bernardi piccinini

ECCO COME SONO DIVENTATO “MISTER SECOLO”, IL MIGLIOR PALLAVOLISTA DEL ‘900 – ALL’ANIENE LORENZO BERNARDI FA RIVIVERE LA GENERAZIONE DEI FENOMENI DELL’ITALVOLLEY – “NON ERAVAMO AMICI. C'ERA UNA GRANDISSIMA RIVALITA'. QUANTE CE NE SIAMO DETTE CON ZORZI…” – FRANCESCA PICCININI: “ANCHE NELLA NAZIONALE FEMMINILE CHE CONQUISTÒ IL MONDIALE NEL 2002 NON REGNAVA L’AMICIZIA” – JACOPO VOLPI E I SEGRETI DI QUELLA NOTTE CON BERNARDI A COPACABANA NEL 1990 – LIBRO+VIDEO

 

Francesco Persili per Dagospia

 

A cosa hai pensato quando hai schiacciato quel pallone nella finale mondiale del ’90 contro Cuba? “A niente, assolutamente a niente”. La mette giù così Lorenzo Bernardi ripensando alla sera di quel 28 ottobre quando l’Italvolley si issò per la prima volta sul tetto del mondo: “Quel pallone era uguale a tutti gli altri. Primo o ultimo punto, non c’era differenza. Era dall’inizio di tutto che mi allenavo per quello”.

bernardi

 

Di quella notte a Copacabana, l’ex schiacciatore della Panini Modena ricorda che è sempre il gioco di squadra a fare la differenza, le birre gelate e le caipiroske. A tranquillizzare la moglie ci pensa Jacopo Volpi, oggi conduttore della Domenica Sportiva e 29 anni fa voce narrante dell’Italvolley: “Quella notte Bernardi ha dormito con me”. All’Aniene si parla del suo libro, ‘La Regola del Nove’, curato da Serena Piazza (Roi Edizioni).

 

Il racconto di ragazzi che fanno sport nei cortili e di una “generazione fenomenale”, medaglie vinte e perse, tendini bucati e pugnalate alla schiena e di una sfida bigger than life. "Essere bravi non basta, avere talento non è sufficiente, se non si ha il desiderio di migliorarsi". E’ così che ‘Lollo’ è diventato ‘Mister Secolo’, il miglior pallavolista del Novecento. “Una storia strepitosa”, certifica il presidente del Coni Giovanni Malagò, “un libro che racconta la personalità complessa, non convenzionale, di un campione umile, di un allenatore che ora siede come rappresentante dei tecnici in Consiglio Nazionale Coni ma soprattutto di un grande uomo”. Al suo fianco il presidente della Fipav, Pietro Bruno Cattaneo, rivendica l’orgoglio per “la Generazione dei Fenomeni che ha reso la pallavolo uno sport popolare”.

 

cattaneo piccinini malagò bianchedi bernardi e la moglie

Il convitato di pietra è Julio Velasco. È il coach argentino che ai tempi di Modena lo mette davanti alla sliding door decisiva della carriera. “O vai in prestito oppure se accetti di cambiare ruolo, da alzatore a schiacciatore, in due anni sei in Nazionale”. Sfida accettata, e vinta. “Un rapporto straordinario perché basato sulla sincerità”, anche quando ad Atlanta ‘96 Velasco lo punzecchia davanti ai giornalisti al termine di un esercizio: “Dicono che sei il giocatore più forte del mondo, il giocatore più forte del mondo questa palla la prende”.

 

Si rivivono momenti di vita e di sport. Il coraggio di lasciare Trento a 14 anni, l’impatto con Padova e con quella professoressa di tedesco che sembra la signorina Rottermeier di Heidi, la voglia di rimettersi in gioco da tecnico in Polonia, la paura ad Ankara (“Ho vissuto con il terrore. Ci furono 4 attentati in un anno”), il triplete a Perugia con uno strascico giudiziario che potrebbe cambiare il regime che lega i tesserati ai club. “La regola che ho imparato subito è che il campo ti restituisce quello che dai”. Ma ogni regola ha le sue eccezioni.

 

bernardi malagò cattaneo

Impossibile evitare l’argomento: la maledizione olimpica. Giochi del ’92, Freddie Mercury e Montserrat Caballè intonano ‘Barcelona’, brividi e adrenalina a fiumi, ci sono i giganti del basket NBA Michael Jordan e Magic Johnson e un altro Dream Team, il nostro, l’Italvolley. Tutti, a partire dalla Federazione Internazionale, sono convinti che gli azzurri della pallavolo conquisteranno l’oro.

 

L’Olanda di Blangè, Zwerver e Van Der Meulen manda in frantumi il sogno ai quarti. “L’incubo si rimaterializza quattro anni dopo, in finale, a Atlanta ’96. Si fa male Bovolenta, poi in semifinale contro la Jugoslavia, l’infortunio alla caviglia di Bernardi. “Giocai la finale con le infiltrazioni, le conseguenze le ho pagate dopo. Non ho da recriminare nulla. Quello che volevo fare l’ho fatto. Ne valeva la pena”. Impegno e fatica, nessuna resa finché non si vince.

 

bernardi presentanzione libro aniene

“E’ una balla che l’importante è partecipare. L’importante è vincere. Alle Olimpiadi, ai Mondiali, a calcetto con gli amici, si partecipa per vincere, altrimenti non ha senso”, Bernardi va dritto per dritto (“Non devi avere mai paura del tuo nemico ma di quello che ti offre il caffè”, Pasquale Gravina docet), e se ne impipa del politically correct. “Hanno detto che la nostra non era una squadra ma un gruppo di amici. La verità è che questo sentimento non c’era. Quante ce ne siamo dette con Zorzi… Per formare una grande squadra l’amicizia non è elemento indispensabile. Avevamo una grandissima rivalità che durava 11 mesi. Eravamo la Generazione fenomenale per il desiderio di abbattere i nostri limiti per raggiungere qualcosa di straordinario”.

bernardi zorzi

 

Gli fa eco anche Francesca Piccinini, la pallavolista più famosa d’Italia che ha vinto tutto tranne l’oro olimpico: “Neanche nella nazionale femminile che conquistò il mondiale nel 2002 regnava l’amicizia. Eravamo colleghe che cercavano di fare il loro meglio inseguendo un traguardo comune. Di amiche ce ne erano una o due. Non si può essere amica di tutte”. La Piccinini ha smesso vincendo. Nella sua seconda vita ci sarà sicuramente "un secondo libro". Anche se quel sogno olimpico…

lorenzo bernardi coverlorenzo bernardilorenzo bernardi coverfrancesca piccinini 13francesca piccinini 12Francesca Piccininifrancesca piccinini francesca piccinini lorenzo bernardijacopo volpifrancesca piccinini 18lorenzo bernardilorenzo bernardifrancesca piccininifrancesca piccinini 9lorenzo bernardi

 

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?