giordano bruno guerri benito

“IO MINISTRO DELLA CULTURA? NESSUNO ME LO HA PROPOSTO. SE LO FACESSI, LA MACCHINA POLITICA MI TRITUREREBBE IN UN QUARTO D'ORA” – GIORDANO BRUNO GUERRI PARLA DELLA GAZZARRA DI BOLOGNA TRA "ZECCHE ROSSE" E "CAMICIE NERE" (“SIAMO ALLE MASCHERE DI CARNEVALE”) E DEL SUO LIBRO DEDICATO A BENITO MUSSOLINI – “LA MELONI CHE NON SI DICHIARA ANTI-FASCISTA? LO FA PER TIGNA. E PER NON SCONTENTARE CERTI SUOI ACCOMPAGNATORI" - "SECONDO VASCO ROSSI I FASCISTI SONO TORNATI? LE SUE PAROLE SONO UN'ESACERBAZIONE DELLA POLITICA” - OGGI AL MAXXI LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “BENITO”

Mario Ajello per “Il Messaggero” - Estratti

 

GIORDANO BRUNO GUERRI

Benito è il nuovo libro di Giordano Bruno Guerri. Benito ovviamente è Mussolini. E Storia di un italiano è il sottotitolo di questo racconto-riflessione, edizioni Rizzoli, che lo storico e presidente del Vittoriale conduce nel suo stile profondo e brillante.

 

Oggi pomeriggio al Maxxi va in scena la presentazione del volume, con l'autore, Mirella Serri e Luca Josi. Esserci o non esserci? La prima che hai detto.

 

Come mai, Guerri, non si fa che scrivere, parlare e litigare su Mussolini. Non sarebbe ora di pensare ad altro?

«Il fatto è che l'Italia democratica, repubblicana e anti-fascista non ha mai risolto il problema Mussolini. Il libro di Renzo De Felice sugli anni del consenso o il mio su Bottai che ha cercato di spiegare che era esistita una cultura, saggi usciti entrambi del 1976, hanno messo in una luce diversa il Ventennio. Hanno cercato di superare l'idea che Mussolini fosse un tiranno senza appoggio popolare e senza radici vere nell'Italia del tempo. Questi libri hanno smosso le acque ma non sono bastati a creare nella coscienza collettiva una valutazione storica equilibrata e realistica del personaggio e del regime».

scontrI A BOLOGNA tra collettivi antifascisti e polizia

 

E quindi, siamo ancora qui a parlare di Benito?

«Molti credono che il fascismo sia stato un orrore e basta. Io dico che è stato un orrore profondo perché ha negato per 20 anni la libertà e senza libertà un popolo non si evolve».

 

(...)

Lei sostiene che gli italiani non sono mai stati fascisti neppure durante il fascismo. Erano soltanto mussoliniani.

«Ma certo. Erano pochini i fascisti allora. E la ragione è questa: non potevano gli italiani riconoscersi in quella che è stata la dottrina del fascismo. La elaborò Giovanni Gentile: l'uomo dentro lo Stato è tutto e fuori dallo Stato è niente. Un popolo individualista e poco affezionato alle istituzioni come il nostro poteva aderire veramente a un principio così? Ma figuriamoci. Dico anche un'altra cosa nel libro.

 

giordano bruno guerri

Che gli italiani non potevano certo sentirsi, come avrebbe voluto il regime, un popolo guerriero. Non potevano, e non potrebbero oggi, semplicemente perché non siamo affatto un popolo guerriero e non lo siamo mai stati nella nostra storia fin dai tempi più antichi».

 

Ha visto che l'altro giorno Vasco Rossi ha detto che i fascisti sono tornati?

«Penso che queste parole siano un'esacerbazione della politica. Viene usato il termine fascista per diffondere preoccupazione nei riguardi del governo in carica, che non mi sembra affatto sia un governo fascista. Non c'è nessuna intenzione e nessuna possibilità per fortuna, oggi, di creare un regime. Siamo tutti anti-fascisti. E lo sono anche io. Però prima di essere anti-fascista sono un libertario».

 

scontrI A BOLOGNA tra collettivi antifascisti e polizia

Guardi però che Giorgia Meloni non si definisce anti-fascista. Perché lo fa? Per tigna?

«Tigna è la parola giusta. E poi per non scontentare certi suoi accompagnatori durante la traversata della destra nel deserto. Sono convinto che Meloni li vorrebbe abbandonare e soffiare su quella fiamma per spegnerla».

 

giordano bruno guerri

Lo farà?

«Credo di sì. Magari nella prossima legislatura. Quanto agli anti-fascisti, oggi, in realtà sono neo-antifascisti. Nel Ventennio, gli oppositori rischiavano la galera, l'esilio o la morte. Ora che cosa rischiano?».

 

Di venire censurati in tivvù, come dimostra il caso Scurati.

«Io credo che rischino di essere bollati come vittime e quindi di aumentare il proprio successo».

 

Che impressione le ha fatto la gazzarra a Bologna fra "zecche rosse" e "camicie nere"? Una rievocazione in costume?

«Sono stati molto più seri i moti di Genova contro il governo Tambroni che apriva al Msi. Quello era un partito che non aveva rinnegato il fascismo e quindi aveva senso scatenare la protesta. Oggi siamo alle maschere di carnevale: finte camicie nere contro finti arditi del popolo che erano quelli che negli anni 20 si battevano contro gli squadristi di Benito».

il videomessaggio di giorgia meloni per elena ugolini 2

 

Perché lo chiama per nome e ha scelto il suo nome come titolo del libro?

«Perché tutti lo chiamavano così. Lo consideravano un personaggio familiare o un compagno di scuola. Non era un italiano caratterialmente diverso da quelli della sua epoca. Aveva un'unica grande ambizione personale: il potere. Anche questa è una caratteristica di gran parte degli italiani: ambire a comandare».

 

(...)

Ognuno nel suo piccolo?

BENITO - GIORDANO BRUNO GUERRI

«A comandare un condominio o un incrocio stradale o lo Stato. Ognuno di noi ambisce a essere un gerarchetto».

 

 

Non lo poteva fare lei, da liberale e libertario, il ministro della cultura?

«Nessuno me lo ha proposto. Ma se lo facessi, la macchina politica - che vive di contrapposizioni - mi triturerebbe in un quarto d'ora».

scontrI A BOLOGNA tra collettivi antifascisti e polizia manifestazione e contromanifestazione in centro a bolognamanifestazione di casapound e rete dei patrioti a bologna GIORDANO BRUNO GUERRI

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…