transgender germania calcio

CALCIO IN TRANS - SVOLTA STORICA DELLA FEDERCALCIO TEDESCA: A PARTIRE DALLA PROSSIMA STAGIONE LE PERSONE TRANSGENDER, INTERSESSUALI E NON BINARIE POTRANNO DECIDERE SE GIOCARE NEI TORNEI DELLE DONNE O IN QUELLI DEGLI UOMINI - È DAL 2019 CHE IN GERMANIA SI SPERIMENTANO LE "SQUADRE MISTE" - LA SCELTA SARÀ VALIDA SOLO PER IL CALCIO GIOVANILE, NEL FUTSAL E QUELLO AMATORIALE…

transgender nel calcio

Riccardo Signori per “il Giornale”

 

La Germania si è inventata il calcio misto: non ancora a livello professionistico, ma a livello giovanile e nel futsal a livello amatoriale. Calcio misto nel senso che le persone transgender, intersessuali e non binarie, potranno decidere se provarsi nei tornei delle donne o in quelli dei maschietti. A voi la scelta, ha specificato il nuovo regolamento del mondo panzer che andrà in vigore dalla prossima stagione.

 

transgender nel calcio

E nel caso vogliate cambiare squadra, una volta provato, liberi di farlo. Insomma una rivoluzione in questa "estate del transgender". Decisione che rilancia il tema dei diritti umani nello sport e va in controtendenza con le ultime decisioni della federazione internazionale del nuoto e della Lega internazionale del rugby che hanno chiuso in recinti ben più stretti questi atleti. Ovvero i tedeschi hanno dato precedenza al diritto umano di fare sport rispetto alla preoccupazione del creare disparità competitive: per esempio rispetto al resto del movimento femminile.

 

transgender nel calcio

È anche vero che tali disparità competitive sono più evidenti nelle gare individuali rispetto a quelle di squadra dove, si sostiene, vince la squadra non il singolo. Ed infatti ci vien raccontato dalla tesi tedesca: «Tutte le persone hanno diverse forza e abilità fisiche che portano solo al successo dell'insieme della squadra». In Germania le nuove regole sono testate dal 2019, da qui la convinzione di non mettere a rischio l'integrità della gara. Lo garantisce, affermano, il peso dell'esperienza.

 

transgender nel calcio

Certo è che in un Paese dove in tempi antichi le diversità di genere non erano proprio ben accette, questo è un netto passo avanti per tutto il mondo del pallone. Probabilmente varrà come effetto trascinamento per altre nazioni, forse il primo passo per l'integrazione nel professionismo. E se l'uso del Var è stato epocale per le ragioni del gioco (fra l'altro in Germania ex calciatori agiranno in sala video: anche più avanti rispetto ad altre nazioni, Italia compresa) questo cambiamento diventa epocale per le ragioni dei diritti: nato dalla difficoltà nel saper gestire, da parte di associazioni regionali e statali, la partecipazione di transgender ai campionati.

transgender nel calcio

 

«Viene accolta con favore l'introduzione di una regola globale e nazionale sul diritto di praticare lo sport», ha concluso Sabine Mammitzsch, responsabile del calcio rosa che, più di altri, avrebbe avuto ragione di lamentare problemi di equità competitiva. Ma niente paura: la Federcalcio sarà inflessibile nel vigilare, attraverso ufficiali antiviolenza e antidiscrimazione, che i diritti di chi vuole competere vengano rispettati.

 

transgender

In aggiunta è stato determinato che «quando nell'attività sportiva non ci sono conseguenze sulla salute della persona che sta assumendo farmaci, quella persona può partecipare alla competizione». In pratica si esclude l'ipotesi di doping. Ed anche in questo caso siamo sempre sulla linea di confine tra diritti ed equità competitiva, a rischio di ledere i diritti altrui. Ma quando si parla di rivoluzioni si conta sempre qualche ferito.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…