claudia peroni eleonora daniele

“PALPEGGIARE UNA DONNA NON È MAI GIUSTIFICABILE, NEMMENO IN UN CONTESTO DI AMICIZIA SE LEI NON È CONSENZIENTE” – A "STORIE ITALIANE" ELEONORA DANIELE SI INDISPETTISCE CON CLAUDIA PERONI, CHE IN UN VIDEO DEL ’95 FU “TOCCATA” IN DIRETTA DA BERGER E ALESI – LA CRONISTA ESPERTA DI MOTORI A DAGOSPIA AVEVA DETTO: “ERANO ALTRI TEMPI. LORO ERANO PERSONE ABITUATE A SCHERZARE, IO LI CONOSCEVO BENE…” – VIDEO

 

 

https://www.dagospia.com/rubrica-30/sport/video-quando-ldquo-toccare-rdquo-giornaliste-tv-non-erano-292720.htm

 

 

 

Da liberoquotidiano.it

CLAUDIA PERONI TOCCATA DA GERHARD BERGER E JEAN ALESI

Eleonora Daniele a Storie Italiane torna sul caso di Greta Beccaglia, la giornalista molestata in diretta dopo la partita dell'Empoli. Parla di molestie sulle donne, nello specifico sugli abusi che a volte le donne devono subire sui luoghi di lavoro. Maria Teresa Ruta, ospite in studio, racconta la sua esperienza vissuta di abusi, spiegando di non aver mai denunciato perché vittima di un sistema in cui non sarebbe stata capita e non sarebbe stata creduto.

 

"Ho taciuto, ma quello che è successo a Greta mi ha ferito perché credevo che dopo tanti anni fossimo stati in grado di educare i nostri figli ed essere migliori". A parlare è anche Claudia Peroni, giornalista sportiva, che ha dichiarato di essere stata palpeggiata da due piloti di Formula 1, Berger e Alesì.

 

 

eleonora daniele foto di bacco

"Mi palpeggiarono, allora so che non era fatto con malizia, ma erano altri tempi. Tendo a precisare che io non ho mai parlato di molestie ma se fosse successo oggi sicuramente sarebbe stato un altro caso. Quello che è accaduto a Greta Beccaglia era di pessimo gusto, nel mio caso era diverso, loro erano persone abituate a scherzare, io li conoscevo bene". Parole che non sono piaciute alla Daniele che ha ribadito che palpeggiare una donna non è mai giustificabile, nemmeno in un contesto di amicizia se lei non è consenziente.

 

 

 

CLAUDIA PERONI A DAGOSPIA

Dagonews del 13 dicembre 2021

 

CLAUDIA PERONI TOCCATA DA GERHARD BERGER E JEAN ALESI

Quando a “toccare” le giornaliste in tv non erano i tifosi ma i piloti. Dopo il caso di Greta Beccaglia, la cronista molestata in diretta all’uscita dallo stadio, si è tornati a parlare di sessismo in tv.

 

Sui social furoreggia un video del ’95 di "Mai dire gol" in cui la giornalista Claudia Peroni intervista i due piloti della Ferrari Gerhard Berger e Jean Alesi che si divertono a palpeggiarla. Una clip che, ai giorni nostri, susciterebbe un vespaio di polemiche.

 

“Nel ’95 il mondo girava in un’altra maniera, era anche più maschilista. Se questa cosa fosse successa oggi, la mia reazione sarebbe stata diversa. Sono anche più esperta. Non glielo avrei permesso”, confessa Claudia Peroni, giornalista Mediaset ed ex pilota di rally. “Sono d’accordo con il pensiero di Sgarbi: “Quel che ha fatto Benigni con la Carrà nella celebre puntata di Fantastico, oggi non sarebbe più possibile. Così allo stesso modo anche quel siparietto con Berger e Alesi ai giorni nostri non sarebbe proponibile”.

 

CLAUDIA PERONI TOCCATA DA GERHARD BERGER E JEAN ALESI

Nel video “incriminato” la Peroni cerca di stemperare: “Sarei sembrata ridicola se mi fossi offesa. In diretta devi imparare a gestire le situazioni. Il caso di Greta Beccaglia è diverso, nessuno è intervenuto in difesa della ragazza, non è stato gestito bene”.

 

Secondo Cinzia Fiorato, ex conduttrice del Tg1, negli anni ’90 “se ti mostravi mortificata per queste cose ti dicevano che eri una psicolabile”. “Non condivido – ribatte Claudia Peroni – erano situazioni di lavoro che dovevi saper gestire autonomamente. All’epoca andai ospite in una puntata del Maurizio Costanzo Show dedicata alle donne che fanno lavori da uomini e dissi che noi donne dobbiamo imparare a difenderci e a rafforzarci”.

 

Su questo la giornalista la pensa come Natalia Aspesi che su Repubblica ha scritto: “Decenni fa quando sui tram affollati una mano o altro sul sedere era abituale, ci eravamo allenate con un famoso colpo di fianco che stroncava ogni suo maldestro tentativo di sopruso”.

Ma oggi la Peroni avrebbe preso a calci Berger e Alesi? “No, erano due abituati a scherzare e io avevo molta confidenza con loro. Ma sicuramente oggi li avrei messi a posto in maniera diversa…”

eleonora daniele

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…