clemente mastella giuseppe conte

VUOI I COSTRUTTORI? FAMMI COSTRUIRE – MIRACOLO: DUE GIORNI FA LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO BY CONTE HA DATO L'OK AD UN MEGA FINANZIAMENTO PER LA CITTA' DI BENEVENTO, AMMINISTRATA DA MASTELLA, PER COSTRUIRE UN ENORME PARCHEGGIO SOTTERRANEO. GLI AMBIENTALISTI PROTESTANO, MA IL GOVERNO CONTE-CASALINO E' (QUASI) SALVO! – LA SMENTITA DI MASTELLA

LA SMENTITA DI MASTELLA:

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/smentita-mastella-ldquo-oltre-non-conoscere-alcuna-impresa-258208.htm

 

 

Angelo Moretti*  per Vita.it

*Presidente del Movimento Civico22

 

CLEMENTE MASTELLA

Nella politica italiana c’è una malattia rara, un accumulo di cellule impazzite che restano sopite per anni senza contare praticamente nulla nel corpo democratico, per poi far sentire tutto il loro peso quando il corpo è in crisi. Queste cellule non vengono in aiuto, vengono a capire cosa poter tirare fuori di buono per loro da una crisi. Come succede nella finanza speculativa: se fiutano l’affare possono investire nell’energie da fonti rinnovabili anche se un attimo prima erano i re del carbon fossile, diversificano sempre il portafoglio pur di averne uno.

 

BEPPE GRILLO E GIUSEPPE #CONTE

Questa malattia ha tenuto in vita diversi governi grazie ai ricatti incrociati tra minuscole forze politiche che essendo privi di una visione e di un’appartenenza possono concedere a chiunque una fiducia estemporanea.

 

Quando questa malattia si manifesta c’è un piccolo popolo, i beneventani, che ne paga le conseguenze più di tutti, un popolo che comincia puntualmente ad arrossire dalla vergogna...perché tra quelle cellule compare da trent’anni sempre lui, Clemente Mastella, e come uno ione di sodio nell’acqua di una famosa pubblicità si aggira per il Parlamento e nei palazzi romani a chiedere se c’è qualcuno che lo ascolti, perché lui è pronto a saltare di nuovo in carrozza.

MATTEO RENZI E GIUSEPPE CONTE COME BUGO E MORGAN

 

In questo momento, per la cronaca, Mastella è un sindaco in uscita che verrà ricordato per tre gesti importanti ed in controtendenza mondiale: aver vietato l’uso delle biciclette nel centro storico di Benevento, aver deliberato l’abbattimento di oltre trecento pini secolari senza un vero studio sulla loro pericolosità, aver fatto chiudere l’unico centro di socializzazione per disabili della città di Benevento.

 

LA STORIA CONTRO RENZI PUBBLICATA NEL PROFILO UFFICIALE DI GIUSEPPE CONTE

Per reagire a questi scempi la società civile si è organizzata in diversi movimenti civici, che sono riusciti ad arginare la frana, a fare obiezione di coscienza sull’uso delle biciclette, a are resistenza alla delibera sul taglio indiscriminato dei pini e far rinascere quel centro per disabili in un’altra sede.

 

Ma non appena l’odore di crisi di governo è arrivato nel Sannio ecco che il nostro è riuscito ad assestare un altro colpo, che questa volta potrebbe essere fatale per questo piccolo centro del Sud: nella giornata campale del 13 gennaio 2021, quando tutte le segreterie politiche erano impazzite ed il nostro eroe nazional popolare di Benevento imperversava sui talk show televisivi, da Roma, palazzo Chigi, sede delle trattative, arriva magicamente un lasciapassare al finanziamento all’opera più insulsa, inutile e dispendiosa di questa piccola città.

 

conferenza stampa di fine anno di giuseppe conte 1

Grazie al fondo “Periferie” della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il sindaco Mastella è riuscito a far piazzare un finanziamento per un mega parcheggio sotterraneo e per un palazzone di cinque piani nel centro più focale di Benevento, nella città in cui un mega parcheggio pubblico è già fallito ed un altro sopravvive a furia di debiti, nella città in cui la qualità dell’aria anche durante il lockdown secondo il rapporto di Legambiente è peggiorata 41 volte, uno dei pochissimi casi di Italia, in cui il rapporto tra automobili e popolazione residente è tra i più alti di Italia, con quasi trentottomila auto per meno di sessantamila abitanti, nella città in cui oltre il 30% del patrimonio immobiliare è in disuso Mastella è riuscito a farsi finanziare da quel corpo in crisi una nuova inutile opera massicciamente volumetrica.

 

clemente mastella e la moglie sandra

La società civile si era opposta con tutte le forze a questo progetto scellerato deliberato dopo due mesi dall’insediamento, nel 2016, e sembrava esserci riuscita, aveva anche presentato un progetto alternativo, improntato agli spazi verdi e di socializzazione, per quasi cinque anni ci eravamo riusciti, poi è arrivata la crisi e con la crisi hanno di nuovo tolto i freni a Mastella. Il 13 gennaio 2021 palazzo Chigi ha fatto sapere di aver approvato il progetto.

 

Rocco Casalino conferenza stampa di fine anno di giuseppe conte 22

E mentre tutti guardano sollevati a Roma per le sorti del governo salvato dai “costruttori” (nome quanto mai azzeccato, non collegato tanto a Mattarella quanto alle ditte casertane che si sono aggiudicate gli appalti!) a Benevento la città piange amaramente perché dovrà salutare piazza Risorgimento, una delle sue piazze più importanti, svanendo così il sogno di una città improntata al verde ed allo sviluppo sostenibile.

 

CLEMENTE MASTELLA - VINCENZO DE LUCA - SERGIO MATTARELLA

Ecco chi paga le conseguenze di queste crisi, una città in ginocchio, 81esima provincia di Italia per qualità della vita, che da decenni per il salvataggio della patria viene utilizzata nel risiko nazionale come pedina da abbattere.

 

Ma non è una storia locale, sbaglia chi crede che la caduta di Benevento sia un fatto marginale per il Paese. E’ una storia nazionale, perchè in questo eterno ritorno a dare peso ai Mastella di turno si nasconde il vortice di un’Italia che dovrebbe progettare Next generation ed invece è inchiodata al vecchio che ha generato tutte le sue crisi.

 

GIUSEPPE CONTE BEVE VINO

 È una storia nazionale perché dare finanziamenti ad uno sviluppo in-sostenibile delle piccole e medie città rende ipocrita ogni Piano di resilienza nazionale. Come piazza Taksim non era una semplice piazza e la sua caduta è stata l’inizio della deriva autoritaria di Erdogan, piazza Risorgimento non è solo un puntino invisibile della cartina dell’Italia è il simbolo di una disfatta o di un rinnovo del paese.

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