corea lee jemyung yoon seok youl avatar

VOTA AVATAR! - IN COREA DEL SUD È INIZIATA UNA CAMPAGNA ELETTORALE CHE RISCHIA DI ESSERE L'ENNESIMA PROVA DELLA CRISI PROFONDA CHE ATTRAVERSANO LE VECCHIE E NUOVE DEMOCRAZIE – I DUE CANDIDATI FAVORITI HANNO CREATO UN “AVATAR” PER ATTIRARE I GIOVANI E I “CRIPTO-ELETTORI” – LE VERSIONI DIGITALI DEI POLITICI VENGONO USATE PER DIRE COSE CHE I VERI CANDIDATI NON POTREBBERO MAI DIRE IN PUBBLICO, MA CHE ALLA GENTE PIACE SENTIRE (UN PO' ALLA TRUMP) – “IL PAESE, DOPO ESSERSI LIBERATO DEI MILITARI E DEI DITTATORI, RISCHIA DI PRECIPITARE IN UNA NUOVA FORMA DI AUTORITARISMO POPULISTA”

lee jaemyung 1

Pio D’Emilia per “Avvenire”

 

In Corea del Sud è iniziata una campagna elettorale che rischia di essere l'ennesima prova della crisi profonda che attraversano le vecchie e nuove democrazie. Nonostante l'emergenza sanitaria - pericolosamente aggravatasi in questi ultimi giorni (oltre 80mila contagi, ieri) dopo che il Paese era stato tra quelli che più efficacemente l'aveva tenuta sotto controllo, senza imporre alcun lockdown - e la crisi economica, sociale e culturale in cui versa la nazione, sembra che la politica non interessi più ai cittadini. 

 

yoon seok youl1

Lo dicono i sondaggi sulle presidenziali del 9 marzo, che parlano di oltre un terzo degli elettori ancora indecisi (tra i giovani, la percentuale supera il 50%) e lo conferma il dibattito - si fa per dire perché di contenuti e di «programmi» si parla poco, prevale l'insulto reciproco - tra i candidati. 

 

Quattro in tutto, di cui due, quello del Partito del popolo (attualmente all'opposizione) Yoon Seok-youl e quello del Partito democratico Lee Jaemyung (attualmente al governo) sono i favoriti per la vittoria finale e vengono accreditati, negli ultimi sondaggi del 39% circa dei consensi. 

 

ai yoon 6

Entrambi non hanno mai seduto in Parlamento, entrambi sono stati indagati (uno, Lee, ancora lo è) per vari reati finanziari e sospetta corruzione, entrambi sembrano cavalcare l'ondata di riflusso «antifemminista» che ha colpito negli ultimi anni la società coreana.

 

Ma soprattutto, entrambi hanno affidato a "spinner" senza scrupoli la gestione di una campagna elettorale che si annuncia particolarmente povera di contenuti, populista e aggressiva, senza esclusione di colpi e condotta con ogni mezzo. Compresi gli "avatar".

 

Indietro nei primi sondaggi, il candidato dell'opposizione, Yoon Seok-youl, un ex procuratore generale che l'attuale presidente Moon Jae-in aveva nominato all'inizio del suo mandato per «spazzare via la corruzione» ma che poi si è dimesso denunciando le pressioni del governo e del partito al potere affinché ai loro uomini venisse riservato un trattamento privilegiato, ha accettato l'idea del suo team (diretto da un guru dei videogiochi ed esperto di intelligenza artificiale) e ha dato il via libera ad «AI Yoon». 

 

ai yoon 4

Un avatar che oltre a togliergli una ventina d'anni, dice cose che il vero Yoon sicuramente pensa ma che non potrebbe mai dire in pubblico, men che meno nel corso di una campagna elettorale. Ma soprattutto, cose che alla gente piace sentire, un po' alla Trump, per intenderci: populismo d'osteria, muso duro in politica estera con chiunque (Cina, Giappone e ovviamente il regime del Nord), grande attenzione per la new economy e occhiolino strizzato nei confronti dei cosiddetti «cripto-elettori», i giovani che hanno rinunciato a comprarsi una casa e metter su famiglia e che investono i loro soldi in Borsa e nelle criptovalute. 

 

lee jaemyung avatar

Pare siano oltre 5 milioni ed il loro voto potrebbe essere decisivo. Di qui la promessa di liberalizzare ulteriormente - in netta controtendenza con altri Paesi - un settore che in Corea come altrove ha già prodotto molti danni. L'idea dell'avatar, che appare un po' dappertutto, in tv, su megaschermi nelle strade, e in spot che spopolano sui cellulari, ha funzionato alla grande, facendogli raggiungere e superare in pochi giorni il suo rivale democratico, che aveva impostato la campagna in modo più tradizionale e che fino ad un mese fa aveva oltre 10 punti di vantaggio. 

lee jaemyung 3

 

Al punto che lo stesso Lee, dopo aver duramente criticato l'iniziativa, definendola «decadente e depravata», e giungendo a citare nel corso di un dibattito il famoso testo di Daniel Ziblatt e Steve Levitsky sulla morte della democrazia («How Democracies Die») ha finito per copiarlo. 

 

ai yoon 5

Da un paio di giorni è infatti spuntato fuori anche il suo avatar, che però non è aggressivo, spaccone e volgare come quello di Yoon: piuttosto lo ridicolizza e invita la gente a tornare con i piedi per terra: «Ascoltate i veri leader, non i pupazzi come me». «La domanda stavolta non è chi vincerà le elezioni - scrive nel suo blog Gi Wook Shin, docente di storia contemporanea coreana presso la Stanford University - ma lo stato di grave "depressione" in cui versa la nostra democrazia. Ed il rischio che il Paese, dopo essersi liberato dei militari e dei dittatori, precipiti in una nuova forma di autoritarismo populista». Se la politica viene delegata agli avatar il rischio c'è.

ai yoon 2yoon seok youl3ai yoon 1yoon seok youl2lee jaemyung 1ai yoon 3lee jaemyung 2

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO