sarri allegri

DOPO-ALLEGRI: PARATICI VEDE SIMONE INZAGHI, MA IN LISTA C'È ANCHE SARRI. A NAPOLI VANNO IN TILT. LO SCRITTORE MAURIZIO DE GIOVANNI: ''NON CI CREDO, È SEMPRE STATO UNO ANTISISTEMA''. DA QUI ALLA FINALE DI EUROPA LEAGUE L'ALLENATORE NON DIRÀ UNA PAROLA. DOPO… - DE LAURENTIIS: ''DOPO QUELLO CHE È SUCCESSO CON HIGUAIN NON MI STUPISCO DI NIENTE. SAREBBE DIVERTENTE UN SUO RITORNO IN ITALIA''

 

 

1. PARATICI SI VEDE CON INZAGHI MA IN LISTA D' ATTESA C' È ANCHE SARRI

Giampiero Timossi per il ''Corriere della Sera''

 

simone inzaghi foto mezzelani gmt51

Va in scena il saluto di Massimiliano Allegri. Ma è dietro le quinte che si muovono le manovre per trovare il nuovo allenatore della Juve. L' ultima cena tra Allegri e il presidente Andrea Agnelli si era conclusa con un accordo informale: «Andiamo avanti insieme».

Contrordine, la mattina dopo, giovedì. Solo quattro giorni fa l' imperativo è diventato: trovate un sostituto di Allegri. Si riparte, dopo la tentazione Zidane, chiusa l' 11 marzo, quando il francese torna sulla panchina del Real.

 

Poi, ieri, Zizou parla dei programmi futuri del club: «Le decisioni spettano a me. Sono l' allenatore e farò sempre ciò che voglio, altrimenti andrò via». Parole (forti), che però non bastano per reinserire Zidane nella lista dei candidati. Che esclude Didier Deschamps: l' ex bianconero vuole restare alla guida della Francia almeno un' altra stagione e sembra intenzionato a spiegare la sua posizione in una conferenza ipotizzata per il 28 maggio.

 

C' è un' altra data: il 29 si gioca la finale di Europa League, il Chelsea di Maurizio Sarri affronta l' Arsenal. Fino a quel momento l' ex allenatore del Napoli vuole «pensare solo alla Coppa». Ancora nessuna (vera) trattativa, ma l' idea c' è.

 

Il calcio-intrattenimento dice: con Sarri il copione sarebbe innovativo: divertire e provare a vincere. Servirebbe rivoluzionare la squadra? Alla Juve sono convinti di no. Solo alcuni rinforzi, soprattutto in difesa. E poi Sarri dovrebbe provare ad alzare il rendimento dei giocatori. Allegri quest' anno c' è riuscito solo in parte. È una delle trame sulle quali sta lavorando Agnelli.

fabio paratici

 

Intanto Fabio Paratici ha incontrato a Piacenza l' amico Simone Inzaghi. È la sua scelta, la vittoria della Coppa Italia ha alzato l' indice di gradimento del tecnico della Lazio. Inzaghi aspetta, può aspettare. La finale del 29 maggio, ma anche quella di Champions, il 1° giugno. Quando il Tottenham di Mauricio Pochettino affronterà il Liverpool di Jurgen Klopp. Il primo è un altro serio candidato: più difficile da raggiungere. Perché il rapporto tra Sarri e il Chelsea è ora meno solido di quello che lega Pochettino al Tottenham.

 

fabio paratici pavel nedved

Dunque «liberare» l' allenatore argentino costerebbe di più alla Juve. Si aspettano due finali, Allegri rompe l' attesa con una battuta nel giorno del saluto: «Non ho ancora capito cosa significhi bel gioco, ma so che chi non vince mai qualche problema ce l' ha». Lui ha vinto 11 trofei, 5 scudetti di fila. Il modo migliore per mettere in ombra i tre vinti in precedenza da Antonio Conte. Ecco l' ultimo nome. Per l' Inter sarà lui il prossimo tecnico nerazzurro. A domanda, ieri, Agnelli ha preferito non rispondere. Avrebbe potuto, non lo fa. Dice solo: «Passiamo alla domanda successiva».

I tempi nel teatro sono fondamentali.

