, CHE FU RINVIATO… – VIDEO

 

Anna Guaita per “il Messaggero”

 

OBAMA BUSH

Né George Bush né Barack Obama si erano sognati di uccidere Qassem Soleimani. Il timore che l' esecuzione dell' eroe dell' Iran militarista e integralista potesse portare a una vera e propria guerra con Teheran fermò sia il presidente della guerra afghana e irachena, sia quello della guerra siriana. Che a troncare la vita di Soleimani, e con lui quella del generale iracheno Abu Mahdi al-Mihandis, sia stato proprio Donald Trump, che da civile aveva condannato sia Bush che Obama per le loro «eterne guerre», non deve però stupire più di tanto.

qassem soleimani 1

 

Trump, che aveva promesso di governare da «colomba», scopre pian piano quanto invece gli può tornare utile agire da falco, soprattutto in un anno elettorale, e quando il processo di impeachment sta per inaugurarsi al Senato.

trump fucile 1

 

L' ANELITO PATRIOTTICO

L' attacco contro il sanguinario Machiavelli del Medio Oriente ha infatti le carte in regola per suscitare nel pubblico americano un anelito patriottico, e possibilmente contribuire a produrre per il suo autore una vittoria elettorale il prossimo novembre. Donald Trump come George Bush, dunque, bandiera in mano, Patria sulle labbra, e migliaia di soldati (almeno 3.500) che partono alla volta del Medio Oriente.

 

abu mahdi al muhandistrump fucile

Gli Stati Uniti hanno anche preallertato le loro truppe di stanza a Vicenza: potrebbero essere dispiegate in Libano a difesa dell' ambasciata Usa a Beirut dai 130 a oltre 700 militari. Eppure Donald insiste: «Non voglio la guerra. Voglio la pace». Lo ha detto poche ore dopo aver dato il via all' attacco contro Soleimani. Ma se non vuole la guerra, forse Trump crede davvero ai consigli del genero Jared Kushner, il quale è convinto che per riportare l' Iran al tavolo dei negoziati bisogna «stritolarlo».

 

il corpo di qassem soleimani

E stritolare è effettivamente quello che Trump ha tentato di fare con Teheran sin dal sua insediamento, quando ha gettato alle ortiche il trattato faticosamente negoziato da Barack Obama e i leader di cinque altre nazioni con l' Iran perché questi rinunciasse alla corsa al nucleare. Ritiratosi dal trattato, e alla ricerca di un «un nuovo accordo più forte», Trump ha continuato ad agire da solo, imponendo severissime sanzioni economiche contro il Paese degli ayatollah, con l' effetto di metterlo in ginocchio economicamente e generare proteste nelle strade. La sua politica della «massima pressione» è dunque andata facendosi sempre più severa.

NEL 1998 BILL CLINTON BOMBARDO' L'IRAQ PRIMA DEL DIBATTITO SULL'IMPEACHMENT

 

I DUBBI A WASHINGTON

il tweet di donald trump dopo l'raid usa a baghdad

Ma se molti sono d' accordo che sia stato giusto uccidere «l' uomo più malefico del Medio Oriente», come Soleimani era soprannominato, è anche forte la sensazione che l' atto non sia stato condotto nel modo migliore e che difficilmente porterà a nuovi negoziati. Ancor più forte è il dubbio che il presidente abbia in mente una chiara strategia di lungo termine: «Uccidere Soleimani è un atto moralmente giustificato ha commentato l' analista repubblicano Max Boot, già consigliere di George Bush -, ma dove vuole arrivare il presidente? Ha deciso quale sarà il prossimo passo? Quale impatto strategico di lunga durata sta cercando?» D' altronde Trump al solito ha operato segretamente: non ha informato gli alleati, non ha informato i membri del Congresso, e ha colto tutti di sorpresa.

BILL CLINTON MONICA LEWINSKY

 

ali khamenei con qassem soleimani

I repubblicani difendono comunque il suo operato, contenti che un acerrimo nemico di Israele e degli Usa sia stato eliminato. I democratici stessi sono soddisfatti della fine di Soleimani, ma protestano per la tendenza autocrate di Trump di procedere fingendo che il Congresso non esista.

 

donald trump istituisce le forze spaziali 1

Non ci sono dubbi: con la clamorosa missione militare e con l' invio di altre migliaia di soldati in Kuwait, Trump ha voluto spostato il discorso politico su temi in cui il Paese tende a unirsi patriotticamente.

 

IL TWEET DI DONALD TRUMP DOPO IL VOTO SULL'IMPEACHMENT

Quanto durerà questo anelito rimane però un mistero. C' è già chi ricorda il film Wag the dog, in cui un presidente in difficoltà lancia una finta guerra per distrarre l' opinione pubblica. E c' è chi ricorda come Bill Clinton bombardò l' Iraq di Saddam Hussein nel dicembre del 1998, alla vigilia dell' inizio del dibattito alla Camera sul suo impeachment. Difficile peraltro non ricordare che a giorni dovrebbe inaugurarsi al Senato il processo vero e proprio contro Trump, dopo che la Camera ha spiccato contro di lui due mandati di accusa per abuso di potere e ostacolo del Congresso sulla faccenda dell' Ucraina.

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....