san siro

CHIUSO QUI IL CAMPIONATO? POSSIBILE. LA LEGA DI SERIE A DIVISA: C'È ANCHE CHI NON VUOLE PIÙ GIOCARE – I CALCIATORI SI TAGLIERANNO LO STIPENDIO SOLO SE LA STAGIONE NON DOVESSE TERMINARE – CROLLA IL MERCATO: L'INTER HA GIÀ DATO IL VIA LIBERA AL RITORNO DI SANCHEZ ALLO UNITED MENTRE IL MILAN, NON CONFERMERA’ IBRA – RISCHIA DYBALA - UN NUOVO TOTOCALCIO PER AIUTARE IL SISTEMA...

Fulvio Bianchi per repubblica.it

 

stadium torino

L'ultima partita di questa stagione potrebbe essere stata Sassuolo-Brescia del 9 marzo (a porte chiuse ovviamente). Il giorno prima a Torino si era disputato il derby d'Italia, Juventus-Inter. Chiuso qui il campionato? Possibile. Molti stranieri sono andati all'estero e chissà quando tornano. Il coronavirus ormai è un problema mondiale, non solo italiano (o cinese). Fra i venti club della serie A c'è chi vuole tornare in campo a tutti costi ,magari giocando a giugno e luglio (fra questi c'è anche De Siervo, ad della Lega) ma c'è anche chi pensa, e forse anche spera, che la stagione sia chiusa qui. La Lega di serie A, come al solito, ha "anime" diverse.

 

emergenza coronavirus allianz stadium

Alcuni club hanno fatto i loro calcoli, non avendo più traguardi da raggiungere quest'anno se non si tornasse a giocare le ultime 12 giornate potrebbero risparmiare sullo stipendio dei giocatori. Proprio così, il costo del lavoro è altissimo e alcune società si sono accorte di aver sbagliato i loro piani. Si spera che ne tengano conto in futuro quando (tutto) il mondo del calcio ne uscirà ridimensionato.

 

Altri club con la classifica attuale inoltre sarebbero salvi, o in zona Europa. Altri ritengono che non è il caso di rischiare e sarebbe meglio tornare a giocare solo a "contagi zero", quindi (se va bene) a settembre. La pattuglia degli irriducibili, guidata da Lotito, che sperano di andare in campo di nuovo ai primi di maggio (o mal che vada a giugno) e vorrebbero iniziare ad allenarsi il più presto possibile ormai si sta assottigliando sempre di più.

emergenza coronavirus controlli allo juventus stadium

 

Ognuno guarda i propri interessi: Dal Pino e De Siervo cercano di fare gli interessi di tutti i venti presidenti. Impresa non facile. Oggi assemblea informale senza liti, per fortuna: si è parlato delle proposte della Lega che poi la Figc si farà carico di presentare al governo venerdì. Ci sono priorità sul costo del lavoro, revisione della legga Melandri, agevolazioni per gli stadi, eccetera. Inoltre, come si sa, via libera alla pubblicità sul betting e una forma di gioco-lotteria per aiutare il calcio e superare un Totocalcio ormai "vecchio". Ci sono misure urgenti, e altre che potrebbero essere discusse più avanti come la legge 91.

 

Nel caso non si ripartisse più la decisione sul da farsi spetterebbe alla Figc: non ci sono norme, e questo può scatenare non pochi contenzioni. C'è ad esempio da comunicare all'Uefa le squadre da ammettere alle Coppe europee e il compito tocca a Gravina. Si terrebbe conto dell'ultima classifica completata, cioè con tutte le squadre che hanno giocato lo stesso numero di partite? E' una delle ipotesi. Ma il problema in Lega, almeno in maniera ufficiale, non è mai stato affrontato. Anche la Figc aspetta di vedere che succede, augurandosi naturalmente che la stagione possa avere una sua conclusione anche se in zona Cesarini.