 

 

2. «SARRI ALLA JUVE? SAREBBE DIVERTENTE»

Pino Taormina per ''Il Mattino''

 

È il calcio che avrebbe voluto vivere. Invidiava gli stadi pieni e l' atmosfera. Ora che l' ha potuta respirare, si sente più completo. Ha concesso quattro giorni di riposo al suo Chelsea, dopo la trasferta a Boston per un' amichevole che non avrebbe mai voluto giocare, e in questo week end Maurizio Sarri è a Cobham, nella campagna del Surrey, quasi 40 km dal centro di Londra. Da solo.

sarri

 

Nessun viaggio in Italia. La moglie lo ha appena raggiunto. Lui già studia la finale di Europa League con l' Arsenal che lo può consegnare alla storia del calcio inglese e di quello italiano. E di far parte del casting per il dopo Allegri non lo stupisce. D' altronde, non c' è un dopo in Italia che non passi per lui: Roma, Milan e persino Inter. Ma lui non ha nessuna nostalgia della serie A. E il ritorno non è un' ossessione. E frena. Sulle voci e su tutto. Da lì non se ne vuole andare, ha altri due anni di contratto e ripete che chi lo ha preso sapeva bene che il primo anno non sarebbe stato semplice avvicinarsi al Manchester City e al Liverpool in Premier. Insomma, in sintesi, se il Chelsea non ha altre idee lui resta qui. Ha due anni di contratto a 4 milioni di euro a stagione.

 

Dunque, è blindato. L' idea che la Juve lo abbia inserito tra i papabili per la successione di Allegri lo lusinga e lo onora. Non chiude la porta, ovvio. Ma è presto per qualsiasi decisione. Se vogliono - nel caso - c' è Fali Ramadani, il potente agente che ha curato anche il trasferimento a Londra, che forse conosce anche le intenzioni dei Blues. De Laurentiis non perde l' occasione per punzecchiare Sarri. «Non mi stupirebbe di certo... dopo quello che è successo con Gonzalo Higuain non mi stupisco più di nulla. Anzi, credo che sarebbe divertente».

 

sarri 1

MARINA MARINA

Roman Abramovich, che ha sempre desiderato un calcio spettacolo, al di là dei risultati, e raramente lo ha avuto dai pur grandi allenatori assunti alla sua corte, ha da tempo delegato ogni scelta alla zarina Marina Granovskaia.

 

Che l' estate scorsa ha liquidato Antonio Conte il 7 luglio. E che nelle ultime settimane è piuttosto (stranamente) presente a Cobham. L' unica cosa che preoccupa Sarri è proprio questo aspetto: se il Chelsea non lo vuole più - come insinua la stampa londinese - vorrebbe saperlo il prima possibile. Ma tutto il clan è concentrato su Baku e sulla finale del 29 maggio. Ed è difficile che Sarri possa parlare del suo futuro prima di quella data. Peraltro, ha anche pianificato il ritiro estivo. E ha voluto ridurre di cinque giorni la tournée pre-campionato.

 

L' Italia non gli manca neppure un po'. Il Milan è il club che si è mosso con maggiore determinazione, il vecchio amico Franco Baldini è sicuro che dovesse tornare sceglierebbe la Roma ma il domino scatenato dall' addio di Massimiliano Allegri ha un po' scombussolato ogni candidatura. Una cosa è certa: Sarri non sarebbe mai andato alla Juventus lo scorso anno, lasciando la panchina azzurra e passando direttamente a quella bianconera. Via Londra, non avrebbe grandi problemi.

SARRI MARINA GRANOVSKAIA

 

IL CHIODO FISSO

A Torino, nel giorno in cui si consuma la separazione, Massimiliano Allegri proprio non riesce a togliersi dalla testa la rivalità con Maurizio Sarri. Se Agnelli scegliesse davvero il tecnico di Bagnoli, sarebbe uno schiaffo peggiore della scelta di chiudere i ponti con lui. Dice. «In tutti i ruoli ci sono le categorie: chi vince, e chi perde. Ci sarà un motivo se qualcuno non vince mai e altri vincono sempre. Se parlo, viene giù il mondo» spiega riferendosi ovviamente all' ex tecnico del Napoli.

