koulibaly

KOULIBALY CE L’HA GROSSO. IL CUORE - VESTITI AI CLOCHARD, 500 EURO A NATALE PER IL MENDICANTE,  I TANTI ATTI DI GENEROSITÀ DEL DIFENSORE BENEFATTORE – I REGALI AI RAGAZZI DELLE CASE FAMIGLIA, LE VISITE AGLI OSPEDALI PEDIATRICI. SENZA DIMENTICARE DI FARE BENEFICENZA NEL SUO SENEGAL - CON UN INGAGGIO DA 6 MILIONI DI EURO NETTI ALL'ANNO E’ IL CALCIATORE PIÙ PAGATO (E CON PIU’ MERCATO) DEL NAPOLI: SULLE SUE PISTE IL CITY E LO UNITED...

Monica Scozzafava per il Corriere della Sera

 

Quando si incontra un connazionale in terra straniera, in genere, il cuore si apre.

KOULIBALY

Non importa se sei molto famoso e l' altro no, se la luce splende da una parte sola.

Perché Kalidou Koulibaly, difensore senegalese del Napoli, ha un cuore grande così soprattutto con gli invisibili.

 

Quelli che dormono per strada, si riparano dal freddo con casette arrangiate con i cartoni e di giorno racimolano spiccioli ai semafori. Gente che non ha avuto fortuna, e magari non perché non l' abbia meritata.

 

Quando l' immigrato del Senegal ha alzato lo sguardo e si è trovato di fronte un ragazzo alto e grosso, ben vestito e con la pelle scura proprio come la sua, ha pensato: mi darà qualche euro in più. Lo ha guardato, gli ha sorriso e dopo poco ha capito.

koulibaly

 

Eccolo Koulibaly, benefattore molto speciale, che già altre volte gli aveva portato camicie, maglioni e giubbotti. La sera della vigilia di Natale, nel parcheggio davanti a un grande supermercato di un quartiere bene di Napoli, tutti andavano molto di corsa, caricavano le auto con le grandi spese per il cenone. Koulibaly era lì anche lui, come c' era stato tante altre sere. Al «fratello» invisibile dice: buon Natale. Poi, nel palmo della mano gli consegna cinquecento euro. Gli occhi diventano immediatamente umidi, il sorriso si allarga: sotto il berretto di lana infeltrita c' è un volto felice.

 

de laurentiis koulibaly

Natale è arrivato nelle vesti di Kalidou per lui e altri tre ragazzi, amici da anni, che vivono di fortuna e si dividono equamente i soldi piovuti come dal cielo nel parcheggio freddo e umido del supermercato. I quattro si abbracciano, ringraziano. Poi corrono via verso le luci colorate del centro commerciale. Lì dove non entrano mai. È festa, si comprano panettone e spumante, gentile omaggio di un calciatore famoso che a sua volta si è fatto un regalo.

koulibaly

 

koulibaly manolas

Non è il primo, non sarà l' ultimo. Koulibaly, simbolo della rivolta contro il razzismo, uno dei primi a fermare il gioco in campo perché bersagliato dagli insulti, è cresciuto leggendo Martin Luther King e Malcom X, li ha presi come modelli, istruttori ed educatori di vita. Il suo talento gli ha fatto guadagnare stipendi faraonici, ma non ha dimenticato i sacrifici. E allora, se fa freddo, esce di casa e porta coperte, sciarpe e giubbotti a chi soffre per la strada.

 

Al benzinaio che fa il pieno all' auto non lesina mance, al portiere del palazzo dove abita a Posillipo porta sfogliate e babà. A volte anche lo shopping diventa allargato. Ha comprato felpe del Napoli per regalarle agli ambulanti africani, ha ordinato maglioni in un negozio del centro per i ragazzini delle case famiglia che visita almeno una volta al mese. Cuore d' oro soprattutto con i bambini: le visite negli ospedali pediatrici Pausilipon e Santobono sono frequenti.

koulibaly

 

de laurentiis koulibaly

Natale e Epifania gli appuntamenti canonici, ma a Kalidou piacciono le sorprese e appena può va a far visita ai piccoli degenti. Lo scorso anno donò diecimila euro alla famiglia di Ceik Ndiaye, tredici anni, che doveva sottoporsi a un intervento di ricostruzione al viso. Senza dimenticare il suo Paese, il Senegal: salvò i suoi compagni della Nazionale, pagando il conto dell' albergo a Londra. Venticinquemila euro che poi gli vennero restituiti. «Caro Kalidou, la nostra scuola non ha i bagni. Ci aiuti?». È la lettera di un bambino che scrive dal Senegal. Una richiesta semplice. E Koulibaly, cuore grande, ha già provveduto.

koulibalyicardi koulibalynapoli bologna koulibalykoulibalykoulibalykoulibalykoulibaly

 

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)