ANCELOTTI NELLA STORIA: E’ IL PRIMO ALLENATORE A VINCERE 4 CHAMPIONS – VINICIUS SEGNA, COURTOIS PARA ANCHE LE MOSCHE, IL REAL BATTE 1-0 IL LIVERPOOL E CONQUISTA LA 14ESIMA CHAMPIONS DELLA STORIA - L'INGHILTERRA RESTA SENZA TROFEI EUROPEI - ANCELOTTI È DI NUOVO "RE CARLO". LIGA E CHAMPIONS: MENO MALE CHE LO DAVANO PER BOLLITO - A PARIGI LA FINALE È COMINCIATA CON QUASI UN'ORA DI RITARDO A CAUSA DEI DISORDINI ALL'ESTERNO DELLO STADIO. MOLTI TIFOSI INGLESI HANNO PROVATO A SCAVALCARE ENTRANDO SENZA BIGLIETTO. COSA DICE IL PRESIDENTE UEFA CEFERIN DELLA FIGURACCIA PLANETARIA?- VIDEO

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Stefano Cantalupi per gazzetta.it

 

 

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Sono quattordici per il Real Madrid. Quattordici Champions League, fa impressione solo scriverla, una cosa del genere. Carlo Ancelotti è di nuovo il re di Parigi, come ai tempi del Psg... ma il suo regno, da stasera, è di una grandezza inesplorata, abbagliante: quattro volte sul tetto d'Europa, non c'era mai riuscito nessuno. Il Liverpool mastica amaro di nuovo, quattro anni dopo la finale persa a Kiev coi blancos: stavolta non è il portiere dei Reds (Karius) a essere decisivo in negativo, è quello del Madrid (Courtois) a diventare un muro con due pale al posto delle braccia. Finisce 1-0, a Saint-Denis. La firma è quella di Vinicius, la Casa Blanca è di nuovo padrone d'Europa e l'Inghilterra resta senza trofei europei.

 

 

La partenza è... falsa, nel senso che si comincia con oltre mezz'ora di ritardo. Problemi nell'accesso dei tifosi inglesi che restano fuori a centinaia, clamorosa disorganizzazione nel gestire l'afflusso allo Stade de France. Gas urticante spruzzato anche sui bambini, caos assoluto. E qualche incidente ai gate d'ingresso per bloccare i tentativi di chi prova ad approfittare della situazione per scavalcare senza biglietto. Turpin fischia l'inizio alle 21.36, ma Reds e Madrid aggiungono qualche ulteriore minuto di attesa, prima di cominciare ad affrontarsi per davvero. Il 4-3-3 di Klopp e il 4-4-2 di Ancelotti impattano frontalmente, riuscendo ad annullarsi a vicenda per un quarto d'ora. Poi la bilancia del match comincia a inclinarsi verso il piatto rosso: Alexander-Arnold e Salah si cercano e propiziano l'uno le conclusioni dell'altro, ma l'occasione migliore capita a Mané e non si concretizza per un pelo.

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BENZEMA... ANZI NO—   Se Courtois non facesse un miracolo sul destro del senegalese, mandandolo a sbattere contro il palo, parleremo di un altro match. Invece la parità resiste, il Madrid ha modo di carburare senza andare sotto nel punteggio e appena prima dell'intervallo troverebbe pure il vantaggio: buon per i Reds che l'intervento di Fabinho a contrastare il tiro di Valverde non venga considerato una "giocata" dal Var, decisione che decreta automaticamente il fuorigioco di Benzema, l'autore della zampata vincente. Turpin non rivede l'azione e si fida dell'overrule, ma insomma, resta qualche dubbio. Klopp tira un sospiro di sollievo e va negli spogliatoi, con la sensazione che Ancelotti lo stia piano piano imbrigliando, in maniera simile a ciò che Carvajal sta facendo col pericolo pubblico Luis Diaz.

 

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VINI-GOL—   Si riparte e si arriva senza scossoni all'ora di gioco: il momento in cui la partita si spacca. Micidiale il Madrid nel leggere e punire gli sbandamenti della difesa inglese, prontissimo Valverde a materializzarsi per il cross, presente Vinicius nel tocco in rete a porta vuota. Stavolta il check Var non strozza l'urlo madridista, è l'1-0 e la coppa sembra tingersi di bianco. È presto, però. Salah chiama ancora Courtois al tuffo, Klopp toglie Diaz e mette Jota, i Reds si buttano avanti a testa bassa e il portiere belga deve ancora superarsi per mettere un piede tra Salah e la rete del pareggio. Le mosse successive saranno Keita e Firmino.

 

COURTOIS ENORME—   L'ultimo quarto d'ora è un assedio dei Reds, ancora vitali nonostante le 63 partite disputate in stagione (ovvero tutte quelle possibili...). Keita spreca dal limite, poi nuovo duello Salah-Courtois e il portiere belga è semplicemente gigantesco nel volare sul tiro dell'egiziano, strepitoso nel controllo e nel dribbling su Mendy. Salah picchia im pugni sul prato, capisce che è un'altra notte stregata (a Kiev uscì infortunato dopo mezz'ora). La marea rossa monta, spinge, carica, ma non passa. E al fischio finale di Turpin, Ancelotti è di nuovo Re Carlo. Liga e Champions: meno male che lo davano per finito.

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