coronavirus bergamo bare

“NUJE SIMMO SERIE... APPARTENIMMO À MORTE!”- STELLA: "AL TEMPO DEL CORONAVIRUS SI E’ SMARRITO ANCHE IL SENSO DELL’ULTIMA STROFA DELL’AMARISSIMA 'LIVELLA' DI TOTO’ - GLI ARCHIVI SONO PIENI DI INCHIESTE GIUDIZIARIE CHE RACCONTANO DI TRAFFICONI SBATTUTI IN CARCERE PER AVER 'BUTTATO IN SEI BIDONI LE CENERI DI ALMENO DUEMILA CORPI' – E I CAMION MILITARI CARICHI DI MORTI..."UN FUNERALE DI STATO SENZA STATO, NÉ BANDIERE NÉ FANFARE, NIENTE LACRIME E PARENTI”

Gian Antonio Stella per il Corriere della Sera

CORONAVIRUS - BARE A BERGAMO

A Tana Toraja, nell' isola di Sulawesi, in Indonesia, tra monti terrazzati a riso, giungle rigogliose e orti di carote, i funerali possono durare anche anni. Quando c' andammo noi, un po' di tempo fa, ce n' era uno in corso da diciotto .

 

L a morta, una ricca matrona destinata a restare, diciamo così, temporaneamente mezza-viva fino alla conclusione delle interminabili cerimonie funebri, era lì rappresentata in una specie di grande tabernacolo da una statua di legno, con la sua faccia, i suoi vestiti, i suoi bracciali e i suoi occhiali a cavallo del naso.

 

Ogni tanto, ci spiegarono, arrivavano da ogni dove i suoi parenti e amici, prendevano alloggio in una delle ampie capanne «provvisorie» sparpagliate per gli ospiti tutte intorno, ammazzavano un po' di bufali e di maiali, mangiavano, bevevano e benedicevano la defunta. Se nel frattempo la signora sia «morta» davvero per esaurimento dei soldi o della riconoscenza, non sappiamo. Certo doveva essere stata, in vita, molto amata. O molto rispettata.

 

coronavirus bergamo

Sono millenni che l' umanità intera, da una parte all' altra del pianeta, mostra rispetto verso i propri morti. Spiegò anzi Confucio nel Libro dei riti ( Lijì ), che «un pappagallo può imparare a parlare, ma resterà comunque un uccello. Una scimmia può imparare a parlare, ma resterà comunque una bestia priva di ragione. L' uomo che non si attiene ai riti, benché possieda la favella, ha il cuore di un essere privo di ragione. (...) Così i grandi saggi apparsi nel mondo hanno formulato le norme di condotta per ammaestrare gli uomini e per consentir loro di distinguersi dalle bestie tramite l' osservanza dei riti». Primi fra tutti quelli funerari.

 

Riti scanditi nei secoli dei secoli attraverso forme e costumi diversi. «Già l' uomo di Neanderthal, diciamo centomila anni fa, non buttava via i morti come carcasse di animali», spiega l' archeologo Fabio Martini, da anni al lavoro sulla necropoli preistorica di Romito, in quello che oggi è il parco del Pollino, «e l' homo sapiens , intorno a quarantamila anni fa, già dava sepoltura ai defunti con oggetti vari, ossa, monili, che davano a ciascuno la propria identità». Non è un caso se le fosse comuni, come quelle viste ad Auschwitz, Srebrenica o giorni fa ad Hart Island, nel Bronx, hanno destato sempre raccapriccio. Lì c' era l' insulto finale, la cancellazione dell' identità.

 

esercito a bergamo per portare via le bare 3

Scriveva Boccaccio nel Decamerone , inorridito da quanto visto coi suoi occhi durante la peste del 1348: «E infinite volte avvenne che, andando due preti con una croce per alcuno, si misero tre o quatro bare, dà portatori portate, di dietro a quella: e, dove un morto credevano avere i preti a sepellire, n' avevano sei o otto e tal fiata più.

 

Né erano per ciò questi da alcuna lagrima o lume o compagnia onorati; anzi era la cosa pervenuta a tanto, che non altramenti si curava degli uomini che morivano, che ora si curerebbe di capre». Uno sdegno non diverso, spiega Eugenia Tognotti nel saggio La «Spagnola» in Italia (Edizioni FrancoAngeli), da quello provato dai milanesi alla vista dei poveretti uccisi dalla pandemia del 1918 e sistemati in due depositi al Monumentale e alla stazione ferroviaria di Porta Romana.

