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“LA FINALE NADAL-DJOKOVIC? RAFA SUONERA’ 'LA NONA' A ROMA, ALTRO CHE BEETHOVEN” – GIAMPIERO GALEAZZI PARLA DEGLI INTERNAZIONALI: “C’E’ STATO UN BOOM ECONOMICO MA MANCA UN PO' IL CUORE” – E POI I TEMPI DEL 'VILLAGGIO VIP', FEDERER, FOGNINI E LA PROFEZIA SULLA FINALE DI CHAMPIONS - ANDREA LUCCHETTA E LA MENTALITA’ DI 'DJOKO' - AL FORO TUTTI PAZZI PER ANNA SAFRONCIK: “AMORI IN CORSO? NO COMMENT. CIASCUNO E’ LIBERO DI...”- FOTOGALLERY BOMBASTICA +VIDEO

Foto di Ferdinando Mezzelani per Dagospia

Francesco Persili per Dagospia

 

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“A Roma Nadal suonerà la Nona. Altro che Beethoven…”. Il gladiatore Djokovic vince la battaglia con Schwartzman al terzo set ma Giampiero Galeazzi lo vede sconfitto in finale: lo spagnolo conquisterà il torneo per la nona volta. Al Canottieri Roma, “Bisteccone” sta festeggiando il suo 73esimo compleanno con tanti amici e prima di andare a cena si ferma a parlare con 'Dagospia' degli Internazionali: “Mi sembra che manchi il cuore, l'anima. C’è stato un boom dal punto di vista economico-finanziario ma si è persa la dimensione umana del torneo”.

 

Rafael Nadal Foto Mezzelani GMT05

Il giornalista cresciuto professionalmente nella “buca” del Foro Italico e poi 'laureatosi' al magistero tennistico di Pietrangeli e Panatta ricorda i gloriosi tempi del “Villaggio Vip”. “L’ho inventato io, come direbbe Pippo Baudo”. Un happening nazionalpopolare: “C’erano attori, cantanti, centinaia di ragazzi. Era la festa di inizio estate”, un momento di incontro per la città, sotto le tende si distribuivano vino rosso e panini, "stavano tutti al Villaggio. Mi pare che questa cosa si sia persa…”. Quest’anno però i grandi campioni, Djokovic, Federer e Nadal, sono venuti tutti. “Lo svizzero, che ha come sponsor un importante marchio italiano di pasta (Barilla), è tornato a giocare a Roma dopo 3 anni, poi a metà settimana si è fatto male e se ne è andato…”. Galeazzi attinge da David Foster Wallace e dal libro “Roger Federer come esperienza religiosa” per dire che “Il genio non è riproducibile ma l’ispirazione è contagiosa” e poi si sofferma su Fognini.

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“In campo non mi è piaciuto, ma Roma non è mai facile per gli italiani che soffrono la pressione, spero che fuori dai nostri confini, a Parigi e a Wimbledon, i nostri rendano di più”. E’ un  momento d’oro per il tennis italiano con 6 italiani tra i primi 100. “Mi auguro che Fognini entri nella top ten e che gli azzurri riescano a crescere ancora di più. Purtroppo le donne sono scomparse…La Davis? Ce l’hanno cambiata ma io resto legato alla vecchia formula”. Il conduttore de “La Domenica Sportiva” Marco Lollobrigida ricorda che Galeazzi è stato il primo a profetizzare una finale tutta inglese in Champions tra Liverpool e Tottenham. Dopo il pronostico su Nadal, a Djokovic fischieranno le orecchie.

 

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Il serbo arriva in finale dopo un’altra maratona di 2 ore e mezza (con Del Potro era rimasto in campo 3 ore e 15 minuti). Classe, concentrazione e recuperi prodigiosi, come nel sesto game del terzo set, quando con un allungo da “TiraMolla” riesce a conquistare la palla break. “Una cosa incredibile, per qualsiasi altro tennista il punto era perso”, il commento di Diego Nargiso su “Super Tennis”.

 

andrea lucchetta

“Mi prendo Federer tutta la vita per la classe la semplicità del gesto e il fair-play ma la mentalità di Djokovic è straordinaria, fa la differenza”, Andrea Lucchetta, primo ‘Capitano’ della generazione dei fenomeni dell’Italvolley, oggi commentatore sportivo, applaude Nole: “Trova sempre la forza per ribaltare il match. La sua rimonta con Del Potro mi ha ricordato quella della Lube Civitanova contro Perugia in gara 5 della finale scudetto. Quello che colpisce di Nole è la capacità di giocare con se stesso. Non è solo agonismo e resilienza ma anche gag e divertimento. Basti pensare agli intermezzi con i raccattapalle” (anche stasera nel terzo set ce n’è stato uno…)

 

Le cronache del volley di Lucchetta stanno diventando un genere letterario. Linguaggio futurista, tripudio di metafore e immagini folgoranti. “Possono anche non piacere ma la pallavolo è un sport giovane che ha un pubblico trasversale sotto i 35 anni, la mia comunicazione si rivolge a quei ragazzi e quindi ci sta che utilizzi quel linguaggio”. Non è facile la vita per i commentatori tecnici, come dimostra nel calcio la disfida tra Allegri e Adani. “Le polemiche ci possono stare ma la spiegazione è necessaria, bisogna metterci la faccia sempre e rispondere senza trovare scuse perché la cultura degli alibi è morta nel 1990”. Con l’avvento di Julio Velasco, l'ex ct che una settimana fa ha annunciato il ritiro. “No, Velasco ne parlava ma in campo andavamo noi, la generazione di fenomeni della pallavolo italiana”. 

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Non solo eroi sportivi anche bellezze da urlo. Anna Safroncik fa impazzire il Foro. “Fa sempre piacere tutto questo affetto”. L’attrice e influencer di origine ucraina tifa Nadal ma ha un debole per Federer. “Mi piace per lo stile e l'eleganza”. E’ cresciuta con il mito di Shevchenko e oggi, tra una fiction e una incursione su Instagram, gioca a padel. “Amori in corso? No comment”. E tutti quelli che al Foro sono rimasti abbagliati dal suo fascino li lasciamo liberi di sognare? “Certo, ciascuno può fare i sogni che vuole…”

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