john elkann andrea agnelli

DAGOREPORT - I DEBITI DELLA JUVENTUS CRESCONO, JOHN ELKANN HA CHIUSO I RUBINETTI E NON VUOLE FORAGGIARE LE AMBIZIONI DI ANDREA AGNELLI, SPOLPATO DALL'OPERAZIONE CRISTIANO RONALDO - E ALLORA IL PRESIDENTE BIANCONERO CERCA NUOVI INVESTITORI E GLI INDIZI PORTANO AL QATAR - MA SI E’ MESSO DI TRAVERSO FRANCESCO TOTTI - ECCO PERCHE’…

john elkann andrea agnelli

Dagoreport

 

Che aria tira a Torino sponda Juventus? L’arrivo di Maurizio Sarri in panchina non ha spento i malumori su quella che è la questione più dolorosa: i soldi. La società ha debiti enormi, che potrebbero arrivare a 500 milioni di euro, soprattutto a causa dell’investimento su Cristiano Ronaldo, per il cui acquisto è stato necessario un bond da 175 milioni di euro.

 

paratici sarri agnelli nedved

Il portoghese, che è arrivato a Torino con una “corte dei miracoli” di 22 persone tutte spesate dai bianconeri, pesa sul bilancio della Juventus per 30 milioni di euro netti l’anno per altri tre anni. E non fa mancare, dal suo arrivo, capricci e richieste. Solo oggi qualcuno si sbottona sulla nottata in cui Cr7 e Nedved, dopo l’eliminazione dalla Champions per mano dell’Ajax, hanno litigato in hotel in modo furioso con Max Allegri e il suo modulo di gioco, decretandone l’esonero.

le vacanze di cristiano ronaldo 8

 

L’allenatore ha vissuto malissimo la cacciata dalla Continassa: sperava che il rapporto d’amicizia con Andrea Agnelli, coltivato in molte uscite con le rispettive compagne, Deniz Akalin e Ambra Angiolini, reggesse l’urto dei mal di pancia del campione portoghese. E invece no: se Ronaldo frigna, si smuovono le montagne.

 

Lo stesso Sarri è stato costretto a prendere un volo per la Costa Azzurra con l’obiettivo di rassicurare Cr7 che aveva mostrato un certo scetticismo per l’arrivo del tecnico toscano. L’attaccante temeva che il rapporto speciale che Sarri ha sempre avuto con Higuain potesse alimentare fastidiosi dualismi in squadra e nello spogliatoio.

MAX ALLEGRI ANDREA AGNELLI

 

E visto che il portoghese vuole, anzi pretende, di essere il centravanti titolare ha messo in chiaro con il tecnico i suoi 'desiderata': posto fisso in attacco con l’argentino spedito in panca o in tribuna. Il “Pipita”, capita l’antifona, non intende fare sconti: ha già fatto sapere alla società che non accetterà revisioni al ribasso del suo contratto da 7,5 milioni di euro netti fino al 2021.

 

URBANO CAIRO

I soldi, dicevamo. E i debiti. Andrea Agnelli, ossessionato dalla vittoria della Champions league, trova l’ostruzione di John Elkann il quale non ha intenzione di mettere ancora mano alla casa per inseguire i sogni di gloria del cugino. Di qui l’idea, poi bocciata, di  Andrea Agnelli di promuovere attraverso l’Eca il progetto di Super Champions: il format del torneo, che penalizza i piccoli club a vantaggio dei più ricchi, è vista come un’opportunità di moltiplicare gli introiti e puntellare il bilancio.

 

allegri agnelli marotta

Ma vista la strenua opposizione di molti presidenti, Urbanetto Cairo in testa, il presidente della Juve ha dovuto virare sul piano B: trovare nuovi investitori per la società. E dove cercarli se non in quel paradiso di sabbia e dollari che è il Qatar? Gli “addetti ai livori” sostengono che ci sia già stato un abboccamento con gli sceicchi per discutere dell’ipotesi di ingresso nel capitale. Ma qui, clamorosamente, entra in scena Francesco Totti.

 

totti pallotta

L’ex capitano giallorosso, infatti, dopo l’addio a Trigoria tra mille polemiche e recriminazioni, si è attivato per sfilare la “magica” all’odiato James Pallotta (che è disposto a vendere in presenza di una giusta vagonata di milioni). Totti, attraverso un intermediario inglese a Londra, ha “offerto” la Roma ai qatarini, garantendo il suo rientro in società. E qui gli sceicchi sono andati in tilt. “Che fare?” si sono chiesti: ci lanciamo nella Juve che ha già stadio, blasone e strutture oppure ci infiliamo in quel pastrocchio chiamato Trigoria dove volteggiano corvi, veleni e Raggi? Sulla carta non ci sarebbero dubbi ma, da provincialotti quali sono, tra la vincente e grigia Torino e la soleggiata e sporchissima Roma avrebbero dato priorità a quest’ultima.

ALLEGRI AGNELLI

 

Non per amore dei colori giallorossi, sia chiaro. Ma perché considerano la città, al pari di Parigi (l'operazione Psg lo dimostra), un brand mondiale. Perfetto pennacchio da appendere al turbante del loro business. Il problema, as usual, si chiama stadio. Gli sceicchi sanno che i rapporti tra società e Campidoglio sono tormentati e la geremiade dell’impianto è una rogna a cui non vogliono dedicare tempo ed energie. Ecco perché la loro risposta all’intermediario inglese in contatto con Totti, sintetizzando, è stata: siamo disposti a investire a patto che ci leviate l’ingombro di scartoffie, burocrazie e inchieste.

TOTTI PALLOTTA 1

 

Questa risposta porta, dritti dritti, a una conclusione: con Virginia Raggi sindaco gli arabi si tengono alla larga. Per spianare il loro arrivo, allora, si è messo in moto il gran circuito romanello: Caltagirone (non Mark ma Francesco Gaetano), molto interessato alle vicende dello stadio, ha schierato il suo “Messaggero” contro il M5s e la sua sindaca. L’editoriale di fuoco con cui, qualche giorno fa, il direttore Virman Cusenza ha scottato in padella la Raggi va in questa direzione: prendere a spallate l’amministrazione fino a farla cadere.

 

francesco gaetano caltagirone

E la Juventus? Resta alla finestra, sperando di acchiappare per il turbante i qatarini e convincerli a iniettare massicce dosi di denaro nelle casse bianconere. Da Torino sono costretta a “tifare” per Virginia Raggi: se lei resta in sella, gli arabi si tengono alla larga dalla capitale…

VIRGINIA RAGGI

 

 

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