myriam sylla

CHE MOROSITAS! LA RICONOSCETE DALLA CHIAPPA BOOM BOOM? FACEVA DANZA CLASSICA MA “NON E’ STATO AMORE A PRIMA VISTA” - IL TEMA DEL RAZZISMO L’HA VISTA COINVOLTA DA VICINO: “IN PASSATO MI SONO CAPITATI EPISODI SPIACEVOLI CHE OGGI MI PORTANO A NON ODIARE MA ANCHE A NON PERDONARE” – DOPO L’ESTATE DORATA HA PRESO CASA A SPOLETO COL FIDANZATO. DI CHI SI TRATTA?

Da lanazione.it

Myriam Sylla

 

Myriam Sylla prende casa a Spoleto: uno scatto su Isntagram sembra far intendere che la pallavolista, campionessa olimpica con la nazionale di Julio Velasco a Parigi 2024, e il fidanzato Alessandro Cappelletti abbiano trovato il loro nido d’amore in Umbria.

 

Lui, il cestista della Dinamo Sassari, spoletino lo è già. Nato ad Assisi nel 1995 e cresciuto alla Giromondo Spoleto, oggi è cestista in Sardegna ma mantiene sempre il suo legame con la città dell’olio. Lei, 29enne nata a Palermo da genitori ivoriani e trasferitasi in Lombardia quando era una bambina con la famiglia, potrebbe invece diventarne cittadina. E con lei il loro cagnolino Kobe.

 

Un bacio, chiavi in mano, in una stanza ancora vuota ma pronta a riempirsi del loro amore: è questo lo scatto postato dalla forte schiacciatrice della Numia Milano (che ieri sera, 28 settembre, ha perso 3-2 nella finale di Supercoppa Fineco contro Conegliano, nonostante l’ottima prestazione della stessa Sylla), con la caption che non sembra lasciare dubbi. Nel messaggio del post ha scritto infatti: “Spo-le-to” con l’emoji della casetta. E tra le prime a commentare la notizia c’è stata la compagna in azzurro Alessia Orro che sotto il post ha scritto: “Finalmente”.

 

SYLLA

Da vanityfair.it

Myriam Sylla

 

Alle sue spalle c’è una storia lunghissima, che nasce da una ballerina che amava ballare ma che la ballerina non la farà mai, e che approderà nel mondo della pallavolo con un numero dispari sulle spalle. «Facevo danza classica e mi piaceva molto, i miei genitori mi accompagnavano alle lezioni ma come tutte le cose che non mi riescono subito, non è stato amore a prima vista, la molla scatta sempre quando imparo a fare qualcosa, ed è così che mi sono innamorata della pallavolo».

 

Myriam Sylla

 

«Sono grata per quest’insegnamento, non mi hanno mai frenato in nulla, mi hanno sempre spronata a tentare ed hanno rispettato ogni mia scelta, qualche tempo fa leggevo della vittoria di Sinner agli Australian Open e delle belle parole che ha dedicato ai suoi genitori, ecco io credo che si debba prendere esempio da questa famiglia che non ha messo pressioni ad un ragazzo lasciandolo libero di scegliere in quali sogni credere».

 

Già, i sogni. Per ogni atleta che si rispetti il 2024 nasconde il Sogno, quello con la S maiuscola e che fa rima con Olimpiadi. Manco a dirlo l’Italia femminile non ha mai vinto una medaglia olimpica e allora ecco che oltre la grande bellezza di un cuore in fermento, torna in gioco quella sfida a cui non si può dire di no.

 

Myriam Sylla

«È una strada ancora lunga, ho tanti impegni con il club (Vero Volley Milano ndr) e preferisco concentrarmi su una cosa per volta, poi certo il pensiero c’è, eccome, ma oltre il fatto che dobbiamo prima confermare il nostro pass tramite la Nations League, siamo consapevoli di aver iniziato un percorso, con un coach nuovo di grande esperienza qual è Julio Velasco, cambiare fa bene ma talvolta richiede tempo, noi sappiamo qual è il nostro valore ed io scommetto ciecamente su di me e sulle mie compagne, ma lo faccio senza preoccuparmi troppo delle pressioni esterne e tenendo a bada la mia scaramanzia». (ride ndr).

 

Bypassando per un attimo il campo, c’è una Myriam anche riflessiva, con le idee chiare, che affronta temi sociali senza scorciatoie e lo fa posando il suo sguardo su qualcosa che l’ha ferita e forgiata allo stesso tempo e su una parola che nel 2024 è stata la più ricercata sul web, femminicidio.

 

Myriam Sylla

«Il tema del razzismo mi ha vista coinvolta da vicino, in passato mi sono capitati episodi spiacevoli che oggi mi portano a non odiare ma anche a non perdonare, io sono comunque una persona che vuole vivere bene e che guarda avanti con serenità, faccio il lavoro che amo e sono la capitana della nazionale del mio paese, non ho mai pensato, però, che quella fascia fosse un’occasione di riscatto, piuttosto un grande orgoglio, l’unica cosa che mi dispiace e che qualcuno non si sentirà rappresentato da me, ma sarebbe un errore dare troppo peso a certe considerazioni».

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