guido della rovere, inacio pia e luca reggiani

DOPO LA FUGA DEI CERVELLI, C'È QUELLA DEI PIEDI BUONI - È VERO CHE I CLUB ITALIANI NON HANNO IL CORAGGIO DI LANCIARE I GIOVANI, MA C'E' ANCHE UN REGOLAMENTO CHE CONSENTE ALLE SOCIETÀ STRANIERE DI "SCIPPARE" I TALENTINI ITALIANI SPENDENDO POCO - QUANDO UN CALCIATORE SENZA CONTRATTO PROFESSIONISTICO COMPIE 16 ANNI, LE SQUADRE STRANIERE POSSONO ACQUISTARLO VERSANDO UN COMPENSO TRA I 200 E I 300MILA EURO - I CASI DI GUIDO DELLA ROVERE, INACIO PIA E LUCA REGGIANI …

guido della rovere

Estratto dell'articolo di Nicola Balice per "la Stampa"

 

[…] C'è tutta una generazione di talenti in fuga, […] sfruttando ciò che il regolamento permette: compiuti 16 anni, se non si è già legati da un contratto professionistico, chiunque può trasferirsi all'estero e alla propria società viene versato solo un contributo stabilito tecnicamente (di solito compreso tra i 200 e i 300 mila euro).

 

Lo stesso giocatore per passare invece a un altro club italiano dovrebbe essere ceduto al termine di una trattativa che spesso impone valutazioni ben diverse. […] E […] ai grandi club italiani da un punto di vista economico "conviene" fin troppo andare a pescare all'estero piuttosto che in Italia, è così di fatto ovunque: unica differenza è lo status di extra-comunitario che alza la soglia dell'età minima dai 16 ai 18 anni. E le tanto contestate nuove norme sul vincolo per i giovani di base non hanno né migliorato le condizioni dei calciatori né tutelato particolarmente le società italiane.

 

samuele inacio pia

[…] L'ultimo caso è quello di Della Rovere: talento cristallino classe 2007 che ha lasciato la Cremonese per passare al Bayern Monaco, troppo più facile per il club tedesco proporre al giocatore condizioni tecniche ed economiche più vantaggiose rispetto a quelle delle grandi italiane.

 

Il prossimo è invece Inacio Pia, figlio d'arte, promesso sposo del Borussia Dortmund nonostante il classe 2008 si stesse imponendo in uno dei vivai più floridi d'Europa come quello dell'Atalanta. Non ha perso tempo nemmeno il Borussia Dortmund sul fronte legato a Luca Reggiani, il difensore punto fermo in azzurro, ha compiuto 16 anni lo scorso 9 gennaio e pochi giorni dopo ha salutato il Sassuolo per la società giallonera.

luca reggiani

 

Storia un po' diversa quella di un altro figlio d'arte, Andrea Natali (classe 2008)che si è trasferito in Spagna con papà Cesare (diventato scout per l'Udinese) quando era poco più che un bambino, lasciando il Milan per passare dall'Espanyol al Barcellona e ora al Bayer Leverkusen. Destinato a scenari internazionali di primo piano c'è anche Cher Ndour, classe 2004 che a 16 anni ha lasciato l'Atalanta per passare al Benfica salvo poi essere strappato di nuovo a parametro zero dal Psg alla concorrenza di mezza Europa. Senza dimenticare Willy Gnonto, punto fermo dell'ultima Nazionale targata Mancini e arrivato in Premier (Leeds) solo dopo la fuga che dall'Inter lo aveva visto scegliere gli svizzeri dello Zurigo.

 

simone pafundi

La fuga di talenti azzurri vive però di tante sfaccettature diverse. […]  Ci sono pure quelli che in realtà sono stati blindati e poi ceduti. Un po' per scelta propria: vedi il caso di Simone Pafundi, classe 2006 lanciato in prima pagina sempre da Mancini ma senza spazio nell'Udinese che lo ha lasciato andare al Losanna a gennaio in prestito con diritto di riscatto fissato a 15 milioni.

 

cesare casadei

Un po' per quella del club che doveva fare cassa anche se magari a malincuore: vedi Cesare Casadei, diventato maxi plusvalenza per l'Inter nell'estate del 2022 quando lo acquistò il Chelsea per 15 milioni più 5 di bonus. La situazione poi si ribalta, talenti azzurri in fuga, baby stranieri in arrivo. Per un club è più semplice pescare all'estero, anche se poi la difficoltà a lanciare i giovani in A, resta. […]

andrea natali guido della roveresamuele inacio piawilfried gnontoandrea natali cesare casadeiluca reggianicesare casadei 6cher ndour

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…