 

esercito a bergamo per portare via le bare

Per non dire della Napoli descritta da un padre sconvolto in una lettera al figlio fuggito in America: «Dalle 7 di sera fino alla mattina non vi è una goccia d' acqua con un caldo africano che si sta soffrendo e il Municipio tace, sui cimiteri sono ammonticchiati cadaveri e aumentano giorno per giorno...». E ti chiedi: ma c' è ancora, oggi, quella indignazione che squassava le coscienze allora? Mah...

 

«La foto che ha fatto il giro del mondo, la colonna infame dei camion militari coi fari accesi tra i semafori che lampeggiano nel nulla», ha scritto giorni fa Francesco Battistini in un duro atto d' accusa sui cortei di automezzi carichi di morti portati via dalle province più bastonate dal coronavirus, «è tutto ciò che oggi la pandemia ci permette: un funerale di Stato senza Stato, né bandiere né fanfare, né presidenti né preti, niente lacrime e parenti». Immagini raggelanti. Accompagnate da tormenti: «Non so ancora dove sia finito mio papà...». «Non so ancora dove abbiano portato mio marito...».

 

Per giorni e giorni. Ventiquattro camion dalla sola Bergamo. Con 486 salme verso 15 diversi inceneritori. Fino all' altro ieri. E non è ancora finita...

 

esercito a bergamo per portare via le bare 4

Bisognava farli di giorno quei cortei, ha detto il filosofo Umberto Galimberti al «Corriere del Veneto», «in modo che fosse chiaro, che la gente si rendesse conto della gravità della situazione. Ma siccome la cultura occidentale ha rimosso la morte, si è ritenuto opportuno di cercare che la gente non vedesse le bare.

 

Che non vedesse la morte nella catastrofe generalizzata. Non abbiamo più capacità critiche per comprendere la morte, data la nostra rimozione». Parole simili a quelle usate, in un' intervista a Silvia Truzzi, dallo storico Franco Cardini: un tempo «morte e malattie erano più comuni, più vicine. La modernità ha portato con sé una sorta di diffusa volontà di potenza che confligge col nostro pur vantato razionalismo: la morte si rifiuta, si nega, si dissimula, si eufemizza, si nasconde grazie a un complesso sistema di segregazione socio-simbolica per cui gli ammalati vengono nascosti e i funerali travestiti il più possibile da eventi non luttuosi. Nel Medioevo e nella prima età moderna, fino al Settecento, si reagiva viceversa ostentando: penso ai trionfi della morte, alle danze macabre.

 

esercito a bergamo per portare via le bare 1

Era un modo di rassegnarsi, ma anche di "addomesticare la morte" che oggi, negata, torna "selvaggia"». Estranea. Emarginata. Come facesse parte, per dirla con papa Francesco, della «cultura dello scarto».

 

Un rifiuto insultante. «Visto che la morte è solo la cessazione di un certo stato di vita, essa non esisterebbe se non esistesse la vita», scrive François Cheng, scrittore e poeta cinese, nelle Cinque meditazioni sulla morte (Bollati Boringhieri). Di più: «Paradossalmente la morte corporale, che è ineluttabile, rivela la vita come il reale principio assoluto. C' è una sola avventura, ed è quella della vita». Solo rispettando l' una si può capire l' altra.

 

GIAN ANTONIO STELLA

E non si dica, per favore, che tutto ciò che abbiamo visto in quei cortei carichi di bare è dovuto «solo» alla stramaledetta polmonite da Covid-19. Non è così, purtroppo. Gli archivi sono pieni di inchieste giudiziarie, da una parte all' altra della penisola, che raccontano in tempi «normali» di ceneri perdute, ceneri mischiate, ceneri trovate tra i rifiuti, trafficoni sbattuti in carcere per aver «buttato in sei bidoni le ceneri di almeno duemila corpi» Un degrado figlio d' una storia lunga lunga. Dove è stato smarrito anche il senso dell' ultima strofa dell' amarissima Livella di Totò: «Nuje simmo serie...