 

Non riesce a mandar giù le critiche alle sue prestazioni, al non-gioco della Juve che ha vinto cinque scudetti con lui alla guida. In cinque campionati. La presenza della squadra al completo, proprio come la Roma ha fatto con De Rossi, dà il senso del momento. Allegri spiega: «Abbiamo parlato, espresso i nostri pensieri, su quello che era il futuro e il bene della Juventus. Dopo la società ha fatto le sue valutazioni e ha ritenuto opportuno che l' allenatore non fossi più io».

 

LA SCELTA DELLA JUVE

MAX ALLEGRI ANDREA AGNELLI

Nel rinvio palla, Max è il numero uno. Non c' è che dire. La verità, tutta la verità. Eccola: mi hanno mandato via. Agnelli gli rende omaggio, nascondendo sotto il tappeto i mal di pancia per le prove opache e per l' eliminazione con l' Ajax. D' altronde, al nemico che fugge, ponti d' oro. «Sono stati anni straordinari, Allegri da solo ha scritto la storia della Juventus. Fino ad allora quando si parlava di 5 scudetti consecutivi si parlava degli anni' 30 ed era da allora che non si vincevano cinque scudetti consecutivi. In tutto questo, in questo percorso, la cosa che mi rende più orgoglioso è che io penso di aver trovato un amico, oltre ad aver condiviso progettualità professionali, con cui potermi confidare su tanti argomenti».

 

IL SUCCESSORE

«Ci sarà e di questo potete stare tranquilli» ha spiegato Agnelli, senza lasciare indicazioni e rispondendo con il silenzio alla domanda se in pole c' è Antonio Conte. Nessun identikit di colui che prenderà il posto di Allegri.

 

ALLEGRI AGNELLI

Né Allegri dirà cosa farà il prossimo anno. Di certo, dopo le lacrime e la commozione di ieri, la Juve e Allegri dovranno discutere anche sull' entità della buonuscita: si parla di 5 milioni di euro, o della richiesta di continuare a essere pagati come da contratto fino al giugno del 2020. Allegri sorride. «È arrivato il momento di lasciarsi, ma nel migliore dei modi. Stasera con l' Atalanta bisogna festeggiare due cose: la vittoria dello scudetto e l' addio di Barzagli».

 

Vuole chiarire alcuni punti. Un modo per scardinare tutto sulla Juve il peso della separazione.

«Non è vero che avevo chiesto anni di contratto e giocatori, a questo non ci eravamo neanche arrivati. Una sera sono stato a cena a casa del presidente, mi avevate seguito ma non mi avete trovato, poi due giorni fa ci siamo visti con Nedved e Paratici. Alla fine Agnelli, da decisionista qual è, ha deciso che non potevo più rimanere». Infine l' ultima stoccata: «Giocar bene o male dipende dal risultato. Le partite di calcio sono strategia, vanno capiti i momenti della partita perché giocar bene 38 partite è impossibile, ma quelle che ti fanno vincere lo scudetto sono quelle quando giochi male».

 

SUPERCASTING

MAURIZIO DE GIOVANNI

Sembra il Grand Hotel. Agnelli è un bivio e l' impressione che neppure lui sappia bene cosa farà: un grande nome (Mourinho, Conte, Sarri, Pochettino, Deschamps) o una scommessa (Inzaghi, Mihajlovic, De Zerbi). Si muovono i migliori, anzi proprio i più famosi del mondo, con storie e percorsi diversi. Agnelli è stato spiazzato dalla scelta di Zidane di tornare al Real, altrimenti i giochi erano fatti. Voleva mandare via Allegri e lo ha fatto. Ma non è ancora in grado di fare il nome del suo erede.

 

Anche Pep Guardiola gli ha sbattuto le porte in faccia e persino la suggestione di Cristiano Ronaldo, che si chiama Ancelotti, resta una chimera e basta. Molto dipende da Antonio Conte, prima scelta dei bianconeri: se l' intesa con l' Inter e con Marotta è vincolante, la Juve andrà su Mourinho o un altro ancora. A meno che la Juve non provi a strappare all' Ajax (e al Bayern di Monaco che appare in pole) proprio Erik ten Hag. Insomma, un bello spasso.