 

stadium vuoto

Che succerebbe con la B che ha playoff e playout? E con la C nella medesima situazione? L'ipotesi di una serie A a 22 squadre non solo non piace a Gravina, e ha perfettamente ragione, ma creerebbe problemi enormi di calendario nella prossima stagione, 2020-2021, visto che si dovrà chiudere a maggio per lasciar posto agli Europei. Ci sarà sicuramente battaglia, così come ci sarà battaglia quando i club decideranno di tagliare gli stipendi ai loro calciatori. Nell'ipotesi peggiore, cioè con la stagione che non si riprende, si tratterebbe di una decurtazione del 30 per cento, un risparmio teorico per i club di circa 450 milioni lordi. Ronaldo ci rimetterebbe 9 milioni. Ma bisognerà tenere presente chi era in ferie in questo periodo di stop, e di chi era in malattia (in quarantena). Le trattative sarebbero individuali, il governo dovrebbe fare un provvedimento. Non è per niente semplice venirne a capo, ma il taglio comunque ci sarà, piccolo o grande che sia. I club lo considerano "imprescindile" visto che avranno comunque un danno che può oscillare dai 200 ai 700 milioni, non caso si giocassero le ultime 12 giornate oppure tutto finisse qui. Non resta che aspettare.

emergenza coronavirus controlli juventus stadium

 

La Lega Pro stima danni sino a 84 milioni. Ghirelli: "Occasione per ripensare calcio"

Salvare la Lega Pro significa anche salvare le piccole e medie aziende alle spalle dei club, il tessuto industriale italiano. E' il messaggio lanciato dal campionato di Serie C che, in uno studio di PvC Tls, consegnato alla Figc, stima danni per 20-84 milioni di euro su questa stagione per l'emergenza coronavirus, e impatti pesanti sulla prossima, fra mancati incassi da stadio e da sponsorizzazioni. "La stagione delle riforme per il mondo del calcio è irrinunciabile", dice il n.1 della Lega Pro, Francesco Ghirelli. L'obiettivo è ragionare con il governo su misure che possano attingere dal gettito fiscale di 1,2 miliardi prodotto dal calcio.

 

"Il coronavirus è l'occasione per il calcio italiano per ragionare a sistema e ripensare questa disciplina nel profondo, come farla tornare ad essere uno strumento sociale utile alla collettività, come ripensare l'esperienza dello stadio e dei tifosi una volta che la crisi sarà terminata", ha dichiarato il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, che a seguito del Consiglio Direttivo, ha consegnato alla Figc lo studio condotto da PwC TLS sull'impatto potenziale che il coronavirus avrà sul calcio della Serie C. Lo studio esamina tre scenari: uno più ottimistico, secondo cui la stagione si completerà a porte aperte; un secondo ipotizza la conclusione del campionato a porte chiuse; il terzo prevede il termine anticipato del campionato e la ripresa delle partite a porte chiuse nei primi mesi della prossima stagione, per i periodi di incubazione richiesti a fine emergenza prima di considerare conclusa una pandemia.

 

emergenza coronavirus allianz stadium

Alla luce dello studio, spiega un comunicato della Lega Pro, si stima un impatto economico fino a circa il 30% di contrazione sul fatturato medio annuo delle squadre, un impegno da parte del sistema della serie C non sostenibile con una concreta possibilità di default dei club già in forti difficoltà di bilancio prima della emergenza del coronavirus. E questo, viene fatto notare, mette a rischio anche l'ecosistema attorno alle squadre, con l'indotto di scuole calcio e centri sportivi, con un impatto sociale su tutto il territorio nazionale.

 

"La stagione delle riforme per il mondo del calcio - conclude Ghirelli - è irrinunciabile. Il Governo e il Ministro Spadafora riconoscono che il calcio è parte integrante del sistema produttivo nazionale. L'ecosistema del calcio della serie C ha bisogno di benzina per funzionare ma vuole anche proporre soluzioni per la ripresa economica, sociale ed occupazionale del Paese".

 

 

 

CROLLA IL MERCATO È L'EFFETT0 VIRUS

san siro

Eleonora Trotta per “il Messaggero”

 

Gli effetti sono già evidenti. Il coronavirus ha inevitabilmente contagiato il calcio e il mondo degli affari che, solo lo scorso gennaio, aveva registrato picchi record con lo sbarco di Eriksen e la campagna acquisti da circa 100 milioni del Napoli. Ecco, la prossima sessione conoscerà un altro linguaggio, quello dei tagli, del risparmio e, soprattutto, del ridimensionamento del valore dei cartellini.

 

Perché la crisi è globale e non risparmierà quasi nessuno: senza partite, diritti tv e sponsorizzazioni, non basterà congelare o abbassare gli stipendi dei calciatori per permettere a molte società di sopravvivere. Servirà rimodulare gli accordi, le offerte e i prezzi dei calciatori. I giocatori con ingaggi monstre diventeranno sempre più scomodi per i bilanci in sofferenza e non ci saranno ripensamenti sul fronte uscite.

emergenza coronavirus controlli a san siro

 

MALUMORI

Ad esempio l'Inter ha già dato il via libera al ritorno di Sanchez allo United mentre il Milan, complice l'addio di Boban, non sembra intenzionato a confermare il 38enne Ibrahimovic. Il lavoro più difficile sarà quello sulla testa dei giocatori. Molti hanno accolto malissimo l'attesa e inevitabile riduzione degli ingaggi. Rifiutano l'idea di dover rinunciare anche solo al 20-30% dei loro stipendi.

