calciatori rifiutano di inginocchiarsi

ANCHE I CALCIATORI DI COLORE SI SONO ROTTI LE PALLE DI INGINOCCHIARSI PRIMA DELLE PARTITE – L’ATTACCANTE MICHY BATSHUAYI È STATO L’UNICO CALCIATORE A RIMANERE IN PIEDI, PRIMA DI ITALIA BELGIO, MENTRE TUTTI GLI ALTRI SI INGINOCCHIAVANO CON IL SOLITO INUTILE ATTO DIMOSTRATIVO - MA NON È LA PRIMA VOLTA CHE ACCADE: LO SCORSO FEBBRAIO L’IVORIANO WILFRIED ZAHA FECE LO STESSO: “SECONDO ME INGINOCCHIARSI È DEGRADANTE” - LO SPAGNOLO MARCOS ALONSO: “PREFERISCO SOLIDARIZZARE IN ALTRA MANIERA”

Gabriele Gambini per "la Verità"

 

italiani inginocchiati per il black lives matter

Il Black lives matter perde colpi. Il movimento statunitense che, soprattutto in ambito sportivo, si è intestato il ruolo di capofila nella lotta alla discriminazione etnica attraverso la ritualità scenografica dell'inginocchiarsi prima di ogni competizione, non è più un blocco monolitico. Forse non lo è mai stato, ma domenica, in occasione della partita valevole per il terzo posto di Nations league tra Italia e Belgio, il suo condizionamento ideologico è stato scalfito da un atleta che, in teoria, dovrebbe rappresentarne le istanze. 

 

MICHY BATSHUAYI RIFIUTA DI INGINOCCHIARSI

Mentre tutti giocatori in campo si prostravano come da copione in attesa del calcio d'inizio, Michy Batshuayi, ventottenne attaccante della nazionale belga, è rimasto all'impiedi, la testa alta e lo sguardo orgoglioso. Batshuayi è un virgulto di 185 cm, soprattutto è di carnagione nera, ascendenze congolesi più volte sbandierate con fierezza identitaria. Non è la prima volta che accade, a dirla tutta. 

 

WILFRIED ZAHA RIFIUTA DI INGINOCCHIARSI

A fine febbraio scorso, durante il match di Premier league tra Crystal Palace e West Bromwich Albion, Wilfried Zaha, ivoriano in forza al Palace ed ex compagno di squadra proprio di Batshuayi, inaugurò un precedente destinato a far discutere. Rifiutò il siparietto della prostrazione simbolica, dribblando le forzature a costo di essere tacciato di collaborazionismo sovranista, per poi ammettere schiettamente in un'intervista rilasciata a The Judy Podcast: «Secondo me inginocchiarsi è degradante, i miei genitori mi hanno sempre detto di mostrarmi orgoglioso di essere nero». 

WILFRIED ZAHA RIFIUTA DI INGINOCCHIARSI

 

Continua Zaha: «Dovremmo rimanere in piedi, non inginocchiarci. È una cosa che facciamo sempre prima delle partite, ma la facciamo così, giusto per farla, e per me non è sufficiente. Non mi inginocchierò e non indosserò una maglietta con la scritta Black lives matter. Si cerca di dire che siamo tutti uguali, ma la verità è che ci stiamo isolando con questi gesti, secondo me non stanno nemmeno funzionando. Questa è la mia posizione sulla vicenda». 

 

gli inginocchiati di italia galles

Il cortocircuitò è evidente. Mentre la nazionale italiana durante gli Europei aveva dapprima lasciato libertà di scelta ai suoi calciatori sull'adesione alla ritualità del Black lives matter, poi si era corretta, proponendo di inginocchiarsi solo se l'avessero fatto anche gli avversari, e domenica scorsa vi ha aderito in toto per evitare polemiche, sono proprio gli atleti di colore a manifestare perplessità sull'utilità del gesto, al netto del plauso di prammatica dei social media. 

 

calciatrici americane inginocchiate a tokyo 2020

Sottolineando un aspetto essenziale della faccenda: la lotta a ogni forma di discriminazione non può essere appannaggio di un'unica area politica sorta per di più in un contesto storico e culturale preciso come quello degli Stati Uniti d'America, che hanno una storia diversa rispetto ad altre nazioni europee. In più, proprio la valorizzazione di ogni tipo di identità dovrebbe obbligare a rifuggire da una forma globale di conformismo ideologico. 

 

MARCOS ALONSO RIFIUTA DI INGINOCCHIARSI

Con parole simili si era già espresso di recente il difensore spagnolo in forza al Chelsea Marcos Alonso: «Sono contro il razzismo e mi oppongo a ogni tipo di discriminazione», ha spiegato a Sky Sport «ma preferisco solo mettere il dito sullo stemma che dice no al razzismo, come si usa fare in altri sport e nel calcio di altri Paesi. Ribadisco molto chiaramente che rispetto tutti e non discriminerò mai nessuno». 

 

MARCOS ALONSO RIFIUTA DI INGINOCCHIARSI

Alonso non gradisce essere tirato per il bavero in questioni di squisita tenzone politica, spesso inerti davanti alle misure doverose anti emarginazione: «Penso che il mettersi in ginocchio stia perdendo forza simbolica, quindi preferisco solidarizzare in altra maniera». 

