mattarella berlusconi quirinale osho

UNA VOLTA IL CHIODO FISSO DI BERLUSCONI ERA IL BUNGA BUNGA, ORA È IL COLLE – IL “BANANA” ORMAI È FUORI DI TESTA E CREDE DAVVERO DI AVERE QUALCHE CHANCE PER IL QUIRINALE. DOPO ESSERSI ALLISCIATO I GRILLINI PROVA A COCCOLARSI LA MELONI AD ATREJU: “FIRMERÒ PER L’ELEZIONE DIRETTA DEL CAPO DELLO STATO” – E MENTRE MANDA SEGNALI DI FUMO A CONTE E DI MAIO, HA INCARICATO GIANNI LETTA DI ORGANIZZARE UN INCONTRO CON IL NIPOTE ENRICO…

matteo salvini e giorgia meloni incontrano silvio berlusconi nella sua villa a roma 15

BERLUSCONI FA BENE A SOGNARE IL QUIRINALE: UN SONDAGGIO LO DA' SECONDO NEL GRADIMENTO DEGLI ITALIANI (20,6%) SECONDO SOLO A DRAGHI (23,4%) E PRIMA DEL MATTARELLA-BIS (19,3%) - IL CAV, ORMAI FUORI DI TESTA, HA CHIESTO AL FIDATO GIANNI LETTA DI ORGANIZZARE UN INCONTRO CON IL NIPOTE, ENRICO LETTA, PER DISCUTERE DELLA SUA ELEZIONE AL COLLE. AL VOLTO BASITO DELL'EMINENZA AZZURRINA, HA RISPOSTO CON LO SLANCIO MESSIANICO DI CHI È CONVINTO DI POTER ARRIVARE DOVE VUOLE: "SONO SICURO CHE SE GLI PARLO, LO CONVINCO..."

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/dagoreport-berlusconi-fa-bene-sognare-quirinale-sondaggio-291455.htm

 

SILVIO BERLUSCONI GIORGIA MELONI

«OK AL PRESIDENZIALISMO», BERLUSCONI APRE A MELONI

Emilio Pucci per “il Messaggero”

 

«Attendo di sapere quando potrò venire a firmare la vostra petizione per l'elezione diretta del capo dello Stato». Nel segno del presidenzialismo, Silvio Berlusconi fa (telefonicamente) il suo ingresso alla festa di Fratelli d'Italia e riallaccia come si deve il rapporto con l'alleato dopo gli attriti delle settimane scorse.

 

GIANNI LETTA BERLUSCONI

Un passaggio della sua campagna per lanciarsi come candidato al Quirinale. Candidatura che ufficialmente ancora non esiste, ma per lui il voto del Colle è un chiodo fisso. Vede nell'elezione del presidente della Repubblica la sua rivincita, anche se con i suoi interlocutori ammette che le chances di riuscire nell'impresa non sono molte.

 

BERLUSCONI FINGE DI NON VEDERE CONTE E NON LO SALUTA

«Comunque da quel voto emergerà che sono io il campione del centrodestra, l'uomo simbolo». Non Salvini o Meloni di cui comunque si fida (e ieri il leghista ha lanciato un appello all'unità tra alleati: «Se siamo uniti, vinciamo le elezioni e governiamo per dieci anni»). Ottenere il maggior numero di consensi possibile nel voto segreto è la sua principale preoccupazione.

 

DI MAIO BERLUSCONI

Ora che perfino Di Maio e Conte lodano la sua apertura sul reddito di cittadinanza, con il presidente M5s che ieri ha definito il Cavaliere «una figura istituzionale che ha fatto anche cose buone e interpretato la voglia di rinnovamento di una parte del Paese». Mentre il renziano Rosato ha sottolineato che «Berlusconi fa parte del Ppe, FI è un partito con cui siamo con serenità al governo».

 

Complimenti che al presidente azzurro fanno piacere, e che incassa al di là dell'esito del voto di febbraio. Ieri l'ex presidente del Consiglio è intervenuto alla festa di Atreju. Con parole rassicuranti. Esaltando la strategia di confronto e dialogo di Fdi, portata avanti «non per annullare le differenze» ma «per comprendere le ragioni dell'altro».

GIORGIA MELONI SILVIO BERLUSCONI

 

«Sono orgoglioso ha spiegato - di essere vostro alleato, in un centrodestra che per tutti noi è una scelta di campo irreversibile» anche se il «bipolarismo non dovrà tornare ai toni rabbiosi del passato». «Non ho dubbi che le idee migliori siano le nostre. Le idee con le quali nel 2023» l'alleanza «si candida a tornare al governo del Paese», ha osservato sgombrando il campo da ipotesi di scompaginamento di un asse «nato 28 anni fa», unito «da un solido progetto» nonostante sia composto «di realtà diverse, con culture politiche diverse.

matteo salvini e giorgia meloni incontrano silvio berlusconi nella sua villa a roma 10

 

Il presidente azzurro ha riconosciuto a Fratelli d'Italia di condurre «un'opposizione seria, responsabile, nell'interesse della Nazione». Ma ovviamente ha difeso le ragioni per le quali si è schierato al fianco di Draghi. Ed è proprio l'attuale presidente del Consiglio che Berlusconi vede come unico competitor per la successione di Sergio Mattarella.

 

È risaputo che il Cavaliere ritiene necessaria la permanenza dell'ex numero uno della Bce a palazzo Chigi. Ma Berlusconi spera di essere lui a mettere d'accordo non solo il centrodestra. Il suo auspicio è che lo votino una parte degli ex pentastellati e anche una ventina del Movimento 5 stelle. Qualche azzurro già si è mosso con i gruppi M5s, con la tesi che solo con Berlusconi c'è la garanzia che non si andrà a votare.

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