 

Ma il mondo del calcio sarà sempre meno dorato e ai dissidenti verrà spiegato che l'attuale taglio sarà il primo step del contenimento delle spese (solo il Real Madrid ha fatto sapere di voler rispettare tutti gli attuali impegni presi con tesserati e dipendenti). Anche la Juventus dovrà fare i conti con un monte ingaggi (150 milioni netti) fuori tempo. Pesano moltissimo i 31 milioni di Cristiano Ronaldo, ma anche gli 8 (più 4 di bonus) di De Ligt e i 7,5 di Higuain. E poi c'è il caso Dybala.

 

RISCHIA DYBALA

san siro vuoto

Prima dell'emergenza, i bianconeri dialogavano con il fuoriclasse argentino per arrivare ad un rinnovo vicino ai 10 milioni di euro. Erano stati fatti importanti passi in avanti anche per risolvere la grana dei diritti di immagine ma l'attuale crisi potrebbe convincere tutti a rivedere alcune cifre, postille oltre al valore del cartellino. Insomma, la valutazione di 150 milioni di euro di un mese fa appartiene già ad un altro calcio.

 

PIÙ SCAMBI

Per fronteggiare la delicata situazione in cui verseranno numerose società, molti ricorreranno così ancora di più agli scambi e alle sempre attuali plusvalenze. Cadranno le rivalità italiane ed aumenteranno le alleanze. E, nel caso in cui il Psg decidesse di non riscattare Icardi, l'Inter avrebbe meno difficoltà a ridiscutere con i bianconeri la cessione di Maurito, magari con l'inserimento di qualche contropartita. L'ex capitano nerazzurro resta il preferito per l'attacco della Vecchia Signora. Un reparto oggetto di profonda riflessione a Torino vista l'impellente necessità (emersa anche prima dell'emergenza coronavirus) di ridurre i costi con almeno un sacrificio importante.

 

PAOLO DAL PINO

L'indiziato numero uno si conferma Cristiano Ronaldo che aveva avuto delle offerte proprio da Parigi. La Cina, dopo l'introduzione del salary cap, è diventata invece una pista complicata ma non da escludere del tutto considerando i contatti e i rapporti del suo agente Mendes in Asia. Resta l'opzione MLS, ma le conseguenze del coronavirus non conoscono confini e servirà sicuramente studiare nuove strategie a livello globale per salvaguardare i bilanci e lo spettacolo, che prima o poi dovrà ricominciare. Anche se su altre basi.

PAOLO DAL PINOmalagò gravinavialli gravina manciniPAOLO DAL PINO

Ultimi Dagoreport

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?

alfredo mantovano

DAGOREPORT - ALLA MALCONCIA MELONI NON BASTAVA L'''EMINENZA NERA'' FAZZOLARI: DIAMO IL BENVENUTO ALL'"EMINENZA BIANCA", ALFREDO MANTOVANO - IL PIO SOTTOSEGRETARIO DI PALAZZO CHIGI È STATO SILENTE PER DUE ANNI E MEZZO, POI IMPROVVISAMENTE HA APERTO LE VALVOLE: SABATO È ARRIVATO PERFINO A MINIMIZZARE IL VIAGGIO DI PAPA LEONE A LAMPEDUSA (MELONI CI E' ANDATA PRIMA!) – L'EX MAGISTRATO HA RITROVATO LA FAVELLA QUANDO E' FINITO SOTTO SCHIAFFO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI PER LA DISASTROSA GESTIONE DEL CASO ALMASRI, SEGUITA DALLA PRIMA E PESANTISSIMA BATOSTA SUL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DI CUI MANTOVANO ERA L’ARCHITETTO – IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO È RIUSCITO A ENTRARE IN ROTTA DI COLLISIONE CON TUTTI: DAL VATICANO AL QUIRINALE, FINO AL  DEEP STATE (CORTE DEI CONTI) - E QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DELLA REGIA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MANTOVANO RIESCE A SCAZZARSI CON CROSETTO, SALVINI, PIANTEDOSI, ABODI, GIULI...

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…