DICIAMO ADDIO ANCHE A SAN SIRO – “NESSUN VALORE STORICO", LA SOPRINTENDENZA DÀ IL VIA LIBERA ALL’ABBATTIMENTO: “LO STADIO NON PRESENTA INTERESSE CULTURALE". SECONDO I TECNICI LA STRUTTURA DEGLI ANNI '20-'30 È "DEL TUTTO RESIDUALE" RISPETTO AI SUCCESSIVI AMPLIAMENTI DEGLI ANNI '50 E '90 CHE AVENDO MENO DI 70 ANNI NON HANNO VINCOLI DI TUTELA" - PALLA ORA A BEPPE SALA E ALLE SQUADRE...

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Fabio Massa per affaritaliani.it

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Dopo il (quasi) via libera della Lega arriva l'ok della Soprintendenza. E così, nella stranissima fase 2 il progetto che va più spedito di tutti è quello del nuovo stadio di San Siro.

 

Ieri Affaritaliani.it Milano ha anticipato che il Carroccio, su sollecitazione di Matteo Salvini, avrebbe iniziato una nuova valutazione dei progetti. Oggi, QUESTO documento ufficiale, che Affari può pubblicare integralmente, racconta che la Soprintendenza ha dato "esito negativo" per "l'immobile denominato “Stadio Giuseppe Meazza (San Siro)”, sito in via dei Piccolomini n. 5, censito alle particelle 35/subb. 1-2-3-4-5 del Foglio N.C.E.U. 296 e 62 del Foglio N.C.E.U. 295, individuato alle particelle 35 del Foglio N.C.T. 296 e 62 del Foglio N.C.T. 295".

 

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La conclusione è ancora più esplicita: "Non presenta interesse culturale ai sensi degli articoli 10, 12 e 13 del Codice e come tale è escluso dalle disposizioni di tutela di cui alla Parte Seconda del Codice per il seguente motivo: trattasi, allo stato attuale, di manufatto architettonico in cui le persistenze dello stadio originario del 1925-’26 e dell’ampliamento del 1937-’39 risultano del tutto residuali rispetto ai successivi interventi di adeguamento e ampliamento, realizzati nella seconda metà del Novecento e pertanto non sottoposti alle disposizioni di cui agli articoli 10, comma 1, e 12, comma 1, del Codice perché non risalenti ad oltre settanta anni.

 

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Difatti, le stratificazioni, gli adeguamenti e ampliamenti fanno dello stadio – come oggi percepibile nel suo insieme – un’opera connotata dagli interventi del 1953-’55, oltre a quelli del 1989-’90, nonché dalle opere successive al Duemila, ovvero un’architettura soggetta a una continua trasformazione in base alle esigenze legate alla pubblica fruizione e sicurezza e ai diversi adeguamenti normativi propri della destinazione ad arena calcistica e di pubblico spettacolo". Storia finita: su San Siro si andrà avanti. E a questo punto è tutto da vedere se le rimanenze del vecchio stadio saranno mantenute oppure no. Palla a Beppe Sala e alle squadre.

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