matteo salvini letizia moratti giorgia meloni attilio fontana

VOTO A PERDERE – SALVINI HA FRETTA: IERI HA PROPOSTO IL 12 FEBBRAIO COME ELECTION DAY PER LE REGIONALI IN LAZIO E LOMBARDIA. IL MOTIVO È SEMPLICE: DA UN LATO HA PAURA DI LETIZIA MORATTI. DALL’ALTRO, TEME UN CAPPOTTO DELLA MELONI! – LINA PALMERINI: “SI ACCELERA PER NON CONCEDERE TEMPO ALLA CAMPAGNA DELLA CANDIDATA DI CALENDA, IN GRADO DI RUBARE ALLA DESTRA E IMPOVERIRLA” – “C'È POI UN'ALTRA RAGIONE. AL MINISTERO DELL'ECONOMIA PREVEDONO CHE A MARZO FINIRANNO I SOLDI PER LE MISURE SUL CARO-ENERGIA MENTRE L'ECONOMIA RALLENTERÀ. E IN UNA REGIONE COME LA LOMBARDIA NON SAREBBE LA SPINTA ELETTORALE GIUSTA…”

Lina Palmerini per “il Sole 24 Ore”

 

GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI CONFERENZA STAMPA MANOVRA

Non è ancora cominciato l'iter della legge di bilancio che i partiti si muovono già sul prossimo appuntamento elettorale. E c'è chi si muove per affrettare i tempi. Salvini per esempio.

 

Ieri, in una giornata molto triste segnata dai funerali di Stato per Roberto Maroni, il leader leghista ha riunito il consiglio federale del partito proponendo l'election day per le regionali di Lazio e Lombardia il 12 febbraio.

 

In pratica, appena una settimana dopo la finestra temporale che si apre per andare al voto e che si chiude i primi di maggio. Non c'è dubbio che è una spinta ad accelerare i tempi ma la domanda è il motivo di tanta fretta.

 

LETIZIA MORATTI

È vero che in quelle stesse settimane il Pd sarà alle battute finali del congresso per l'elezione del nuovo segretario, dunque, sarebbe come fare una corsa in cui l'altro zoppica ma i Dem non hanno mai vinto e non sono mai stati una minaccia. Probabilmente non lo saranno nemmeno se riusciranno a fare un accordo con i 5 Stelle, come filtrava ieri dalle ultime riunioni tra i rispettivi partiti.

 

luca zaia matteo salvini massimiliano fedriga attilio fontana

Più convincente è la preoccupazione di dover gareggiare con Letizia Moratti e dunque si accelera per non concedere tempo alla campagna elettorale della candidata di Calenda. Anche se nei sondaggi parte indietro, tuttavia, è in grado di rubare voti in quel campo di destra e impoverirlo. Perfino nel Carroccio lo ammettono a mezza bocca.

 

Dalle parti di Fontana sono convinti che lui ce la farà e che, tuttavia, il problema resta il partito. Si teme, cioè, un'altra batosta dopo il 25 settembre, con il partito della Meloni che supera sia Salvini che Berlusconi e finisce per governare di fatto la Regione comprimendo la gestione leghista.

 

matteo salvini e attilio fontana

A quel punto diventerebbe concreta la prospettiva che FdI cominci a chiedere di mettere i "suoi" candidati anche in quelle Regioni finora dominate dal Carroccio. Basta chiedere a chi sta in Piemonte - dove Fratelli d'Italia ha una robusta rappresentanza anche parlamentare - in Veneto, Friuli o Trentino dove già si mette in conto un riequilibrio dei rapporti di forza che da Roma si estenderebbe in quella che una volta era la Padania.

 

matteo salvini giorgia meloni

C'è poi un'altra ragione di preoccupazione, forse la principale. Chi è più accorto racconta dei timori che si respirano al ministero dell'Economia (ma pure a Palazzo Chigi) dove prevedono che a marzo finiranno i soldi per le misure sul caro-energia mentre l'economia rallenterà. E in una Regione come la Lombardia, ad alta densità di imprese, non sarebbe la spinta elettorale giusta. Soprattutto se gli avversari avessero più tempo per fare campagna. Meglio anticipare a febbraio.

MATTEO SALVINILUCA ZAIA MATTEO SALVINI ATTILIO FONTANAGIANMARCO SENNA MATTEO SALVINI

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?