spadafora conte e giorgetti

L'UNICO RISULTATO CHE HANNO AVUTO LE RIFORME DI GIORGETTI E SPADAFORA È QUELLO DI SPUTTANARE LO SPORT ITALIANO A LIVELLO INTERNAZIONALE - I RAPPORTI TRA CIO E GOVERNO SONO AI MINIMI TERMINI. TANTO DA DECLINARE L' INCONTRO PREVISTO PER METÀ OTTOBRE: «NON CI SONO LE CONDIZIONI». SOTTO LA LENTE C' È SOPRATTUTTO L' INDIPENDENZA DEL CONI CHE SAREBBE MESSO A REPENTAGLIO DALLA RIFORMA. QUESTO NON PIACE AFFATTO AL CIO CHE MINACCIA CONSEGUENZE PESANTI IN CASO IN CUI SI VADA AVANTI PER QUESTA STRADA

Emiliano Bernardini per “il Messaggero

 

malagò giorgetti valente

Due anni di guerra. Da un lato il governo dall' altro lo sport italiano. Sullo sfondo la riforma. Quella iniziata dal sottosegretario Giorgetti a novembre 2018 e ora portata aventi dal ministro Spadafora. Un iter ancora in discussione. Cambia nella forma, nella sostanza, ma non vede luce.

 

Prima la creazione di Sport e Salute che ha preso il posto di Coni Servizi (la cassaforte), ora la nascita del Dipartimento. Una terza testa che non solo gestirà i soldi ma deciderà anche come assegnarli alle varie federazioni. Una lotta senza esclusione di colpi.

 

Due anni in cui le parti si sono avvicinate, allontanate, hanno litigato furiosamente e si sono riappacificate. Ad inizio agosto sembrava esserci stata una schiarita. Solo apparenza. Gli accordi sono saltati nuovamente. E così si è tornati a battagliare. Ieri i toni si sono fatti durissimi. È sceso in campo anche Thomas Bach. Già, proprio il numero uno del Comitato Olimpico Internazionale che più volte lo stesso Malagò aveva chiamato in causa. O meglio ne aveva agitato lo spettro. Sapeva che prima o poi sarebbe intervenuto. E così è stato.

spadafora malagò

 

QUANTI RISCHI

«Siamo molto preoccupati riguardo la situazione e il funzionamento del Coni. E questa preoccupazione sta crescendo» ha tuonato Bach in una conferenza stampa in occasione dei Mondiali di ciclismo a Imola. Insomma i anche i rapporti tra Cio e governo sono ai minimi termini. Tanto da declinare l' incontro previsto per metà ottobre «non ci sono le condizioni».

 

Il presidente del Cio mette subito l' accento sulla preparazione olimpica. Praticamente una delle poche cose rimaste nella piena gestione del Coni. Il timore è che la legge possa danneggiare il percorso dei nostri atleti impegnati ai Giochi di Tokyo la prossima estate.

malagò bach

 

Sotto la lente c' è soprattutto l' indipendenza del Coni che sarebbe messo a repentaglio dalla riforma. Questo non piace affatto al Cio che minaccia conseguenze pesanti in caso in cui si vada avanti per questa strada. A metà ottobre il caso Italia potrebbe essere portato all' attenzione del comitato esecutivo del Cio. Le conseguenze? Si va da una possibile sospensione del Comitato Italiano agli azzurri privati di inno e bandiera alle Olimpiadi.

 

Di fatto tutte medaglie in meno per l' Italia. E poi c' è Milano-Cortina 2026. Il miliardo promesso dal Comitato internazionale ora potrebbe tornare in discussione. Quello che preoccupa molto Bach è l' ingerenza del governo nello sport. E non a caso parlando del segretario generale, Carlo Mornati, sottolinea: «Ha bisogno di essere messo in condizione di lavorare nel pieno delle sue funzioni.

 

Ora invece è soggetto alle istruzioni di società esterne al Coni (Sport e Salute, ndr). Anche in passato il segretario generale dipendeva da Coni Servizi, che tuttavia era una società operativa del Coni. Su questo tema Sport e Salute si è detta sorpresa, perché convinta di non avere mai interferito con le decisioni del segretario generale. Ma sempre secondo il Cio anche l' operatività in diversi settori strategici è messa a rischio. Ad esempio il marketing (Italia Team) guidata da Diego Nepi Molineris.

 

miccichè giorgetti malagò foto mezzelani gmt04

«Impatta sui cerchi olimpici e non può dipendere da società esterne» rimarca Bach. Mercoledì, durante il Consiglio Nazionale anche le federazioni, a larga maggioranza (astenuti solo tennis, nuoto e gli Enti di promozione), hanno bocciato la riforma per come è attualmente concepita. Anche le grandi Federazioni che prima invece si erano dette favorevoli alla riforma. A compattare lo sport e ad esacerbare i toni è stata anche la questione dei mandati.

 

giovanni malagò carlo mornati foto di bacco

La famosa Legge Lotti messa in discussione da Spadafora che voleva fissare a tre il limite dei mandati dei presidenti. La legge delega, riprendendo le parole del presidente della Figc, Gravina, sembra davvero «sia finita su un binario morto».

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...