mo farah

“MO FARAH È UN NOME RUBATO, DA PICCOLO ERO UNO SCHIAVO” – L’UOMO CHE HA RISCRITTO LA STORIA DELL'ATLETICA MONDIALE LO HA FATTO SOTTO FALSO NOME: NON SI CHIAMA MO FARAH MA HUSSEIN ABDI KAHIN, NON È UN RIFUGIATO SCAPPATO DALLA SOMALIA E HA ALLE SPALLE UN'INFANZIA COMPLICATA E UNA VICENDA DRAMMATICA. ORA HA DECISO DI SVELARE TUTTO IN UN DOCUMENTARIO DELLA BBC: “ARRIVAI A LONDRA DA ILLEGALE, A 9 ANNI FACEVO IL DOMESTICO”

Estratto dall’articolo di Gianluca Cordella per “Il Messaggero”

 

MO FARAH 14

Mo Farah non è Mo Farah. Non è un rifugiato scappato dalla Somalia. E, no, la sua famiglia non è arrivata nel Regno Unito con lui. Non lo ha fatto nemmeno dopo, per la verità. La sua infanzia non è stata gioiosa come lo è una vita che si rinnova nelle opportunità, ma claustrofobica e segnata dalle privazioni, dalla costrizione morale.

 

Un macigno su un bambino di 9 anni. Per di più solo. Ora il fuoriclasse del mezzofondo mondiale di anni ne ha 39, con gli allori sportivi e le primavere trascorse che l'hanno guidato verso la stabilità mentale ed emotiva necessarie per togliersi la maschera senza più paura degli incubi che furono.

 

Ecco a voi Hussein Abdi Kahin, l'uomo fuggito dal Gibuti che ha riscritto la storia dell'atletica mondiale sotto falso nome. «So di aver preso il posto di qualcun altro, mi chiedo spesso che fine abbia fatto il vero Mohamed». E il sorriso contagioso mostrato dopo i suoi innumerevoli trionfi mondiali e olimpici si spegne.

 

MO FARAH E LA MAMMA

La verità che Farah affida al documentario firmato dalla Bbc e dai Red Bull Studios è profondamente diversa da quella che lo stesso pluricampione ha raccontato ai media negli anni. La sua storia inglese comincia nel 1992.

 

In Somalia ci aveva vissuto da bambino e lì aveva visto suo padre Abdi ucciso a colpi di arma da fuoco durante la guerra civile.

 

Lui aveva 4 anni appena. All'inizio degli Anni 90 il trasferimento con il resto della famiglia in Gibuti e da lì il viaggio verso l'Europa. Non con la mamma, andata a vivere in una fattoria nel Somaliland con gli altri due figli. Ma con una sconosciuta, una donna che si diceva inserita nel Vecchio Continente e che lo avrebbe aiutato a rintracciare alcuni suoi parenti che prima di lui avevano compiuto quel viaggio.

 

MO FARAH 45

Gli vengono dati dei documenti falsi: c'è la sua foto e un nome nuovo, Mohamed Farah. Ma arrivati a Hounslow, a ovest di Londra, nella casa della misteriosa accompagnatrice comincia il suo calvario. «Prese il foglio dove c'erano i contatti dei miei parenti e, davanti a me, lo strappò e lo gettò in un cestino. In quel momento capii di essere nei guai».

 

Il piccolo Mohamed viene obbligato a svolgere i lavori domestici e ad aiutare la donna con la gestione degli altri - tanti - figli presenti in quella casa. Se non lo fa, niente piatto a tavola. «Se vuoi rivedere la tua famiglia, non devi dire niente a nessuno», la minaccia della donna, che per limitare i contatti del bambino gli proibisce anche di andare a scuola, fino al compimento dei 12 anni. [….]

MO FARAH 4

 

Ma, per sua fortuna, Mohamed sa correre. Una dote che gli procura la via verso la salvezza con l'aiuto di Alan Watkinson, professore di educazione fisica e figura chiave di questa storia: Farah sente l'affetto dell'uomo e un paio di anni dopo riesce ad aprirsi con lui, a raccontargli tutto il suo passato. [….]

 

È qui che nasce il Mo Farah che conquisterà il mondo nei 5.000 e nei 10.000 metri. Quello dei sei titoli mondiali e della doppia doppietta olimpica tra Londra 2012 e Rio 2016. Ori in serie, la Regina Elisabetta lo nomina Sir e non è un caso che fosse a bordo di uno dei bus scoperti durante il recente Platinum Pageant, la sfilata che ha chiuso il Giubileo per i 70 anni di regno della sovrana. […]

 

CONTINIA A LEGGERE QUI L'ARTICOLO: https://www.ilmessaggero.it/persone/mo_farah_storia_bbc_maratona-6809166.html

 

MO FARAH REGINA ELISABETTAMO FARAHMO FARAH 22MO FARAH E I SUOI FRATELLIMO FARAH 2

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