claudio ranieri

“HO VOGLIA DI RIMETTERMI IN DISCUSSIONE ANCHE SE HO GIÀ DETTO DI NO A PIÙ DI UNA PROPOSTA. VEDIAMO SE ARRIVA LA CHIAMATA DI UNA NAZIONALE” – LA NOSTALGIA PER LA PANCHINA DI CLAUDIO RANIERI: ORA A TENTARLO POTREBBE TORNARE LA ROMA IN CRISI, MAGARI CON UN RUOLO DIVERSO (MA SU QUESTO LUI NON DICE NULLA) – LE LITI CON MOURINHO, LO SCUDETTO PERSO CON LA ROMA, IL CAGLIARI "PIU’ IMPORTANTE" DEL LEICESTER, LA TELEFONATA DI BOCELLI E IL SOPRANNOME, AI TEMPI DEL CHELSEA, “TINKERMAN”: “SI PUÒ TRADURRE IN DUE MODI: PASTICCIONE O AGGIUSTATUTTO..."

Alessandro Bocci per corriere.it - Estratti

 

(...)

claudio ranieri chelsea 3

 

La sua fortuna è stata anche Di Marzio.

«Mi ha voluto a Catanzaro, un porto felice. Ci sono stato otto anni, è la città di mia moglie Rosanna e anche mia figlia Claudia è nata lì. Ho una casa a Copanello e ogni estate ci ritroviamo con i miei vecchi compagni, che sono diventati gli amici di una vita: appena ci rivediamo scatta la magia di un tempo. Siamo un bel gruppo: Silipo, Nicoletti, Spelta, Braga, Arbitrio, Novembre, Vichi e Pellizzaro. Il più famoso era Palanca. Per la verità il merito di questa intesa che dura nel tempo è delle nostre mogli: sono loro che si frequentavano già quando giocavamo. Come sempre nella vita i mariti vanno a ruota...».

 

Come ha conosciuto Rosanna?

claudio ranieri chelsea 1

«Era figlia di un giornalista e la migliore amica della fidanzata del mio capitano, Banelli, un altro del gruppo. Tutto è successo in fretta e siamo ancora qui, vicino ai cinquant’anni di matrimonio. Rosanna c’è sempre stata, nei momenti belli e in quelli difficili, mi ha seguito in ogni avventura, è la regina dei traslochi. Allo stadio però viene di rado, dice che soffre troppo».

 

de rossi ranieri

Prima del Catanzaro ha esordito nella Roma, che poi ha allenato per due volte.

«Mazzone, un altro dei miei maestri, mi diceva che se non si allena la Roma non si è allenatori. Quando mi hanno chiamato, la prima volta, ci ho pensato parecchio. Temevo di fallire».

 

Alla fine ha quasi vinto uno scudetto. Forse, quel campionato, perso in volata con l’Inter di Mourinho, è il cruccio più grande della sua carriera.

«Sino a un certo punto. Sono pratico e fatalista. È vero che, per come si erano messe le cose, potevamo farcela. Però nessuno ricorda mai che sono arrivato a campionato iniziato e ho fatto più punti dell’Inter. Eravamo in testa, ma abbiamo perso in casa 2-1 con la Samp, una partita che doveva finire 3-0. Il calcio è così. Della Roma mi resta il cuore gonfio della mia gioia di essere romanista».

 

La prima squadra vera che ha allenato è stata il Cagliari. Ed è stata anche l’ultima...

de rossi ranieri

«Cagliari è tutto per me, il mio posto nel mondo. Quando sono arrivato la prima volta ero un giovane tecnico senza certezze e sono stati tre anni bellissimi, dalla serie C alla serie A con relativa salvezza».

 

La seconda volta, invece...

«Temevo di deludere la gente. Mi sento figlio di quella terra. Poi però mi sono detto: non fare l’egoista. Il Cagliari aveva bisogno e mi sono lanciato».

 

(...)

A giugno se n’è andato in lacrime...

«Guardi, sono sincero: Cagliari per me è più importante di Leicester».

 

Ma come, quella è stata l’impresa del secolo: lo scudetto con una piccola squadra nel campionato più famoso e difficile del mondo. Una favola moderna...

«Non pensavo di vincere. Non sono un sognatore e so quanto sia difficile la Premier League. La mia preoccupazione in quel periodo era mantenere la leggerezza nello spogliatoio».