/ appartenimmo à morte!».

 

 

 

Ultimi Dagoreport

macron netanyahu trump

DAGOREPORT - MACRON SARÀ UN GALLETTO BORIOSO, MA SA COME CONDURRE AL SUCCESSO UN VERTICE INTERNAZIONALE, TRA I PIU' DIFFICILI E CRUCIALI - AL G7 DI EVIAN, IL PRIMO TROFEO E' STATA LA PRESENZA DI TRUMP (È BASTATO TRATTARLO COME UN “RE SOLE”) - MA IL PIU' GRANDE RISULTATO RAGGIUNTO È STATA L'APPOGGIO DI TRUMP SULLA QUESTIONE UCRAINA CHE IL TYCOON VUOLE CHIUDERE PRIMA DELLE MIDTERM DI NOVEMBRE, DOVE RISCHIA DI PERDERE CAMERA E SENATO - IL TRUMPONE E' CONVINTO CHE, INCORONANDOSI NOBEL PER LA PACE PER LA FINE DELLA GUERRA IN IRAN E DEL CONFLITTO RUSSO-UCRAINO, RICONQUISTERA' IL CONSENSO PERDUTO – L’ENORME NON DETTO È CHE IL MERITO DELLA “SVOLTA” TRA USA E TEHERAN NON È SUO MA, VIA PAKISTAN, DELLA CINA (CHE LO STESSO TRUMP HA RINGRAZIATO: “XI JINPING È STATO UN VERO GENTILUOMO”) - MENTRE PUTIN NON VEDE L'ORA DI FINIRE LA GUERRA, TRUMP TEME LE MATTANE MISSILISTICHE DI NETANYAHU: L'UNICA VIA PER DISINNESCARLO E' LA SUA SCONFITTA ALLE ELEZIONI DI OTTOBRE...

claudia conte dove nascono i silenzi

FLASH – “DOVE NASCONO I SILENZI”. È IL TITOLO DEL NUOVO LIBRO DI CLAUDIA CONTE. L’EX AMANTE DI MATTEO PIANTEDOSI POTREBBE COMINCIARE RACCONTANDOCI DOVE (E PERCHÉ) NASCE IL SUO, DI SILENZIO: DOPO AVER RIVELATO AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO, PROMETTENDO DI RACCONTARE “TUTTO” SULLA STORIA D’AMORE, SI È CHIUSA IN UN MUTISMO SELETTIVO. STRAPARLA DI TUTTO (DALLA POLITICA ALLE QUESTIONI INTERNAZIONALI, FINO AL FEMMINICIDIO), TRANNE DELL’UNICA COSA CHE LA RIGUARDA A INTERESSARE IL PUBBLICO – LA PRESENTAZIONE DEL VOLUME CON INTERVENTI DI FRANCESCO PIONATI (EX DIRETTORE DEI GR RAI) E DEL MEDICO SERGIO TIBERTI, SI TERRÀ A ROMA, IN VIA SARDEGNA. INTERNO 2-3, PIANO 4: CHE È, UNA CASA? LONTANI I TEMPI IN CUI LA PREZZEMOLONA CIOCIARA PORTAVA LE SUE FATICHE LETTERARIE ALLA CAMERA…

donald trump giorgia meloni

FLASH – TE LA DO IO LA “PACE”! LASCIATE PERDERE LE CRONACHE MELLIFLUE DEI QUOTIDIANI ITALIANI: TRUMP NON HA AFFATTO PERDONATO GIORGIA MELONI. PER CAPIRLO, BASTA GUARDARE IL GRUGNO DEL “BOSS” DELLA CASA BIANCA MENTRE LA DUCETTA, CON OCCHI DA CERBIATTONA, PROVAVA A SMINARE LA MALIZIOSA DOMANDA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EUROPEO, ANTONIO COSTA (“QUINDI SIETE TORNATI AMICI”?) – IL TYCOON DAL CIUFFO PLATINATO È RIMASTO FERMO NELLE SUE POSIZIONI: HA MESSO UN PIETRONE SOPRA LA SORA GIORGIA DAL 31 MARZO, QUANDO IL GOVERNO ITALIANO HA DETTO NO ALL’USO DELLA BASE DI SIGONELLA PER I BOMBARDAMENTI IN IRAN (SUCCESSE ANCHE CON CRAXI, E PER BETTINO NON FINÌ BENISSIMO)

