esercito afgano

A WASHINGTON SAPEVANO CHE L’ESERCITO AFGHANO SI SAREBBE SCIOLTO COME BURRO - ALL'INIZIO DI LUGLIO, MENTRE JOE BIDEN ASSICURAVA CHE I SOLDATI DI KABUL AVREBBERO RESISTITO AI TALEBANI, L’INTELLIGENCE AMERICANA AVEVA INFORMATO LA CASA BIANCA DI DUBITARE DELLE FORZE ARMATE AFGHANE - GLI ANALISTI PREOCCUPATI PER L’ESPANSIONE DELL’INFLUENZA RUSSA E CINESE DOPO IL RITIRO DALL'AFGHANISTAN, IL DISIMPEGNO DAL NEGOZIATO DI PACE ISRAELO-PALESTINESE, L'IMMINENTE SMANTELLAMENTO DELLE BATTERIE DI MISSILI PATRIOT DALL'ARABIA SAUDITA, E LA CONCLUSIONE DEL RITIRO DALL'IRAQ ENTRO LA FINE DELL'ANNO…

1 - CNN, IN ULTIMO MESE 007 USA AMMONIRONO SU VITTORIA TALEBANI

il discorso di joe biden dopo la caduta di kabul

(ANSA) - Le valutazioni dell'intelligence Usa dell'ultimo mese mostravamo che i talebani stavano perseguendo la vittoria militare: lo riferisce la Cnn, citando una propria fonte. Una rivelazione che va ad aggiungersi a quelle del New York Times.

 

2 - «L'ESERCITO AFGHANO FARÀ FLOP» IL DOSSIER IGNORATO DA BIDEN CHE ADESSO CROLLA NEI SONDAGGI

Anna Guaita per “il Messaggero”

 

JOE BIDEN E LA PRESA DI KABUL DA PARTE DEI TALEBANI - MEME BY EMAN RUS

Siria, Libia, Egitto, Palestina, Iraq, Arabia Saudita e ora anche Afghanistan. Tutti questi Stati del Medio Oriente hanno in comune un'unica cosa, il disimpegno americano. Oramai da anni sia presidenti democratici che repubblicani hanno tentato di cavare le gambe da una regione percepita come un'immensa distesa di sabbie mobili nelle quali il potere forte delle armi si rivela fallimentare.

 

L'uscita di Biden dall'Afghanistan è in realtà la conseguenza di una manovra cominciata dal suo predecessore repubblicano Donald Trump, anche se nei libri di storia l'ultimo caotico capitolo di una guerra «corrotta e insostenibile» - per usare le parole di un rapporto reso noto lunedì sera dallo Special Inspector General for Afghanistan Reconstruction - apparterrà per sempre a Biden.

joe biden riunione sull afghanistan

 

Per di più il presidente ha perso credibilità perché si scopre che all'inizio di luglio, mentre assicurava che l'esercito governativo afghano avrebbe saputo resistere ai talebani, nella realtà la stessa intelligence Usa lo aveva informato di aver perso fiducia sulle capacità delle forze armate afghane. Il buon nome di Biden adesso dipende da come si svolgeranno le operazioni di salvataggio, e se attraverso la diplomazia internazionale si potrà ottenere che i talebani non infliggano al paese un regime di terrore.

 

la previsione sbagliata di biden sull afghanistan

Ma intanto il ritiro dall'Afghanistan, il disimpegno dal negoziato di pace israelo-palestinese, l'imminente smantellamento delle batterie di missili Patriot dall'Arabia Saudita, e la conclusione del ritiro dall'Iraq entro la fine dell'anno, hanno scatenato il mondo degli esperti, che cercano di capire dove si stia spostando la politica estera Usa e che cosa succederà nel Medio Oriente quando non ci saranno più i Marines.

 

POSIZIONI OPPOSTE

Think tank di fama si schierano su posizioni opposte. Il Wilson Center ad esempio nota che dove gli Usa si siano ritirati, ad esempio in Siria e in Libia, la Russia ha subito allargato la propria influenza, e guarda caso la sua ambasciata a Kabul rimane tranquillamente aperta, come quella cinese peraltro.

ESERCITO AFGANO

 

L'Atlantic Council lamenta che gli alleati si sentiranno abbandonati, che apriranno le porte ai russi e alla Cina, e che gli Usa perderanno sia mercati sia l'opportunità di combattere per i diritti civili. Ma Defense Priorities ricorda che la storia ha insegnato che i diritti civili vengono meglio difesi e caldeggiati attraverso il «potere morbido» della diplomazia, anziché quello «forte» dei militari. Il politologo Geoff LaMear fa notare come gli Accordi di Abramo, uno dei successi dell'Amministrazione Trump, siano venuti non «sulla punta di un fucile», ma grazie all'abilità degli americani di far confluire «le affinità dei Paesi coinvolti».

 

AFGHANISTAN - LANCIO DI SCARPE E SASSI CONTRO L ESERCITO

Diffusa è comunque la convinzione che Biden sia deciso a seguire il tracciato che Obama aveva cominciato, di spostarsi verso il palcoscenico dell'Estremo Oriente, per rafforzare le alleanze con Paesi come il Giappone, la Corea, il Vietnam, la Tailandia, l'Indonesia, nel tentativo di impedire la creazione di un'area orientale a totale dominio Cinese, come successe con l'Unione Sovietica nell'Europa dell'est durante la Guerra Fredda. Il pivot di Obama venne bruscamente interrotto dall'esplosione dell'Isis, e dalla necessità di riportare le truppe americane in Iraq.

 

AFGHANISTAN - LANCIO DI SCARPE E SASSI CONTRO L ESERCITO

Ma lo stesso Trump aveva poi avvertito la necessità di sganciarsi dal Medio Oriente, tanto che ha abbandonato gli alleati curdi in Siria, e ha finalizzato l'accordo di ritiro delle truppe dall'Afghanistan e dall'Iraq. Adesso dovremo vedere quanto e se il pivot di Biden riuscirà e riceverà il plauso dei suoi elettori. Il ritiro dall'Afghanistan era un progetto gradito a quasi il 70 per cento degli americani, quando venne annunciato. Ma quell'approvazione è adesso precipitata di venti punti. Il 49% degli americani ha cambiato opinione e pensa che non si doveva gettare la spugna e il 51% disapprova l'operato del presidente.

esercito afghano

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”