 

La scelta non ha generato alcun attrito con Romelu Lukaku, suo compagno nei Blues e alfiere delle istanze Blm: «Quando ci troviamo negli spogliatoi, siamo una famiglia. Ho un ottimo rapporto con tutti, amo tutti e fino a ora non abbiamo affrontato la questione. Non credo che ce ne sia bisogno, ma, naturalmente, se devo confrontarmi con qualcuno, dirò la stessa cosa che ho appena affermato e non credo sorgeranno problemi». 

BATSHUAYI RIFIUTA DI INGINOCCHIARSI

 

Il suo allenatore Thomas Tuchel lo difende: «Tutti noi sportivi vogliamo dare un contributo decisivo per frenare ogni ghettizzazione. A volte occorre fare qualcosa di diverso per spezzare la routine, penso che Marcos intenda questo con le sue parole. Di sicuro posso assicurarvi al cento per cento che non è affatto razzista, anzi».

 

WILFRIED ZAHA RIFIUTA DI INGINOCCHIARSI

 Il succo è: libertà di scelta e di coscienza nel decidere come comportarsi all'inizio delle partite, lotta concreta alle discriminazioni, ma rifiuto deciso di assecondare la foga all'incasellamento tipica di quest' era. 

 

Una fregola che punta a uniformare comportamenti e gesti secondo dogmi universali e che va a braccetto con la cultura della cancellazione, quella che spinge molti dei militanti Black lives matter ad abbattere le statue di Cristoforo Colombo o di Winston Churchill, a far passare i libri inediti sotto al vaglio della censura, magari a cancellare i classici dai programmi universitari perché non conformi al modo di pensare corrente. 

 

poliziotti in ginocchio solidarieta' al movimento black lives matter

Insomma, quell'ideologia che, con la scusa di valorizzare le libertà, alimenta le misure coercitive che di quelle libertà sono la loro perfetta negazione.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni piantedosi torino mattarella mantovano vannacci

DAGOREPORT - SONO GIORNI DIFFICILI PER GIORGIA MELONI: AL TRUMPISMO ON "ICE" E AL VANNACCISMO COL FEZ, ORA SI E' AGGIUNTA LA RIMONTA DEL "NO" AL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. IN CASO DI SCONFITTA, LA "FIAMMA MAGICA" DI PALAZZO CHIGI CERCA DI CONVINCERE LA DUCETTA CHE E' MEGLIO ANDARE SUBITO AL VOTO ANTICIPATO, APPROFITTANDO DI UN CENTROSINISTRA IMBELLE E ANTICIPANDO LA NASCITA DEL PARTITO ULTRA-FASCIO DI VANNACCI - COME MAI A TORINO CERTI GRUPPUSCOLI EVERSIVI, DA TEMPO BEN ATTENZIONATI DALLA DIGOS, POSSONO DEVASTARE LA REDAZIONE DE "LA STAMPA" E PRENDERE A MARTELLATE UN POLIZIOTTO? PERCHÉ NON C’È STATA ADEGUATA PREVENZIONE? - RICICCIA LA “STRATEGIA DELLA TENSIONE” PERFETTA PER DISTRARRE L’ATTENZIONE DALLE MAGAGNE DEL GOVERNO? E IL DECRETO SICUREZZA SERVE PER NON PERDERE QUELLO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL VANNACCISMO? 

bruno valentinetti giorgia meloni angelo san lorenzo in lucina daniela memmo antonio damelio

DAGOREPORT - CI MANCAVANO SOLO I FASCIO-MONARCHICI! PER CAPIRE DA DOVE ARRIVA L'AFFRESCO DELL'ANGELO CON LE FATTEZZE DI GIORGIA MELONI, ALLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA, A ROMA, BISOGNA GUARDARE ALLA VECCHIA ARISTOCRAZIA NERA ROMANA, CHE HA IN QUELLA CHIESA UN PUNTO DI RIFERIMENTO - LA CAPPELLA IN QUESTIONE È DEDICATA A UMBERTO II (IN ASSENZA DI UNA TOMBA AL PANTHEON, SOGNATA DAGLI EREDI) E IL RESTAURO PRECEDENTE, NEL 2003, FU FINANZIATO DA DANIELA MEMMO E DAL MARITO, ANTONIO D'AMELIO, FIGLIO DEL MINISTRO DELLA REAL CASA DI SAVOIA, CARLO - CHI HA PAGATO L'EX MILITANTE DELL'MSI BRUNO VALENTINETTI PER IL "RITOCCO" MELONIANO? IL COMMITTENTE SAPEVA CHE SAREBBE COMPARSO IL FACCIONE DI GIORGIA? IL PARROCO PARLA DI "SPONSOR, ASSOCIAZIONI E DUE FONDAZIONI". QUALI? - IL SALDISSIMO RAPPORTO DEI CONIUGI MEMMO-D'AMELIO CON SVARIATI ESPONENTI DELLA DESTRA, A PARTIRE DA GIANNI ALEMANNO: IL LORO SALOTTO DI PALAZZO RUSPOLI È DIVENTATO IL CENACOLO PREFERITO DAL PIO ALFREDO MANTOVANO...

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…