zaia salvini striscione

DAGOREPORT! “GRAZIE MATTEO MA…ZAIA SEGRETARIO ORA”. DIETRO GLI STRISCIONI CONTRO SALVINI COMPARSI IN OTTO CITTÀ ITALIANE, CI SAREBBE LO ZAMPONE DI UNA RETE DI GIOVANI MILITANTI E DIRIGENTI TERRITORIALI DEL CARROCCIO. PECCATO CHE ABBIANO PUNTATO SU QUEL "CUOR DI MELONI" E CACADUBBI DI ZAIA – SECONDO QUANTO RISULTA A DAGOSPIA, CIRCA UN MESE FA, L’EX "DOGE" AVREBBE INCONTRATO IN VENETO IL GRUPPO DI RIBELLI DEL CARROCCIO - I PROMOTORI DELL’INIZIATIVA SI SAREBBERO MESSI A SUA DISPOSIZIONE PER SOSTENERNE L’ASCESA ALLA SEGRETERIA DELLA LEGA - ZAIA HA INCASSATO, SENZA FARE UN PLISSÈ, E NON HA DATO INDICAZIONI OPERATIVE O POLITICHE. COME DICEVA MANZONI: IL CORAGGIO, CHI NON CE L’HA, NON SE LO PUO’ DARE…

marina berlusconi giorgia meloni roberto vannacci matteo salvini

DAGOREPORT - LO "STABILICUM" VEDRÀ MAI LA LUCE? GIORGIA MELONI INIZIA AD AVERE PESANTI DUBBI SULLA NUOVA LEGGE ELETTORALE - L'INATTESA IMPENNATA DI "FUTURO NAZIONALE" NEL SONDAGGIO SWG-LA7 DELL'EX PARÀ (NEO PARA-GURU) CHE VELEGGIA AL 5%, ALLA PARI CON LA LEGA, RISCHIA DI RENDERE VANO IL PREMIO DI MAGGIORANZA PREVISTO DAL "MELONELLUM": SENZA I VOTI DI FUTURO NAZIONALE, L'ARMATA BRANCA-MELONI RISCHIA DI PERDERE. E IMBARCARLO NELLA COALIZIONE È MOLTO DIFFICILE - NEL CASO DI UN INGRESSO 'LAST MINUTE' DI VANNACCI NELLA COALIZIONE, A FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI NON RESTEREBBE ALTRO CHE ABBANDONARE AL SUO DESTINO MELONI E CAMERATI...

angelo bonelli palazzo sansevero napoli

FLASH - “ONOREVOLE, LE FACCIO VEDERE UNA COSA CHE LE RESTA NEL CUORE. SOLO PER LEI…” - SORPRESA E STUPORE ALLA CAPPELLA DI SANSEVERO A NAPOLI QUANDO UNO DEI DIPENDENTI DEL MUSEO, DEFERENTE ED ECCITATO, PROPONE AD ANGELO BONELLI & FAMILY UNA “VISITA PRIVATA” IN UN’AREA DI PALAZZO SANGRO DEI PRINCIPI DI SANSEVERO. PER LA PRECISIONE UN TOUR AL LABORATORIO ARTISTICO DEL MAESTRO ESPOSITO, LUOGO CHIUSO AL PUBBLICO PER I COMUNI MORTALI MA ACCESSIBILE, IN VIA PREFERENZIALE, PER IL “TRIBUNO DELLA PLEBE” DI AVS - DOPO AVER ACCETTATO ALCUNI DONI DALLO SHOP DEL MUSEO (ALCUNE AGENDINE E UN QUADERNINO PER LA FIGLIA), L’IMBARAZZATO BONELLI AVRÀ SDEGNOSAMENTE RIFIUTATO IL “PRIVILEGIO” PROPOSTO DALL’OSSEQUIOSO FUNZIONARIO DEL MUSEO? CERTO CHE NO! ACCOMPAGNATO DA UNA DELEGAZIONE DI DIECI PERSONE, TRA ADULTI E BAMBINI, HA ACCHIAPPATO AL VOLO LA PROFFERTA TRA LO STUPORE DEI PRESENTI…