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“ALCARAZ? SE QUALCUNO JE DÀ 'NA COLTELLATA FORSE CONTRO DI LUI VINCE UN SET”. NICOLA PIETRANGELI ESTASIATO DAL “FENOMENO” SPAGNOLO (CHE A ROMA NON CI SARA’) – “PUNTI DEBOLI? SE QUALCUNO NE TROVA UNO MI FACCIA UN FISCHIO”. IL FUTURO NUMERO 1? “PER I PROSSIMI 10 ANNI NON C’È STORIA. A PATTO CHE NON SI ROMPA. L’UNICO CHE PUO’ TENERGLI TESTA E’…” – LE CRITICHE A SINNER? TUTTI ESPERTI DI TENNIS ANCHE SE NON HANNO MAI PRESO UNA RACCHETTA IN MANO. MA JANNICK PUO’ VINCERE GLI INTERNAZIONALI" – E POI MUSETTI, LA DAVIS E QUELLA SFIDA CON PANATTA - FOTO DAL FORO ITALICO BY MEZZELANI

Foto di Ferdinando Mezzelani per Dagospia

PIETRANGELI

Francesco Persili per Dagospia

 

“Alcaraz? Un fenomeno. Nessuno è completo come lui. Se qualcuno je dà 'na coltellata forse vince un set”. Nicola Pietrangeli, icona del tennis italiano, è rimasto senza parole davanti all’impresa di Alcaraz a Madrid. “Battere Nadal, Djokovic e Zverev è roba da marziani”.

 

Punti deboli? “Se qualcuno ne trova uno, mi faccia un fischio”.

 

ALCARAZ

Contro Nadal c’è stato un passaggio di consegne? Qualcuno ha trovato similitudini con quanto accadde nel 1970, nella finale degli assoluti di Bologna, quando un ventenne Adriano Panatta sconfisse in tre set il 37enne Nicola Pietrangeli: “Quello era un vero e proprio passaggio di testimone, qui è ancora presto. Nadal è ancora competitivo. Ma di sicuro Alcaraz è il suo successore, un predestinato”. Il futuro numero 1? “Smetterà per noia. Per i prossimi dieci anni, ma forse anche di più, non c’è storia. A patto che non si rompa. I tennisti di oggi sono delle macchine e possono avere problemi…”

CARLOS ALCARAZ AS

 

Intanto salterà Roma. Per preparare meglio il Roland Garros? “Siccome a Parigi ci arriva come grande favorito, ora si fa un bel riposino. Si gode vittorie e soldi, visto che fino adesso non ha avuto tempo. Certo non averlo qui a Roma ci dispiace”. Ma ci sarà Djokovic: “Forse l’unico che può tenergli ancora testa. I favoriti per gli Internazionali sono lui e Nadal ma anche Sinner può giocarsi le sue carte”.

 

C’è un grande gap tra il tennista altoatesino e Carlitos Alcaraz? “Sinner non è lontano, è un bel piccolo fenomeno”. Dicono che debba migliorare sul servizio e nel gioco a rete. Condivide? “Sembra di essere tornati ai tempi di "Azzurra" quando all'improvviso erano tutti esperti di vela, ora sono tutti intenditori di tennis anche se non hanno mai preso la racchetta in mano. Sinner va bene così. Può solo migliorare”.

 

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La separazione da Piatti è un’opportunità o avrà dei contraccolpi? “Non sta a me dirlo. Ma una cosa voglio aggiungere. Alcaraz che sbaraglia Nadal, Djokovic e Zverev è una sorpresa. Sinner che vince il torneo di Roma non sarebbe un miracolo”.

 

Lui, Berrettini, Sonego, Musetti. È una squadra che non ha nulla da invidiare a quella di cui era capitano nel 1976 che vinse la Davis in Cile (celebrata anche in un docu-film di Procacci”): “Indubbiamente, è una bella squadra, Musetti è quello che mi piace di più per come gioca, il gruppo è molto competitivo. Abbiamo un ottimo doppio e singolaristi fortissimi. Purtroppo hanno cambiato format e regolamento della Davis…"

 

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