matilde lorenzi

“HA FATTO UN ERRORE, SI È SBILANCIATA, HA BATTUTO LA FACCIA ED È RUZZOLATA FUORI”. COSI’ E’ MORTA MATILDE LORENZI, LA GIOVANE PROMESSA DELLO SCI AZZURRO SCOMPARSA DOPO UN INCIDENTE SULLE PISTE DELLA VAL SENALES - LA CAUSA DEL DECESSO: EMORRAGIA INTERNA. FATALE L'IMPATTO CON IL FONDO MOLTO DURO (E NON SI ESCLUDE LA PRESENZA DI QUALCHE ASPERITA') - SU QUEL GHIACCIAIO C'ERA ANCHE FEDERICA BRIGNONE, IN ALLENAMENTO - “MATILDE SAREBBE DOVUTA ANDARE IN SVEZIA, MA ERA TROPPO CALDO”

https://video.corriere.it/cronaca/matilde-lorenzi-nelle-immagini-della-webcam-la-sequenza-dei-soccorsi-dopo-la-caduta-l-elicottero-arriva-dopo-20-minuti/87409f46-7036-4ca5-aa65-31cc643afxlk

 

Estratti da open.online

matilde lorenzi

(...) «È caduta nel tratto pianeggiante della pista. Ha fatto un errore, si è sbilanciata, ha battuto la faccia ed è ruzzolata fuori». Così è morta Matilde Lorenzi nell’incidente sugli sci sulla pista rossa Grawand nr.1 sul ghiacciaio della Val Senales. La testimonianza, riportata oggi dal Corriere della Sera, è del suo allenatore Angelo Weiss. I margini sono delimitati da una piccola rete.

 

Ma un rinforzo «non è necessario in quel tratto dove non è mai successo nulla», dicono i tecnici. Anche per gli investigatori i requisiti di sicurezza sono stati rispettati. Lorenzi è deceduta all’ospedale di Bolzano per un’emorragia interna. La procura di Bolzano ha già dato il nulla osta per il funerale. Segno che la tesi dell’incidente sembra essere stata accettata. Eppure c’è chi dice che il problema della sicurezza sugli sci è endemico.

 

LORENZI

Flavio Vanetti per corriere.it - Estratti

 

(...)

 

matilde lorenzi

Ma dopo la tragedia Federica ha preferito non continuare ed è tornata a casa sua, in Val d’Aosta. Come accaduto in occasione della morte (a causa di un tumore) di Elena Fanchini, ha deciso di comunicare il suo dolore ai familiari di Matilde, evitando qualsiasi intervento sui social o tramite interviste.

 

 

Matilde era assieme ad altre due compagne, Sara Allemand e Ludovica Righi. Quest’ultima era al rientro dopo un infortunio, quindi per lei si trattava di sedute a scopo riabilitativo. Le tre atlete erano seguite da cinque tecnici: Damiano Scolari, Angelo Weiss (ex azzurro nella Coppa del Mondo, il primo a vincere uno slalom dopo il ritiro di Alberto Tomba), Patrice Revil, Marco Mina e Martino Rizzi. Stiamo parlando del gruppo di lavoro della Coppa Europa, che prenderà il via a metà dicembre.

 

Quello della Val Senales era così una sorta di raduno propedeutico alla stagione, successivo alla preparazione estiva svolta in Sud America. In realtà il gruppo di lavoro si era separato in due parti: il secondo è volato in Svezia, a Storklinten, dove avrebbe dovuto esserci pure la povera Matilde. Ma lì faceva troppo caldo e quindi non c’era la possibilità di raggiungere velocità adeguate per preparare, tramite il gigante, la disciplina principale di Lorenzi, vale a dire il superG. Quindi al Nord sono andate solo le slalomiste e viene davvero da pensare come a volte un destino sia deciso da fattori non controllabili: una questione di luoghi e di momenti.

matilde lorenzi

 

 

La zona del ghiacciaio e la routine

Il gruppo di Matilde era arrivato a sua volta domenica 27 e sarebbe rimasto in Val Senales fino al 31 ottobre compreso. Data l’affluenza di atleti —  su quella neve si allenano, tra gli altri, pure svizzeri, austriaci, norvegesi, tedeschi — sulla pista ciascuno degli ospiti del ghiacciaio ha una zona di lavoro. In questo caso le giovani promesse azzurre operavano sulla pista Gravand G1 e sulla prima delle dieci tracce disponibili.

 

La routine delle sedute è sostanzialmente codificata e ricorrente: sveglia alle 6, quindi risalita in vetta (quota 3300), prima con una funivia e poi con una seggiovia per raggiungere un rifugio; a seguire, una rapida sciata lungo una stradina per raggiungere il tracciato, infine riscaldamento e inizio delle discese.

 

Di norma di effettuano dai 6 agli 8 giri (quindi una volta completata una discesa si risale e si riprende). Per rendere attendibile la seduta e acquisire dati, i tecnici provvedono anche a installare un sistema di cronometraggio. Dopo il lavoro in pista c’è il rientro all’hotel, seguito, dopo pranzo, dalla parte pomeridiana dell’allenamento, con programmi defaticanti (con la cyclette) o in palestra.

 

L'impatto contro un fondo molto duro

matilde lorenzi

L’incidente di Matilde Lorenzi è accaduto nella tarda mattinata, in una zona comunque non ripida. Le prime notizie sono arrivate verso le 11.30. I soccorsi sarebbero stati immediati, gli allenatori erano presenti e hanno subito dato l’allarme: ma le condizioni sono apparse subito gravi, Matilde dopo il volo è atterrata sì sulla neve, ma sotto c’era un fondo molto duro e non è escluso — visti i danni agli organi interni di cui si è detto — forse anche con delle asperità. Si dovrà anche analizzare la situazione della pista, che nel lato dell’incidente — testimoniano le foto — non presentava reti o altre protezioni.

 

Non sempre è necessario averle, ma a patto che i criteri di sicurezza siano ben definiti. «Se lì non c’era una rete, il pericolo era rappresentato dal rischio di cadere in un punto nel quale, magari, c’erano delle pietre — il parere di Paolo De Chiesa, ex della Valanga Azzurra —. Quindi o sposti la zona di lavoro altrove, o la proteggi. Inoltre ho molte perplessità sul fatto che ci siano così tanti tracciati vicini l’uno all’altro».

 

Posto che l’autopsia dovrà accertare eventuali malori di Matilde quale causa del mancato controllo degli sci, il resto dell’inchiesta dovrà far luce sulle condizioni tecniche e ambientali in cui questa tragedia si è consumata.

matilde lorenzi

 

L’assurdo è che avvenuta in un luogo dove addirittura si portano i ragazzini a sciare: è accaduto la scorsa primavera in una festa dalla neve nella quale i giovanissimi hanno potuto sciare assieme a campioni che gareggiano nella Coppa del Mondo.

 

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI ERA MILENA GABANELLI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”