 

È per questo che ha trasformato i giocatori in pizzaioli veraci?

de rossi ranieri

«È nato tutto per scommessa. Stavamo subendo troppi gol e allora ho detto: se teniamo la porta chiusa vi offro la pizza. Ho trovato un posto, nel cuore di Leicester, che ci permetteva anche di cucinarla. Serate divertenti che sono servite a cementare il gruppo».

 

Alla fine ce l’avete fatta.

«Un’annata perfetta, irripetibile. Si sono allineati tutti i pianeti. Pensi che il maestro Bocelli mi ha telefonato perché voleva venire a cantare per noi. Si è accordato con la società per una data e casualmente è successo subito dopo che avevamo vinto il titolo. Una serata perfetta».

claudio ranieri juventus 2

 

In Inghilterra c’era andato una prima volta al Chelsea per sostituire Vialli.

«Luca l’ho conosciuto a un concerto di Zucchero a Londra. Una persona magnetica che ha lasciato un segno nei Blues».

 

Lei invece all’inizio ha fatto fatica con gli inglesi, che l’avevano soprannominata Tinkerman...

claudio ranieri 3

«Un aggettivo che si può tradurre in due modi: pasticcione per chi mi voleva male, aggiustatutto per chi, invece, era dalla mia parte. La verità è che cambiavo spesso, sia formazione che sistema di gioco, una cosa normale in Italia, ma gli inglesi non erano abituati. A Londra però sono stato benissimo, ho una casa e ci torno spesso».

 

 

Alla Roma, invece, ha sostituito De Rossi e Totti all’intervallo di un derby. Ha rischiato grosso...

«Ma poi abbiamo vinto. Erano troppo coinvolti e così ho responsabilizzato la squadra».

 

Daniele è diventato un allenatore.

«Non me lo sarei immaginato. È un mestiere particolare. La prima dote che serve è la pazienza. Mi spiace che lo abbiano esonerato, aveva avviato un progetto».

claudio ranieri foto mezzelani gmt05

 

Le liti con Mourinho?

«Mi diceva che ero vecchio e che non parlavo l’inglese. Per la verità, oltre all’inglese, parlo anche francese e spagnolo, le lingue dei Paesi in cui ho allenato. Ma quando sono andato all’Inter siamo diventati amici. Non so come sia successo, forse gli hanno raccontato come ero e come allenavo. Così quando mi hanno mandato via dal Leicester, lui che era al Manchester United, si è presentato in sala stampa indossando una maglietta con le mie iniziali: C.R.».

 

Ranieri, a chi deve dire grazie?

claudio ranieri foto mezzelani gmt04

«A tante persone, sicuramente a Di Marzio che ha segnato la mia vita professionale. Poi a mia moglie, sempre piena di consigli e sempre al mio fianco».

 

Ranieri è un grande allenatore ma è stato anche un buon padre?

«Non lo so, non credo. Claudia è come me, introversa, non semplice. Quando da ragazzina a Firenze giocava a pallavolo si faceva accompagnare dalla mamma di una sua amica per non dire che era la figlia dell’allenatore della Fiorentina».

 

Una vita dedicata al calcio. Altre passioni?

«L’arte, il modernariato, visto che mia moglie ha un negozio e mi ha contagiato. Anche il teatro mi piace. Amo il grande Eduardo De Filippo».

 

claudio ranieri foto mezzelani gmt 37

Il calcio è cambiato. I giocatori passano la vita attaccati ai cellulari come tutti i giovani.

«Ai miei dico sempre di non stare dietro ai social, che sono una visione troppo parziale della realtà e fanno sprecare energie preziose».

 

Ranieri, un bilancio della sua vita?

«È molto positivo. Ho fatto quello che volevo e l’ho fatto bene. Mi sento fortunato».

 

Quando ha lasciato Cagliari a fine maggio ha detto: sarà il mio ultimo club. Si è pentito?

claudio ranieri foto mezzelani gmt 24

«Confesso che ho voglia di rimettermi in discussione anche se ho già detto di no a più di una proposta. Vediamo se arriva la chiamata di una Nazionale. Non quella italiana: ho la massima fiducia in Spalletti».

 

Ora a tentarlo potrebbe tornare la Roma in crisi, magari con un ruolo diverso. Ma questa è un’altra storia. Su cui Ranieri, per mille motivi, non ha niente da dire.

claudio ranieri foto mezzelani gmt 36claudio ranieri foto mezzelani gmt010claudio ranieri foto mezzelani gmt 34claudio ranieri foto mezzelani gmt014

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”