 

Qualcuno deve rompere gli indugi in serie A, dove le prime 10 rischiano di dover cambiare allenatore. Tranne il Napoli, s' intende. E con Gasperini ago della bilancia, perché piace proprio a tutti. Anche a De Laurentiis. Che però l' allenatore ce l' ha. Ed è Ancelotti. E se lo tiene ben stretto.

AURELIO DE LAURENTIIS

 

 

 

3. «NON CI CREDO, HA LOTTATO SEMPRE CONTRO IL SISTEMA»

Bruno Majorano per ''Il Mattino''

 

La voce di un possibile approdo di Sarri sulla panchina della Juventus è un po' una bomba che deflagra rapidamente in tutto il mondo Napoli. Sì, perché quel triennio dell' allenatore toscano alla guida degli azzurri resta un periodo indimenticabile per tutti.

LO SGOMENTO

Sembra molto stupito dalla cosa l' attore Patrizio Rispo. «Mi sorprenderebbe molto perché Sarri ha fatto la sua storia a Napoli: che bisogno ha ora di andare lì?

Mi lascerebbe un po' allibito, ma poi capisco che è il suo lavoro e allora ci può stare».

NESSUNA SCUSA

C' è poi chi come lo scrittore Maurizio De Giovanni ne fa quasi una questione di principio.

 

de laurentiis

«Vedere Sarri alla guida della Juve sarebbe una dolorosa presa d' atto che purtroppo non esiste alcuna forma di emotività e di sentimento all' interno di questo mondo. In Sarri ho riconosciuto una bandiera più dell' anti-juventinità che del tifo del Napoli. È sempre stato un tipo antipadronale. Ha sempre lottato contro il potere costituito». Opinione non dissimile da quella del prorettore della Federico II Arturo De Vivo. «Sarebbe una scelta che colpisce per il passato: è sempre stato critico con il Palazzo. Se dovesse andare sarebbe la dimostrazione che vuol solo vincere». Ma poi ci sono gli aspetti professionali. «Da questo punto di vista ci può stare. Se un professionista fa scelte diverse da quelle che si aspetta la piazza non può essere accusato.

È un professionista che è arrivato tardi nel grande calcio e forse ha bisogno di bruciare i tempi.

Detto questo qualche fastidio me lo darebbe, ma poi me ne farei una ragione».

 

napoli arsenal insigne ancelotti 1

NAPOLI E LA CITTÀ

La cosa che più di tutte lascia perplessa della scelta la cantante Monica Sarnelli è il rapporto che si è instaurato tra Maurizio Sarri e la città di Napoli. «Mi stupirebbe molto perché noi siamo un popolo unico. Tutti quelli che hanno avuto un po' di passione sono rimasti nel Napoli per l' attaccamento alla città, cosa che nelle altre città non avviene. Ecco perché spero si ricordi dell' amore che ha avuto a Napoli».

 

I SOCIAL

ancelotti

E poi c' è il mondo social, che pure si è sbizzarrito nelle ultime ore. «Sarri per tre soldi è andato a Londra...Sarri per sei soldi andrà a Torino», scrive un tifoso su un forum di napoletani. «Mi viene da piangere», o ancora «L' eventuale passaggio di Sarri alla Juve sarebbe la perfetta fotografia del nostro paese. Ma fateci ancora credere negli eroi senza macchia». C' è anche chi la prende con una battuta. «Le probabilità che il Comandante vada alla Juventus sono le stesse che Donald Trump si tatui l' immagine di Che Guevara», o anche «Lo vorrei alla Juve solo se decidesse volutamente di fare schifo e permettere così al Napoli di vincere lo scudetto». Il pensiero più o meno comune è uno. «Comunque vada amerò sempre Sarri aldilà dei colori».

 

sarri e allegri

E poi ci sono i Sarristi che dalla loro pagina Facebook hanno fatto chiarezza. «Se avete paura che Sarri vada alla Juve, significa che lo avete amato. Se lo avete amato, significa che avete imparato a conoscerlo. Se avete imparato a conoscerlo, non dovete aver paura. Anche al verificarsi di un' improbabile illuminazione della Juventus sulla via del Sarrismo, Sarri risponderebbe come fece il 22 aprile 2018, quando entrò allo Stadium di Torino col dito medio e ne uscì qualche ora dopo con tre punti».

 

 

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