stefano pioli max allegri

JUVE E MILAN, ALL'EURO-TEST: SERVONO DUE VITTORIE PER EVITARE I MALUMORI – I ROSSONERI NON DEVONO PERDERE CONTRO IL SALISBURGO PER ACCEDERE AGLI OTTAVI DI CHAMPIONS – I BIANCONERI CERCANO UNA REAZIONE DOPO LA BATOSTA DELL’ELIMINAZIONE AI GIRONI E PER POTER ALMENO "RETROCEDERE" IN EUROPA LEAGUE DOVRANNO...

1. MILAN METTI IL PUNTO

Carlos Passerini per il “Corriere della Sera”

 

RAFA LEAO EMPOLI

Ride, gioca, scherza. Insomma: il solito Rafa. Segno che la nottataccia di Torino è davvero alle spalle, insieme a polemiche e cattivi pensieri. Tutti a chiedersi come avesse preso la sostituzione all'intervallo dopo i due clamorosi errori che hanno fatalmente segnato la partita ed ecco che la risposta arriva dallo stesso Leao, o meglio dal suo linguaggio del corpo, che non tradisce mai.

 

LEAO REBIC EMPOLI

Sorrisi, pacche sulle spalle, la solita inconfondibile aria da bambinone che si diverte a correre spensierato sotto la pioggia di Milanello, alla vigilia della partita che vale una stagione. Certo che domenica avrebbe preferito restare in campo, questo è chiaro, ma chi gli sta vicino assicura che il ragazzo ha capito la scelta di Pioli, il quale l'ha levato per due ragioni: mandare un segnale forte a lui e al gruppo ma anche risparmiarlo almeno un tempo in vista di stasera, quando col Salisburgo i rossoneri si giocheranno una partita da dentro o fuori. In palio ci sono gli ottavi di Champions, traguardo che manca dal 2014 e obiettivo dichiarato del club.

leao milan inter

 

Servirà il contributo di tutti, a partire proprio da Rafael, che ha già dimostrato di poter essere l'uomo in più di questa squadra, se solo ne ha voglia. Basta un punto, un punto soltanto, ma proprio per questo il Diavolo deve assolutamente evitare di giocare per non perdere: se lo fai, in Europa la paghi. Anche perché di fronte ci sarà un Salisburgo ancora in pienissima corsa ma senza pressioni, a differenza del Milan. 

 

salisburgo milan

Gli austriaci, scortati stasera a San Siro (sold out) da 5 mila tifosi e che hanno in Okafor l'uomo migliore, sognano l'impresa: con una vittoria scavalcherebbero proprio i rossoneri, che finirebbero in Europa League, di certo non la prospettiva primaverile ideale anche in ottica campionato. «Ma noi siamo portati ad attaccare e non cambieremo» ha messo in chiaro Pioli, che lunedì ha prolungato il contratto fino al 2025, con un meritato aumento di stipendio da 3,5 a 4 milioni di euro. 

salisburgo milan

 

Anche le tempistiche della firma, prevista inizialmente per dicembre, sono significative: si tratta di un segnale di fiducia rafforzata da parte di dirigenza e nuova proprietà subito dopo la peggior gara dell'anno e a poche ore dalla più importante. 

 

salisburgo milan

«È merito di tutti» ha aggiunto il tecnico, che intende ricambiare la stima regalando il passaggio del turno. Anche perché quella di stasera è una partita doppia, in tutti i sensi, visto che mette in palio non solo il risultato sportivo, ma anche un gruzzolo da 20 milioni di euro che velocizzerebbe il processo di ristrutturazione intrapreso con successo da Elliott e portato avanti da RedBird. I conti migliorano, il pareggio di bilancio s' intravede, ma in questo senso la Champions è fondamentale: più risultati, più investimenti. 

sandro tonali

 

«Non bisogna avere paura» ha ribadito Tonali, uno dei simboli del nuovo Diavolo, che tornerà a far coppia con Bennacer, mentre Giroud si riprenderà il posto da centravanti dopo la panchina di domenica, con Leao a sinistra. «Non ho dovuto dirgli niente» ha puntualizzato Pioli, che poi s' è rivolto agli austriaci: «Se s' aspettano un Milan come quello di Torino rimarranno delusi». Forte e chiaro. L'arbitro sarà lo spagnolo Lahoz, fra i top 5 mondiali negli ultimi due anni. Dopo i disastri del tedesco Siebert col Chelsea, è apprezzabile la scelta di Rosetti, numero uno dei fischietti Uefa, di spedire a San Siro uno dei suoi uomini migliori.

 

2. LA JUVE CERCA SPAZIO NELL'ALTRA EUROPA, LE STELLE LE PORTA IL PSG

Massimiliano Nerozzi per il “Corriere della Sera”

 

A riveder le stelle, davanti all'hotel Principi di Piemonte, in pieno centro, ci sono oltre mille persone e pazienza se stasera all'Allianz Stadium i fenomeni saranno avversari: telefonini spianati per Mbappé e Messi (il più invocato, di gran lunga), mentre qualche urlo spunta pure per Donnarumma e Verratti. 

psg juventus 4

 

Del resto, al momento, le star della Juve andrebbero bene giusto per il presepe, da Pogba a Chiesa, da Vlahovic a Di Maria. Si annuncia sfida impari per la Signora dunque, ma che finisca male «non ci voglio nemmeno pensare» taglia corto Massimiliano Allegri. Male, anzi malissimo, sarebbe volare fuori (anche) dall'Europa League, dopo essere stati esclusi dalla Champions. Mentre dall'altra parte, si cullano sogni di grandeur: «Abbiamo il dovere di arrivare primi nel girone e possiamo vincere la Coppa», confessa Christophe Galtier, il tecnico chiamato dagli sceicchi a riuscire dove tanti altri hanno fallito. 

psg juventus 1

 

Per la Juve - e Allegri, che mai era finito eliminato ai gironi - tira un'aria quasi surreale: «È una conferenza strana - attacca l'allenatore bianconero - è la prima volta che giochiamo senza il passaggio del turno in Champions. Dobbiamo però entrare in Europa League, è una competizione bella e importante».

 

Dura dimenticare Lisbona: «L'eliminazione mi brucia, sono ancora arrabbiato, perché a marzo non potremo misurarci con le migliori d'Europa». Di rimorsi e rimpianti c'è già pieno un baule, a partire dal crac di Pogba: «Non ho parlato con lui, ma siamo penalizzati perché non lo abbiamo mai avuto». 

 

psg juventus 2

Dopodiché, ormai è umanamente stufo: «Inutile ripetere le stesse cose, una volta presa la decisione di non operarsi a inizio stagione, era normale che le speranze che potesse rientrare fossero ridotte al lumicino. Lui è dispiaciuto, sia per il Mondiale che per la Juve». Oltre che per il terzo posto, si gioca per l'onore. «Dobbiamo avere una reazione, pure perché i bruttissimi risultati in Champions ti fanno vedere in modo più negativo quelli in campionato». Se non altro, ci sarà spazio per i giovani, con una chance di vedere dal primo minuto Fagioli, da mezzala, e Miretti, alle spalle di Milik: una luce nella notte più oscura.

 

Ultimi Dagoreport

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)