andrea agnelli cristiano ronaldo fabio paratici

LA JUVENTUS IMPUGNA IL LODO RONALDO - IL CLUB BIANCONERO, CHE ERA STATO CONDANNATO DAL COLLEGIO ARBITRALE A RISARCIRE IL CALCIATORE PER 9,8 MILIONI IN SEGUITO ALLA “MANOVRA STIPENDI” DEL 2020, HA GIA’ VERSATO A CR7 LA SOMMA MA A DISTANZA DI POCO PIÙ DI UN MESE DALLA DECISIONE VUOLE OTTENERE LA RESTITUZIONE DEL DENARO. I LEGALI SPIEGANO CHE NELL’ARBITRATO È STATO STABILITO CHE LA ‘CARTA RONALDO’ NON HA ALCUN EFFETTO VINCOLANTE E QUINDI…”

Matteo Pinci per repubblica.it - Estratti

 

cristiano ronaldo

Ci sono divorzi che durano più dei matrimoni. Come quello tra la Juventus e Ronaldo. Dopo la separazione del 2021, alla fine di tre anni probabilmente al di sotto delle reciproche aspettative, lo scambio di carte bollate non è ancora concluso.

 

La società bianconera ha deciso di impugnare alla Corte d’appello di Torino il lodo arbitrale che lo scorso 17 aprile le aveva imposto di corrispondere a CR7 9.774.166,66 euro: erano gli effetti della lite sulla famosa “carta Ronaldo”, il documento che per mesi è stato al centro dell’inchiesta sui bilanci della Juventus.

 

Una serie di scambi di email con il rappresentante del giocatore per la restituzione di oltre 19 milioni a cui Ronaldo aveva formalmente rinunciato nella cosiddetta “Manovra stipendi”. Soldi che, per lungo tempo, lui non aveva richiesto. Poi, su impulso dei legali Shehata e Pino la vicenda era stata affidata a un arbitrato.

 

cristiano ronaldo

Per gli arbitri Cristiano aveva “sottoscritto l’accordo di riduzione senza avere ottenuto le dichiarazioni destinate a ripristinare le sue spettanze”, insomma, non aveva firmato una carta che confermasse che quei soldi gli sarebbero stati ridati. Ma la Juventus aveva comunque una “responsabilità precontrattuale” nei confronti del fuoriclasse portoghese per il danno subito dal giocatore. Il risultato? La divisione salomonica della cifra. Ci rimettiamo tutti, ma solo un po’.

 

cristiano ronaldo 2

La Juventus ha già versato a Ronaldo — che certo non ne ha bisogno nel suo luccicante esilio saudita — quei 10 milioni scarsi. Ma a distanza di poco più di un mese dalla decisione (aveva 90 giorni di tempo) ha deciso di non lasciar correre. Forte, ne sono convinti i legali, di avere motivi per ottenere la restituzione della somma.

 

Secondo la difesa del club bianconero “gli arbitri hanno rilevato che la ‘carta Ronaldo’ non abbia alcun effetto vincolante; hanno rigettato le sue domande di nullità dell’accordo di riduzione dei compensi e di adempimento dell’accordo di integrazione; hanno altresì rigettato la domanda di annullamento dell’accordo di riduzione dei compensi, rilevando l’assenza di dolo in capo alla società”. Insomma, per i legali del club potrebbe verificarsi, sembra di capire, la circostanza della nullità per contraddittorietà tra motivazione e dispositivo

CRISTIANO RONALDO 3cristiano ronaldo 3cristiano ronaldo 1maglia finta di cristiano ronaldo prodotta da pegaso 3

 

(...)

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…